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EU_PUBLIC_AFFAIRS04 / 10 · storia del giorno3 min · 824 parole · 54 fonti

Il taglio irlandese da €141bn colpisce la sicurezza

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Scritto dall IAto brief AI · 16 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Europe protects farm spending while its security ambitions compete for less.

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La proposta irlandese per il bilancio Ue 2028-34 taglia 141,045 miliardi di euro, circa l’8%, rispetto al piano della Commissione europea (Council negotiating box). I leader nazionali ne hanno discusso per la prima volta il 15 ottobre, senza raggiungere un accordo (Euronews). Il documento ha messo in luce lo scontro: i governi che chiedono un bilancio più contenuto vogliono anche più risorse per la sicurezza, mentre un ampio gruppo di altri Paesi difende le voci di spesa che dovrebbero ridursi per finanziare quell’aumento.

L’Irlanda guida la presidenza del Consiglio, l’incarico semestrale a rotazione che comporta la conduzione delle riunioni dei ministri nazionali. Il 10 ottobre ha diffuso un «quadro negoziale», un documento con cifre complessive e ripartizioni che non produce effetti concreti. La proposta prevede impegni di spesa per 1.622,011 miliardi di euro nell’arco di sette anni, a prezzi 2025, contro i 1.763,056 miliardi indicati dalla Commissione (Council negotiating box).

Nessuno ha respinto il documento con un voto: i leader hanno concluso che non li avvicinava a un’intesa e hanno incaricato António Costa, presidente del Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato e di governo, di cercare «un accordo tempestivo» (Euronews).

I Paesi che versano di più vogliono tagliare, ma non sulla sicurezza

Il 28 settembre sei dei governi che contribuiscono maggiormente al bilancio Ue, tra cui Germania, Paesi Bassi e Svezia, hanno chiesto all’Irlanda tagli per diverse centinaia di miliardi di euro (RTÉ). Al vertice, il cancelliere Friedrich Merz ha definito il taglio irlandese un passo nella giusta direzione, ma ancora molto al di sotto della richiesta tedesca (German government). Anche lo svedese Ulf Kristersson ha detto che il suo Paese respingerà il documento, giudicandolo ancora troppo oneroso (Reuters).

Lo stesso gruppo, tuttavia, vuole che Bruxelles faccia di più per la sicurezza. Il primo ministro olandese Rob Jetten ha detto al Parlamento che i tagli irlandesi colpiscono competitività, innovazione e difesa, proprio i settori che vorrebbe rafforzare nell’Ue (Tweede Kamer).

La sua descrizione del documento è corretta: l’Irlanda ha ridotto poco i fondi destinati agli agricoltori e alle regioni più povere, ma ha tagliato in misura maggiore quelli Ue per industria, difesa e politica estera. La voce che comprende i fondi agricoli e regionali perde il 3,4%, contro il 12,8% per competitività e sicurezza e il 17,4% per l’azione esterna (Council negotiating box).

Il Parlamento europeo, il cui consenso è necessario per approvare il bilancio definitivo, contesta la proposta da una posizione opposta. I suoi quattro negoziatori principali hanno avvertito che un taglio dell’8% ridurrebbe la capacità dell’Ue di investire nella difesa e sostenere i partner all’estero (European Parliament). Per i Paesi esposti in prima linea, la perdita è concreta: il presidente lituano Gitanas Nausėda ha contestato il taglio alla mobilità militare, cioè ai fondi per strade e ferrovie utili a spostare le truppe (15min).

Chi difende i fondi agricoli e regionali

Italia e Romania hanno raccolto attorno a sé 17 governi nel gruppo degli «Amici della coesione», chiamato così in riferimento ai fondi Ue destinati alle regioni meno ricche (Italian government). Il gruppo vuole proteggere sia l’entità di queste risorse sia le regole che ne disciplinano l’impiego. Chiede inoltre di abolire i rimborsi che riducono i contributi di alcuni Paesi più ricchi, entrando così in aperto conflitto con diversi dei principali contribuenti.

L’Irlanda ha mantenuto invariati gli importi complessivi assegnati a ciascun Paese, ma ha riunito i fondi in un unico piano nazionale per ciascuno (Council negotiating box). In questo modo il controllo si sposta verso i governi nazionali. Le regioni, abituate da tempo a trattare direttamente con Bruxelles, temono di perdere voce in capitolo; per questo il gruppo della coesione chiede di conservare le regole di spesa oltre agli stanziamenti (Italian government).

Ogni capitale può porre il veto, ma non c’è una scadenza critica

Il quadro finanziario settennale richiede l’unanimità dei governi nazionali, quindi ciascuno può bloccarlo, oltre al consenso del Parlamento (EUR-Lex). Entrambi i gruppi possono così rallentare l’intesa, ma il calendario non esercita molta pressione: se entro il 1° gennaio 2028 non verrà adottato un nuovo quadro, il trattato manterrà i massimali di spesa dell’ultimo anno di quello attuale (EUR-Lex).

I fatti portano a una conclusione circoscritta: così com’è, la bozza irlandese non può soddisfare insieme la richiesta di ridurre il totale e quella di aumentare la spesa per la sicurezza, perché i tagli che hanno prodotto il risparmio hanno colpito soprattutto proprio quest’ultima. Per raggiungere un accordo, qualcuno dovrà cedere: i Paesi contribuenti potrebbero accettare un bilancio più ampio, il gruppo della coesione tagli più profondi ai fondi agricoli e regionali, oppure entrambe le parti potrebbero fare un passo. Costa può preparare un compromesso, ma non imporlo a governi che hanno ciascuno diritto di veto. Merz, Jetten e Kristersson devono indicargli quale cifra sarebbero disposti ad accettare in cambio dei fondi per la sicurezza che chiedono; gli Amici della coesione devono chiarire se sono pronti a spostare una parte delle loro risorse.

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10/16/2026, 1:33:54 AM
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