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EU_ECONOMICS02 / 08 · storia del giorno3 min · 808 parole · 135 fonti

Hormuz, sei mesi tra le mine

Scritto dall IAto brief AI · 25 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

Diplomacy signs the papers while the physical reality remains a solid, impenetrable floor.

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il testo · 3 min di lettura

Iran e Stati Uniti si stanno avvicinando a un quadro di cessate il fuoco di 60 giorni per lo Stretto di Hormuz, il passaggio stretto da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale trasportato via mare. Alla notizia, il Brent è sceso del 4,5%, intorno a 98,83 dollari al barile (n-tv). Ma tre mesi dopo la chiusura dello stretto da parte dell'Iran, decisa in risposta agli attacchi israelo-americani, la diplomazia corre molto più avanti della realtà fisica. Tra la firma di un'intesa e il ripristino dei flussi energetici passano mesi, forse anni, e il conto finirà in larga parte su consumatori e contribuenti europei.

840 navi e un campo minato

Un cessate il fuoco apre appena la fase della bonifica logistica. Più di 600 petroliere restano bloccate nel Golfo Persico, mentre altre 240 attendono all'esterno, secondo l'amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser (CNBC). Le navi che hanno deviato intorno al Capo di Buona Speranza hanno aggiunto circa 3.800 miglia nautiche per tratta, riducendo di circa un terzo la capacità effettiva della flotta (straits.live). Quelle unità non possono rientrare per magia: devono prima completare le rotte già iniziate.

Poi ci sono le mine. Il Pentagono ha riferito al Congresso che una bonifica completa potrebbe richiedere sei mesi (Washington Post). L'Iran stesso non riesce a ricostruire dove siano finiti tutti gli ordigni che ha dispiegato (IndexBox). Finché il fondale non offrirà garanzie, gli assicuratori non ridurranno le tariffe. I premi per il rischio di guerra, il sovrapprezzo applicato alle navi che entrano in zone di conflitto, sono saliti dallo 0,125% del valore dello scafo fino al 5% in pochi giorni dopo gli attacchi di febbraio (Property Casualty 360). Come ha scritto Insurance Business Magazine: «A ceasefire won't reopen the insurance market — not yet» (Insurance Business Magazine).

Il greggio potrebbe tornare sui mercati importatori nel giro di due-sei settimane. I prodotti raffinati richiederanno più tempo, perché le raffinerie del Golfo hanno bisogno di settimane per ripartire. L'AIE prevede che l'economia globale possa tornare sulla traiettoria precedente al conflitto non prima del quarto trimestre 2026 (Gulf News).

Chi paga davvero

In Romania l'inflazione ha toccato il 10,71% ad aprile, con i carburanti in aumento di circa il 35% su base annua (Agerpres). Nell'eurozona, cioè i 20 Paesi che condividono la moneta unica, la Spagna ha registrato il tasso più alto, al 3,2%, con l'energia responsabile di oltre il 60% della pressione sui prezzi (Merca2). Nei Paesi Bassi il diesel è arrivato a 2,37 euro al litro, il livello più caro dell'UE (IRU).

Shell ha comunicato utili del primo trimestre pari a 4,84 miliardi di euro, in crescita del 20% su base annua, con circa 1 miliardo di euro legato alla crisi di Hormuz (NPO Radio 1). TotalEnergies ha segnato un aumento del 51% dell'utile netto (Made-in.be). Per le sei grandi compagnie petrolifere, Oxfam stima profitti complessivi nel 2026 intorno a 93 miliardi di euro (Euronews).

I governi stanno assorbendo una parte del costo. La Spagna ha ridotto l'IVA sui carburanti dal 21% al 10% (Spanish Ministry of Finance). I Paesi Bassi hanno stanziato 927 milioni di euro in aiuti mirati, evitando però un taglio generalizzato delle accise per non alimentare la domanda in una fase di offerta limitata (PWC). La Romania ha imposto un tetto ai margini al dettaglio e restrizioni all'export di carburanti (Radio România). Sono misure che attutiscono l'urto, ma non sciolgono il nodo dell'offerta.

Il pedaggio che l'Iran vuole tenersi

Iran e Oman stanno negoziando un pedaggio permanente di transito per lo stretto, presentato come pagamento per «servizi speciali» e non come tariffa, così da aggirare il diritto marittimo internazionale (Iran International, Livemint). A circa 1 dollaro al barile, il sistema garantirebbe all'Iran entrate stimate in 7,3 miliardi di dollari l'anno (Al Jazeera). La proposta Autorità dello Stretto del Golfo Persico accetta già pagamenti in yuan cinesi (Euronews).

Quel pedaggio si innesta su una questione finanziaria più ampia. La Casa Bianca sostiene che l'intesa in gestazione non preveda trasferimenti di denaro. Axios ha però riferito che il quadro negoziale includerebbe fino a 20 miliardi di dollari di asset iraniani scongelati nell'ambito di uno scambio sull'uranio. Se Teheran ottenesse sia i fondi bloccati sia le entrate permanenti del pedaggio, uscirebbe dalla crisi con risorse molto superiori a quelle di partenza.

L'AIE ha avvertito che le riserve strategiche di petrolio, cioè gli stock d'emergenza detenuti dai governi per far fronte a interruzioni dell'offerta, entreranno in «zona rossa» entro luglio o agosto se i flussi non si normalizzeranno (Cinco Días). Ricostituire il prelievo record da 400 milioni di barili aggiungerà poi 1,8 milioni di barili al giorno di domanda, in competizione con la stessa offerta già compressa (IEA, BloombergNEF). I mercati stanno prezzando l'accordo politico, ma continuano a sottovalutare il dopoguerra materiale.

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5/25/2026, 2:59:46 AM
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