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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 18 · storia del giorno3 min · 806 parole · 61 fonti

Hormuz spinge il gas UE al +35%

Scritto dall IAto brief AI · 13 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

Private risk assessments transform the iron certainties of maritime trade into fragile financial liabilities.

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il testo · 3 min di lettura

L'Iran ha dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti sostengono che le navi continuino a passare. Ma, più ancora delle due versioni ufficiali, contano le decisioni che in queste ore si prendono negli uffici assicurativi di Londra, nei dipartimenti compliance delle banche e nei consigli di amministrazione degli armatori. Sono questi guardiani privati a ricalcolare, viaggio per viaggio, il costo dell'accesso europeo all'energia.

Il 12 luglio le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno colpito la GFS Galaxy, nave cargo battente bandiera cipriota, dunque registrata nell'UE e soggetta a obblighi europei su equipaggio e responsabilità. L'attacco ha danneggiato la sala macchine e un membro dell'equipaggio risulta disperso (Times of Israel). Teheran ha annunciato la chiusura dello stretto «fino a nuovo ordine». L'esercito americano ha risposto con nuovi raid, insistendo che il traffico commerciale prosegua (SOFX).

È nello spazio tra queste due affermazioni che si forma il nuovo prezzo dell'energia europea.

Il veto privato che nessun governo può aggirare

L'assicurazione contro i rischi di guerra, la copertura aggiuntiva che protegge le navi dai danni legati a un conflitto, è diventata il vero collo di bottiglia. Prima della crisi, i premi si collocavano intorno allo 0,25%-0,5% del valore dello scafo. Al picco sono arrivati al 10% (CNN). Oggi le quotazioni oscillano attorno al 2%-6%, mentre diminuisce anche il numero di armatori disposti a chiederle (Claims Journal). Le polizze coprono ormai finestre di sette giorni e il prezzo si fissa poche ore prima della partenza.

Lo strato delle sanzioni potrebbe pesare più dei premi in prima pagina. La Lloyd's Market Association, l'organismo che coordina il principale mercato londinese delle assicurazioni marittime, ha avvertito che il pagamento di tariffe portuali iraniane o diritti di transito potrebbe esporre le istituzioni finanziarie europee a violazioni sanzionatorie (LMA). Le indicazioni del Tesoro americano chiedono alle compagnie di navigazione di verificare l'origine del carico, esaminare la storia delle navi e inserire nei contratti clausole di uscita (Katten). Anche con il mare calmo, un viaggio può diventare impossibile da finanziare se il dipartimento compliance di una banca non lo autorizza.

Il traffico si è ripreso, passando da circa 27 transiti al giorno a fine giugno a oltre 60 nel giro di pochi giorni (Insurance Asia). Breakwave Advisors ha scritto l'8 luglio che gli ultimi attacchi non avevano modificato il comportamento degli armatori (Breakwave Advisors). I premi restano però alti perché gli assicuratori prezzano il rischio di interruzioni future, non il numero di navi che passano oggi.

I governi possono scortare convogli, imporre sanzioni, diffondere allarmi e offrire sussidi. Non possono ordinare ai sindacati dei Lloyd's o ai desk compliance delle banche di trattare una rotta nel Golfo come se fosse normale.

Shock di prezzo, non blackout

La vulnerabilità europea passa dai prezzi, più che dai gasdotti. Il Qatar vale quasi il 19% delle esportazioni mondiali di GNL (IGU), e tutto quel gas attraversa Hormuz. Quando i carichi qatarioti rallentano, compratori europei e asiatici competono per le forniture alternative. Il TTF, il parametro europeo del gas che finisce nelle bollette domestiche e industriali, è già salito di circa il 35% rispetto ai livelli precedenti alla chiusura annunciata (EIA).

I prodotti raffinati rendono l'esposizione ancora più concreta. Secondo una ricerca di BNP Paribas, nel 2025 Asia e Medio Oriente hanno fornito il 23% delle importazioni europee di diesel e il 90% di quelle di carburante per aerei (BNP Paribas). Una crisi a Hormuz non si limita quindi ad alzare il costo del riscaldamento: arriva alla logistica, all'aviazione e alla manifattura.

Due casi nazionali mostrano quanto lo shock possa propagarsi. In Irlanda, il regolatore dell'energia ha intensificato il confronto con i fornitori dopo che diverse società avevano annunciato aumenti dell'8%-11%, mentre il prezzo del diesel alla pompa dovrebbe salire di circa 10 centesimi al litro (Irish Times, RTÉ). La Spagna dimostra invece che la resilienza fisica non immunizza dai prezzi. Gli stoccaggi di gas sono al 73%, ben sopra la media UE, e il Paese dispone della maggiore capacità di rigassificazione del blocco (La Voz de Galicia). Eppure i consumatori spagnoli pagano comunque un prezzo del gas determinato dalla competizione globale sul GNL, nella quale qualunque rallentamento qatariota ricalibra il valore di ogni carico marginale.

Il vuoto di responsabilità

Hormuz non è chiuso, ma non è più commercialmente normale. L'attacco alla GFS Galaxy ha modificato le condizioni assicurative per le navi battenti bandiera UE? Le banche hanno respinto pagamenti legati a Hormuz? I carichi di GNL hanno subito ritardi dopo gli attacchi del 6 luglio? Le risposte sono nei sindacati dei Lloyd's, nei club P&I, gli assicuratori mutualistici che coprono equipaggio, inquinamento e responsabilità da collisione, e nei desk compliance. Nessuno di questi soggetti deve rendere conto pubblicamente delle decisioni. La bolletta energetica europea prende forma in stanze che nessun elettore ha autorizzato e nessun parlamento può esaminare.

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7/13/2026, 2:20:17 AM
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