Hormuz, premi al 4% dopo l'attacco

The shipping lanes remain physically open while the commercial confidence of insurers dissolves.
Composizione immagine · tobriefIl 25 giugno un proiettile non identificato ha colpito il ponte della Ever Lovely, una portacontainer battente bandiera di Singapore in transito nello Stretto di Hormuz (DW, Channel News Asia). Non ci sono stati feriti e la nave ha mantenuto la capacità di navigare. Ma stava seguendo una rotta di passaggio sicuro raccomandata da UKMTO, l'autorità britannica che coordina la navigazione commerciale nelle aree di conflitto, e nel giro di poche ore si è dissolta la fiducia commerciale che aveva iniziato lentamente a ricostruirsi dopo una recente apertura diplomatica tra Stati Uniti e Iran.
L'Organizzazione marittima internazionale, l'agenzia dell'ONU che coordina la sicurezza della navigazione globale, ha sospeso il corridoio di evacuazione da Hormuz dopo aver fatto uscire dal Golfo 115 navi e circa 2.500 marittimi, lasciando in attesa oltre 500 imbarcazioni (UN News, Al Jazeera). I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno aggravato il blocco operativo dichiarando che il passaggio sicuro sarebbe stato disponibile solo sulle rotte indicate da Teheran, respingendo il corridoio sul lato omanita.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha colpito siti iraniani per missili, droni e radar, definendo l'episodio un attacco condotto con un drone iraniano (CENTCOM). Teheran ha negato ogni responsabilità. Le autorità marittime neutrali hanno parlato di un "proiettile non identificato", senza attribuire l'attacco (ICIS).
Per l'Europa conta meno chi abbia sparato che ciò che è accaduto subito dopo sul mercato assicurativo.
A decidere se le navi salpano non è l'artiglieria, ma l'assicurazione
Dallo Stretto di Hormuz passano normalmente circa 19,8 milioni di barili di petrolio al giorno (BNP Paribas). Per colpire l'Europa non serve chiuderlo del tutto: basta che assicurare il transito diventi troppo caro.
La copertura war-risk, cioè il premio aggiuntivo che gli assicuratori chiedono per viaggi in acque pericolose, è rimasta formalmente disponibile dopo l'attacco. Ma i prezzi sono balzati intorno al 3-4% del valore dello scafo, contro circa lo 0,25% prima del conflitto (S&P Global). Per una superpetroliera da 100 milioni di dollari significa pagare circa 2-3 milioni di dollari, da rinnovare ogni sette giorni (Caixin).
Questi costi arrivano ai consumatori europei attraverso le tariffe di trasporto e i benchmark energetici, non perché i terminal restino vuoti. La Commissione europea ha confermato che non esiste un rischio immediato per le forniture e ha ricordato di poter coordinare le scorte petrolifere d'emergenza tramite l'Agenzia internazionale dell'energia (European Commission). La presidente della BCE Christine Lagarde ha fissato il limite istituzionale con una formula secca: la banca centrale "non può riaprire lo Stretto di Hormuz" (ECO). L'Europa può gestire lo shock dei prezzi; non può dare ordini ad assicuratori, armatori e società di classificazione, che stabiliscono se una rotta sia davvero praticabile.
Chi manda le navi, e con quali regole
Tre Stati membri dell'UE dotati di marine rilevanti hanno dato tre risposte diverse.
La Francia vuole una missione marittima con mandato ONU, cercando una copertura giuridica internazionale che impedisca di presentare un eventuale dispiegamento come adesione a un'operazione militare americana contro l'Iran (Arab News). Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha segnalato una disponibilità condizionata per attività di sminamento o scorta, precisando però che ogni missione richiederebbe il via libera del governo e del Parlamento (Adnkronos). La Germania deve fare i conti con il Parlamentsbeteiligungsgesetz, la legge che impone l'approvazione del Bundestag per le missioni armate all'estero, il che rende improbabile un ruolo rapido; il ministro della Difesa Boris Pistorius ha tenuto basse le aspettative (tagesschau).
Lo strumento europeo più concreto è l'operazione ASPIDES, la missione navale difensiva che oggi protegge il traffico nel Mar Rosso dagli attacchi Houthi. Secondo Internazionale/Reuters, il servizio diplomatico dell'UE ha proposto di riorientare ASPIDES affinché assuma un ruolo primario nello sminamento di Hormuz. Ma modificare il mandato di una missione PSDC, il quadro europeo per le operazioni militari comuni, richiede l'unanimità di tutti i 27 Stati membri. Con Francia, Germania e Italia vincolate ciascuna a soglie giuridiche interne diverse, quel consenso ancora non c'è.
La Ever Lovely è stata colpita e ha continuato a navigare. La questione più difficile è se lo Stretto di Hormuz resti aperto sulle carte nautiche ma chiuso nei fogli di calcolo degli assicuratori, giuridicamente transitabile e commercialmente congelato.
How was this article?
Help us get better
Help us get better
Details about this article
- Model:
- claude-opus-4-6
- Generated:
- 6/27/2026, 3:16:58 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20260627_015007
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication