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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 05 · storia del giorno3 min · 770 parole · 44 fonti

Atene strappa l’esenzione sul GNL

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Scritto dall IAto brief AI · 28 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

A Greek-linked shipping exemption remains the immovable anchor for Russian liquefied natural gas exports.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Il 23 luglio l’Unione europea ha approvato il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Lo ha fatto, però, alle condizioni di Atene.

La Grecia ha bloccato l’intero pacchetto finché non ha ottenuto un’esenzione: le compagnie di navigazione legate a interessi greci potranno continuare a trasportare gas naturale liquefatto russo verso acquirenti extra-UE, purché i contratti siano precedenti all’invasione su larga scala dell’Ucraina (Euronews, Council press release). Tutto il resto è rimasto in attesa: l’inserimento in lista delle navi della flotta ombra, cioè petroliere vecchie o dalla proprietà opaca usate per aggirare le sanzioni occidentali sul petrolio russo; le restrizioni bancarie; le misure sulle criptoattività; il congelamento del tetto al prezzo del greggio. Nulla si è mosso finché Atene non ha ottenuto il proprio ritaglio.

Come To Brief reported quando la Grecia aveva bloccato per la prima volta il voto, la disputa tocca un punto più profondo: se il modo in cui l’UE costruisce le sanzioni possa reggere quando incontra gli interessi delle industrie di cui ha bisogno per applicarle.

Le aziende dentro l’arma

Le sanzioni europee sull’energia russa funzionano attraverso i servizi, più che attraverso embarghi totali. Bruxelles non cerca di togliere petrolio e gas russi dal mercato globale; limita invece l’accesso alle imprese occidentali che rendono possibili quelle esportazioni, dai trasportatori agli assicuratori, dagli operatori portuali agli intermediari (European Commission). Se si controlla l’accesso a quei servizi, vendere energia russa diventa più difficile e più costoso.

Il problema strutturale è che quelle imprese si trovano dentro Stati membri i cui governi devono approvare all’unanimità ogni decisione sulle sanzioni. Un Paese le cui società forniscono il servizio preso di mira può quindi tenere in ostaggio l’intero pacchetto.

La Grecia dispone della più grande flotta mercantile dell’Unione europea (Al Jazeera). Atene ha sostenuto che vietare agli operatori greci di trasportare GNL russo verso Paesi terzi avrebbe semplicemente spostato l’attività verso concorrenti non europei, senza intaccare le entrate di Mosca. La posta economica dà peso all’argomento. EUobserver, citando un’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air, ha scritto che navi controllate da armatori greci hanno trasportato combustibili fossili russi per circa 248 miliardi di euro dall’inizio dell’invasione su larga scala (EUobserver). Secondo UPI, che cita il gruppo di ricerca Urgewald, Dynagas, il gruppo armatoriale legato al miliardario greco George Prokopiou, ha gestito circa il 35% dell’attività russa di GNL collegata a Novatek nei primi mesi del 2026 (UPI).

Atene ha trasformato una contestazione reale, quella sulla distribuzione diseguale dei costi, in un’esenzione che conserva proprio il punto di pressione che l’UE aveva individuato e cercato di chiudere.

Il contrasto tra capitali

Il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys ha detto che le decisioni sulle sanzioni dipendono sempre più dagli interessi economici degli Stati membri, con l’effetto di indebolire la pressione collettiva su Mosca (LRT). I funzionari olandesi hanno invece presentato il risultato come un passo avanti, insistendo sull’inserimento in lista delle navi della flotta ombra e sugli strumenti anti-elusione, nonostante l’esenzione concessa alla Grecia (Rijksoverheid, NRC).

Il confronto utile è con la Danimarca. Copenaghen controlla una delle maggiori flotte mercantili d’Europa, ma non ha chiesto un’esenzione equivalente. Una grande flotta, da sola, non produce automaticamente una minaccia di veto. La posizione greca è stata una scelta politica, non la conseguenza meccanica di una quota di mercato.

Pacchetti più piccoli, stesso difetto strutturale

Il pacchetto contiene comunque misure sostanziali: 41 nuove navi della flotta ombra inserite in lista, criteri ampliati per colpire le imbarcazioni che prestano servizi a navi già sanzionate, nuove restrizioni bancarie e sulle criptoattività (Finnish government, Global Sanctions). Il FT ha riferito che i funzionari europei stanno ora studiando pacchetti più piccoli e mirati, affinché l’obiezione di un solo governo non possa bloccare misure non collegate tra loro (FT).

Il passaggio al voto a maggioranza non è sul tavolo. Le sanzioni rientrano nella politica estera dell’UE, dove vale l’unanimità, e modificare quella regola richiederebbe a sua volta l’unanimità (IAI). Pacchetti più piccoli riducono la quantità di misure che una singola obiezione può ritardare. Non eliminano il veto.

La Grecia ha mostrato che uno Stato membro può usare l’unanimità per proteggere un’industria nazionale, anche quando questo indebolisce un punto di pressione costruito dall’UE contro la Russia. Atene sostiene che l’attività si sarebbe comunque spostata fuori dal blocco, e la logica commerciale non è infondata. Resta però senza risposta la questione dell’applicazione: se le società greche continueranno a trasportare GNL in base a contratti precedenti alla guerra, chi controllerà quei contratti, monitorerà i volumi e verificherà che eventuali rinnovi non estendano in silenzio l’esenzione? I funzionari che stanno preparando il ventiduesimo pacchetto devono partire da qui.

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7/28/2026, 1:41:44 AM
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