L’Irlanda propone 141 miliardi in meno per l’Ue

Farm funding holds firm as leaders confront a smaller EU budget.
Composizione immagine · tobriefL’Irlanda propone che l’UE spenda al massimo 1.622 miliardi di euro nel periodo 2028–2034, a prezzi 2025. Sono circa 141 miliardi, l’8% in meno rispetto alla richiesta della Commissione europea (Council negotiating box, CAP Reform). La bozza tutela i fondi agricoli e regionali, mentre taglia più a fondo le risorse per ricerca, sicurezza e spese fuori dall’UE. I leader ne discuteranno al vertice del 15 e 16 ottobre, che si apre oggi (Irish presidency).
L’Irlanda ha preparato la bozza perché presiede attualmente il Consiglio, dove negoziano i governi nazionali. La presidenza può mettere le cifre sul tavolo, ma la decisione spetta ai governi. I titoli riportano totali diversi perché alcuni includono l’inflazione prevista: con questo criterio, il tetto irlandese arriva a circa 1.826 miliardi di euro (Brussels Signal).
Agricoltura al riparo, tagli a sicurezza e ricerca
Tutte le principali voci si riducono rispetto al piano della Commissione, ma in misura diversa. I fondi per agricoltura e regioni meno prospere calano del 3,4%, quelli per competitività e sicurezza del 12,8%, mentre le spese fuori dai confini dell’UE subiscono il taglio più pesante (Euronews). A livello dei singoli programmi, i sostegni al reddito agricolo restano intorno a 261 miliardi di euro, mentre Horizon Europe, il fondo UE per la ricerca, scende da 154 miliardi e 882 milioni a 140 miliardi (Council table).
Questa ripartizione rispecchia la richiesta avanzata da 17 leader in una lettera del 2 ottobre: mantenere i fondi agricoli e quelli di coesione, destinati alle regioni più povere. A guidare l’iniziativa sono state Giorgia Meloni e Nicușor Dan (Politico). Da allora la resistenza ai tagli si è allargata, come abbiamo riferito questa settimana (To Brief).
Le due richieste della Germania si scontrano
La Germania vuole un bilancio più contenuto. Il 10 ottobre il cancelliere Friedrich Merz ha detto che le dimensioni della proposta non offrono basi per un accordo; Berlino e altri cinque governi chiedono tagli per diverse centinaia di miliardi di euro (German government, six-government declaration).
Merz vuole inoltre dare priorità a sicurezza e competitività, proprio le voci su cui l’Irlanda ha tagliato di più per salvaguardare i fondi agricoli. Ridurre ulteriormente il totale e aumentare le risorse per la sicurezza significherebbe riaprire il capitolo dei fondi agricoli e regionali che 17 governi si sono mobilitati per difendere.
La Finlandia mostra la stessa contraddizione. Il primo ministro Petteri Orpo vuole un bilancio più piccolo, ma contesta i tagli a difesa e ricerca (Finnish government).
Il Parlamento europeo spinge nella direzione opposta, e il suo assenso è necessario per approvare il bilancio. Il tetto comprende già 149 miliardi e 296 milioni di euro destinati a rimborsare il debito contratto dall’UE per la ripresa dopo la pandemia, risorse che non finanziano nuovi progetti (Council negotiating box). I relatori del Parlamento incaricati del dossier sostengono che, al netto del rimborso e dell’inflazione, il piano consente di finanziare meno rispetto al bilancio attuale (European Parliament).
Ogni capitale ha diritto di veto
Tutti i 27 governi devono approvare il bilancio; gli eurodeputati possono respingerlo, ma non riscriverlo. Per introdurre nuove risorse proprie dell’UE servono l’unanimità e la ratifica in ogni Stato membro (Article 312, Article 311).
Le entrate determinano anche chi paga. L’Irlanda mantiene cinque prelievi UE proposti, tra cui quelli sul tabacco e sulle importazioni ad alta intensità di carbonio, con un gettito stimato intorno a 55 miliardi di euro l’anno (Irish presidency). Qualunque sia il gettito, i governi nazionali non devono versare contributi per alimentare queste entrate. Il ministro francese per l’Europa Benjamin Haddad afferma che Parigi non sosterrà alcun bilancio senza un pacchetto sostanziale di nuove entrate (BFMTV). In agosto il portavoce del governo tedesco aveva detto che i tagli sarebbero stati necessari comunque, a prescindere dalle entrate (German government briefing).
La bozza accantona inoltre fino a 88 miliardi e 869 milioni di euro per l’adesione dell’Ucraina e la ricostruzione, al di fuori dei massimali ordinari; la voce risulta ancora «in sospeso» (Council negotiating box). Una decisione distinta mostra come i veti possano estendersi ad altri dossier. Il 14 ottobre Robert Fico ha detto che la Slovacchia chiederà di restare fuori da qualsiasi ulteriore prestito dell’UE a Kyiv, contestando anche l’idea di subordinare il sostegno alle richieste di bilancio slovacche alla partecipazione al prestito (TASR). Il prestito non ha ancora né un importo né una forma giuridica, quindi non esiste alcun legame formale con il bilancio. Fico lo usa comunque come leva.
L’Irlanda e António Costa, che presiede i vertici dei leader, puntano a un accordo politico entro la fine del 2026 (Irish presidency). La bozza irlandese mostra cosa comporta un bilancio più ristretto che tuteli agricoltura e regioni: i tagli ricadono su sicurezza e ricerca. La Germania vuole un bilancio ancora più piccolo e la tutela della sicurezza, ma non ha detto pubblicamente dove dovrebbero cadere gli ulteriori tagli. Con i numeri proposti dall’Irlanda, le due richieste non possono essere soddisfatte insieme, a meno che Berlino non sia disposta a ridurre i fondi agricoli e regionali.
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- 10/15/2026, 1:36:51 AM
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