Cipro, Guterres sfida Ankara

Two identical architectures of power occupy the landscape but refuse to share the ground.
Composizione immagine · tobriefAntónio Guterres è arrivato domenica a Cipro per capire se vi siano ancora le condizioni per riaprire il negoziato sulla riunificazione di un'isola divisa dall'intervento militare turco del 1974. La visita, la prima di un Segretario generale dell'ONU in sedici anni (Euronews Germany), non è arrivata con una bozza di accordo né con un'intesa preliminare sul tavolo. L'inviata delle Nazioni Unite María Ángela Holguín ne ha definito l'obiettivo senza giri di parole: spingere i due leader ad avviare negoziati (Cyprus Mail). Il nodo, però, non riguarda il calendario diplomatico. Una parte vuole una federazione. L'altra chiede il riconoscimento di due Stati sovrani separati.
Federazione contro due Stati
Il quadro fissato dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU prevede una federazione bizonale e bicomunitaria: uno Stato, due comunità politicamente uguali, un'unica sovranità (S/RES/1251). Il governo greco-cipriota afferma che respingerà qualsiasi formula esterna a quel perimetro (Cyprus Mail). Atene sostiene la stessa linea senza riserve. Il premier Kyriakos Mitsotakis presenta la questione cipriota come un problema europeo, non come una disputa bilaterale greco-turca, mentre la Grecia esclude esplicitamente la partizione (ERT, Lavaron).
La posizione turca va nella direzione opposta. Alti funzionari sostengono che nessuna soluzione possa prescindere da Ankara e che qualunque processo realistico debba partire dall'uguaglianza sovrana tra due Stati coesistenti (Hürriyet Daily News). Il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha ribadito questa linea direttamente a Holguín pochi giorni prima dell'arrivo di Guterres (Politis). Non è una posizione negoziale interna al quadro ONU: ne respinge la premessa.
Dove entra Bruxelles, e dove si ferma
L'UE ha alzato il profilo. Il 13 luglio la Commissione ha nominato Raffaele Fitto rappresentante speciale per Cipro, dando a Bruxelles un referente incaricato di coordinare il contributo europeo al processo ONU. Prima di recarsi ad Ankara, Holguín ha incontrato a Bruxelles Fitto e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen (Politis, Hürriyet Daily News). L'Alta rappresentante Kaja Kallas ha confermato che, per Bruxelles, la pista ONU resta quella decisiva (CNA).
Bruxelles dispone però di leve, non del mandato politico per usarle fino in fondo. Cipro è entrata nell'UE nel 2004, ma in base al Protocollo 10 del trattato di adesione il diritto europeo non si applica nel nord finché l'isola resta divisa (EUR-Lex). Qualunque accordo dovrebbe funzionare dentro l'ordinamento dell'UE, e dunque la Commissione può incidere sul modo concreto in cui l'intesa verrebbe attuata: regole commerciali, circolazione delle persone, allineamento giuridico. Non può sciogliere la questione di sovranità che sta al centro del conflitto.
Nicosia vuole legare i progressi più ampi nei rapporti UE-Turchia a passi avanti su Cipro. Ankara rifiuta che la relazione dipenda dall'isola. Questo braccio di ferro blocca l'aggiornamento dell'unione doganale, gli accordi sui visti e una cooperazione più stretta in materia di sicurezza. Non esiste, nei documenti pubblicati, un'offerta UE-Turchia che scambi concessioni specifiche con progressi sul dossier cipriota.
Il gas alza la posta economica
Due sviluppi energetici aumentano la pressione. Eni e TotalEnergies sono vicine alla decisione finale di investimento sul giacimento di gas Kronos al largo di Cipro, una joint venture che potrebbe diventare il primo sviluppo offshore commerciale dell'isola (Bloomberg). Su un binario separato, dopo un accordo del 10 luglio con le autorità locali, la Turchia ha iniziato a preparare rilievi sismici per un gasdotto diretto verso Cipro del Nord. Nicosia ha protestato, mentre un'analisi italiana ha letto il progetto come una mossa per rendere Ankara un attore energetico inevitabile e, al tempo stesso, legare ancora di più il nord alla Turchia (Kathimerini Cyprus, Notizie Geopolitiche). Il gas aumenta il costo della divisione, ma non modifica la titolarità del processo di pace.
La maggior parte delle capitali europee osserva da una certa distanza. La Germania legge Cipro attraverso il rapporto con la Turchia, più che come dossier autonomo (Euronews Germany). Le informazioni disponibili indicano che Francia e Italia seguono il fascicolo soprattutto attraverso le lenti dell'energia e della sovranità, lasciando però la regia all'ONU. La questione cipriota resta politicamente nelle mani di Nicosia, Atene, Ankara e di un piccolo gruppo di Stati membri direttamente esposti. Guterres può misurare la distanza tra federazione e riconoscimento dei due Stati, e riunire gli interlocutori nella stessa stanza. Per colmarla servirebbe che la Turchia negoziasse dentro un quadro che oggi respinge. Il problema è il riconoscimento politico, non l'agenda degli incontri.
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