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EU_PUBLIC_AFFAIRS05 / 05 · storia del giorno3 min · 616 parole · 39 fonti

Cipro, Guterres sfida la linea turca

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Scritto dall IAto brief AI · 27 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The diplomatic architecture remains intact even as the floor beneath it splits.

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il testo · 3 min di lettura

António Guterres è arrivato domenica a Cipro per tre giorni di incontri con i leader dell’isola divisa. Non lo precedeva alcuna bozza di accordo, né esisteva, prima dello sbarco, un’intesa per riaprire negoziati formali. È il coinvolgimento Onu di più alto livello sulla questione cipriota da quando i colloqui di Crans-Montana, in Svizzera, fallirono nel 2017; proprio per questo l’ambizione della visita resta volutamente limitata: capire se un negoziato strutturato sia ancora possibile quando le due parti non concordano nemmeno su che cosa dovrebbero negoziare.

Il divario di partenza

Il quadro di soluzione indicato dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu prevede una federazione bizonale e bicomunitaria: uno Stato, due comunità politicamente eguali, sovranità unica, cittadinanza unica (S/RES/1251, UN Press). Pochi giorni prima dell’arrivo di Guterres, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha rilanciato la richiesta di Ankara per una «eguaglianza sovrana», formula che nella sostanza punta a un esito a due Stati e resta fuori da quel perimetro (Hürriyet Daily News, TRT World). Qui sta il nodo: l’Onu ha il mandato di mediare una federazione; la Turchia respinge pubblicamente la federazione.

Guterres incontrerà separatamente il presidente greco-cipriota Nikos Christodoulides e il leader turco-cipriota Tufan Erhürman, terrà una cena privata con entrambi e convocherà una sessione congiunta nella zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite (Politis, UN Web TV). Il calendario serve a misurare la temperatura politica, non a produrre un accordo. Il capo delle operazioni di pace dell’Onu, Jean-Pierre Lacroix, ha definito la missione parte di «sforzi politici molto sostenuti» (CNA): una formula prudente, che segnala lavoro diplomatico reale senza promettere una svolta (DW).

Christodoulides ha detto che nessuna bozza di soluzione era stata trasmessa prima della visita (Stockwatch). Un risultato concreto, se arrivasse, sarebbe modesto: un formato per il passo successivo, un calendario, oppure una ragione per coinvolgere Grecia, Turchia e Regno Unito, le tre potenze garanti che conservano ruoli formali dall’assetto d’indipendenza cipriota del 1960 e il cui consenso resta necessario per sciogliere le questioni di sicurezza più difficili (CNA).

Bruxelles può aumentare la leva, non sostituire l’Onu

La Commissione europea appare più visibilmente coinvolta rispetto ai round precedenti. Il 13 luglio ha nominato Raffaele Fitto, vicepresidente italiano della Commissione, rappresentante speciale per Cipro (Open, Cyprus Mail). L’inviata dell’Onu Maria Angela Holguin ha incontrato a Bruxelles sia Fitto sia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen il 22 luglio, prima di recarsi ad Ankara per sondare la posizione turca (Politis).

Bruxelles ha una ragione precisa per seguire il dossier. Cipro è entrata nell’UE nel 2004, ma il diritto europeo resta sospeso nella parte settentrionale dell’isola, dove la Repubblica non esercita il controllo. L’anomalia è scritta nel trattato di adesione (EUR-Lex). Un’apertura su Cipro potrebbe anche sbloccare parti del rapporto congelato tra UE e Turchia, dal commercio all’energia, dai trasporti alla migrazione (European Commission). Il Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo fissano la direzione politica dell’Unione, ha inquadrato ogni riavvicinamento ad Ankara come graduale, reversibile e legato alla condotta turca (European Council).

Fitto può collegare gli incentivi europei al processo Onu, ma non può sostituirlo. Le potenze garanti hanno in mano le chiavi del ritiro delle truppe e dei diritti di intervento, questioni che Bruxelles non ha mandato per risolvere. Lo stesso rapporto del 2017 di Guterres al Consiglio di Sicurezza indicò che Crans-Montana fallì perché le parti non riuscirono a raggiungere la necessaria «massa critica» sui capitoli centrali, in particolare sicurezza e governance (S/2017/814). Da allora, quei nodi non sono diventati più semplici.

Guterres può mappare la distanza e rimettere tutti nella stessa stanza. Non può costringere la Turchia a negoziare dentro un quadro federale che Ankara oggi respinge.

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7/27/2026, 1:54:44 AM
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