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EU_PUBLIC_AFFAIRS08 / 17 · storia del giorno3 min · 689 parole · 31 fonti

Ungheria, appalti opachi per HUF 310bn

Scritto dall IAto brief AI · 12 luglio 2026, 14:06
Come è stata scritta

The internal structure of the spending system is built on its own warnings.

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il testo · 3 min di lettura

L’Autorità per l’integrità ungherese, l’organismo anticorruzione che Budapest ha dovuto istituire per poter accedere ai fondi europei, ha pubblicato un rapporto annuale di 322 pagine con una conclusione piuttosto netta: il sovrapprezzo negli appalti pubblici non è un malfunzionamento del sistema, ma uno dei modi in cui il sistema opera (eGov, Telex).

Il punto è rilevante perché l’UE ha voluto quell’organismo come prova della possibilità di affidare di nuovo denaro europeo all’Ungheria. Ora è lo stesso organismo a dire che l’architettura della spesa che lo circonda resta strutturalmente compromessa.

I trucchi sono precisi

Le amministrazioni aggiudicatrici non hanno l’obbligo di confrontare i prezzi con dati reali di mercato prima di aprire una gara. Da quella lacuna discende quasi tutto il resto: i valori stimati dei contratti si gonfiano già all’inizio, gli appalti precedenti sovrapprezzati diventano il parametro per il giro successivo, i requisiti tecnici si scrivono in modo che solo un concorrente possa realisticamente qualificarsi, mentre le procedure si accorpano o si spezzettano per evitare una concorrenza effettiva (Átlátszó, HVG).

I numeri confermano il disegno. Secondo HVG, nel 2025 quasi una gara aggiudicata su cinque ha avuto un solo offerente. Telex ha riferito che appalti per 309,5 miliardi di fiorini ricadevano dietro strutture proprietarie opache collegate a fondi di private equity, con i rischi più alti di sovrapprezzo concentrati nelle costruzioni e nell’energia.

L’Autorità ha trovato anche un caso in cui il controllo ha funzionato. In un programma di pacchi alimentari finanziato dall’UE, una gara successiva ha acquistato cibo a prezzi inferiori di quasi il 40% rispetto al dettaglio, dopo che nei cicli precedenti si era pagato da 1,5 a quasi 2 volte il prezzo al dettaglio. Con gli stessi fondi sono stati distribuiti più del doppio dei pacchi (Integrity Authority). Un successo, però, non dimostra che il sistema sia cambiato.

Un controllore senza denti in una catena piena di vuoti

La leva europea nasce dal regolamento sulla condizionalità di bilancio, il Regolamento 2020/2092, che consente di sospendere i fondi quando le carenze dello Stato di diritto mettono a rischio il denaro dell’UE. Nel dicembre 2022 il Consiglio degli Stati membri dell’UE ha congelato circa 6,3 miliardi di euro di impegni di coesione destinati all’Ungheria in base a quella norma (Council, European Commission). Separatamente, la Commissione ha approvato il piano di ripresa ungherese nell’ambito del Recovery and Resilience Facility post-pandemico dell’UE, ma l’erogazione concreta dei pagamenti richiede che Budapest soddisfi prima alcune tappe anticorruzione. La Commissione verifica il raggiungimento delle tappe; il Consiglio può bloccare gli esborsi se non risultano rispettate.

Sotto questa architettura resta però un anello mancante. L’Autorità per l’integrità può individuare rischi, svolgere verifiche e formulare raccomandazioni, ma non può perseguire penalmente nessuno, sospendere pagamenti né sbloccarli (Integrity Authority). In condizioni normali i procedimenti penali spettano ai procuratori ungheresi, mentre le frodi al bilancio europeo potrebbero rientrare nella competenza della Procura europea, l’EPPO, l’organismo dell’UE che può davvero indagare e formulare accuse per reati contro il denaro europeo. L’adesione ancora in sospeso dell’Ungheria all’EPPO potrebbe aggiungere un livello reale di enforcement (EPPO, Euronews). Resta però irrisolta la questione se la competenza dell’EPPO possa estendersi ai contratti firmati prima dell’adesione, e da quella scansione temporale dipende la possibilità di perseguire a livello europeo i miliardi già spesi attraverso gare gonfiate.

La Commissione deve rispondere

In Bulgaria l’autorità garante della concorrenza sta già indagando su un presunto cartello relativo a 350 gare per forniture alimentari (BTA), segno che il problema di progettazione degli appalti descritto dall’Autorità non riguarda soltanto l’Ungheria. La domanda immediata, però, è più circoscritta: quali tra le conclusioni dell’Autorità incidono sulle tappe che l’Ungheria deve rispettare prima che il denaro europeo torni a fluire?

Il precedente mostra che la condizionalità europea può costringere i governi a creare organismi di controllo. Non ha ancora dimostrato di poter costringere quegli organismi a cambiare l’economia della spesa che dovrebbero sorvegliare. La Commissione deve dare una risposta pubblica: quali rilievi impongono la sospensione dei pagamenti, e quali prove servirebbero per dimostrare che i prezzi degli appalti stanno davvero scendendo invece di essere convalidati dagli stessi parametri gonfiati che l’Autorità ha appena messo a nudo.

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7/12/2026, 1:40:58 PM
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