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EU_PUBLIC_AFFAIRS09 / 10 · storia del giorno3 min · 691 parole · 32 fonti

Budapest sblocca le lettere, ma conserva il veto

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Scritto dall IAto brief AI · 6 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Hungary lets the paperwork proceed while a school law holds the next vote.

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Il premier ungherese Péter Magyar ha chiesto ai diplomatici di smettere di bloccare le lettere che invitano Ucraina e Moldova a presentare le rispettive posizioni per la prossima fase dei negoziati di adesione all'UE, secondo il Financial Times, che cita due funzionari. La mossa chiude uno stallo durato mesi su un passaggio preparatorio, ma non apre i negoziati: l'Ungheria conserva il voto che potrebbe impedirne l'avvio.

I preparativi avanzano, il veto resta

I negoziati di adesione all'UE sono articolati in «cluster», gruppi di materie in cui un paese candidato deve allineare le proprie leggi alle norme europee. L'Ucraina ha aperto il primo cluster, dedicato allo Stato di diritto e agli altri fondamenti, il 15 giugno 2026 (Council of the EU). Le lettere riguardano i due cluster successivi: mercato interno e competitività e crescita.

I funzionari nazionali avrebbero dovuto approvare le lettere il 6 ottobre (European Pravda). La lettera dà soltanto avvio al lavoro preparatorio: l'Ucraina presenta la propria posizione, poi i 27 governi concordano una risposta comune dell'UE.

Per aprire formalmente i negoziati su queste materie occorre il consenso di tutti i governi dell'UE, dunque ciascuno può fermarli (negotiating framework). L'Irlanda, che al momento presiede le riunioni dei governi europei, può mediare un compromesso, ma non ha l'autorità per aprire da sola un cluster. L'Ungheria può bloccarne l'apertura senza l'appoggio di altri.

Il prezzo è una legge sulle scuole

Budapest vuole garantire un'istruzione in lingua ungherese alla minoranza ungherese della Transcarpazia, nell'Ucraina occidentale. Dopo l'apertura del primo cluster, i funzionari ungheresi hanno bloccato ulteriori progressi a luglio e di nuovo a settembre (To Brief).

La risposta di Kiev è il disegno di legge n. 16119, registrato il 1° ottobre da 14 deputati, tra cui il presidente del Parlamento Ruslan Stefanchuk (Verkhovna Rada). La norma che risponde alle richieste di Budapest riconosce uno status speciale alle scuole in cui oltre la metà degli alunni studia in una lingua minoritaria che è anche lingua ufficiale dell'UE: l'ungherese rientra nel criterio, il russo no (Ukrainian Education Ministry). Queste scuole non potrebbero essere chiuse o riorganizzate senza l'approvazione del ministero. La tutela trasforma così un diritto linguistico in una garanzia per le istituzioni scolastiche.

Reuters, citando due diplomatici dell'UE, riferisce che l'Ungheria ritirerebbe la propria opposizione all'apertura dei due cluster se il Parlamento ucraino approvasse la legge; il 2 ottobre la ministra degli Esteri Anita Orbán ha accolto con favore il disegno di legge (Reuters). Il Financial Times lega il pieno sostegno ungherese a un voto parlamentare che, secondo il giornale, dovrebbe tenersi il 12 ottobre. Gli atti del Parlamento non confermano quella data e al 5 ottobre indicavano che il disegno di legge era ancora in commissione (Verkhovna Rada).

La posizione di Budapest ha un fondamento: la tutela delle minoranze è una delle condizioni che l'UE stessa pone per l'adesione e il quadro negoziale dell'Ucraina prevede un piano d'azione sui diritti delle minoranze. La contestazione riguarda il metodo: un governo sta trasformando una controversia bilaterale in un veto su passaggi che spettano a tutti e 27.

La Moldova aspetta nella stessa fila

La Moldova non ha dispute scolastiche con Budapest, eppure paga il prezzo di quella con Kiev. L'Ungheria non ha posto il veto a un'iniziativa limitata alla Moldova per il cluster sulla competitività, ma gli altri governi si sono rifiutati di separare i due candidati (Euronews). I resoconti non spiegano le loro ragioni. L'effetto, però, è chiaro: il ritmo della Moldova dipende dalla disputa tra Budapest e Kiev.

La commissaria all'Allargamento Marta Kos ha detto che i due cluster potrebbero aprirsi in conferenze a Lussemburgo la settimana successiva, a condizione che gli Stati membri accelerino le procedure (European Commission recording). Ha presentato l'ipotesi come una possibilità, non come una decisione.

Il quadro è preciso: secondo quanto riferito, Magyar ha fatto un passo indietro nella fase preparatoria, revocando il blocco sulle lettere. Budapest afferma che il sostegno all'apertura formale dipende da una legge che Kiev non ha ancora approvato, e conserva il veto che decide se i negoziati possano cominciare. Qualora il Parlamento ucraino approvasse il disegno di legge, il governo Magyar dovrebbe dare una risposta chiara alla conferenza di adesione: sì, oppure una nuova condizione al passaggio successivo.

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10/6/2026, 2:02:26 AM
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