Roma proroga i controlli senza prove su Ceuta

Italy extends checks on arrivals from Spain without showing the movement they seek.
Composizione immagine · tobriefL’Italia continuerà a controllare i viaggiatori in arrivo dalla Spagna in aereo o via mare fino al 15 ottobre, dopo che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha prorogato la misura il 30 settembre (ANSA, Euronews). È la terza proroga dei controlli introdotti da Roma in agosto (RTVE). Roma li giustifica con la crisi migratoria a Ceuta, enclave spagnola sulla costa nordafricana, ma i dati pubblicati finora non collegano a Ceuta nessuno dei viaggiatori a cui è stato negato l’ingresso.
Controlli in entrambe le direzioni
I controlli avvengono all’arrivo in Italia, negli aeroporti e nei porti, senza che sia stata chiusa alcuna rotta. Ai primi di agosto, Sky TG24 ha riferito che la polizia di frontiera italiana si concentrava sui cittadini extracomunitari (Sky TG24). Roma non ha fornito dati sui tempi di attesa né sui disagi.
Spagna e Italia fanno entrambe parte di Schengen, lo spazio dell’UE senza controlli alle frontiere interne, perciò di norma gli spostamenti tra i due Paesi non prevedono verifiche di frontiera. Il Codice frontiere Schengen, che disciplina lo spazio, consente a un governo di ripristinare temporaneamente i controlli in presenza di una grave minaccia, purché dimostri che siano necessari e proporzionati e che misure meno restrittive non siano sufficienti (EUR-Lex).
Madrid ha risposto con una misura analoga, introducendo controlli sugli arrivi dall’Italia fino all’8 ottobre (Euronews). Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito «assurda» la proroga italiana di metà settembre, mentre il suo omologo Antonio Tajani ha giudicato inutilmente aggressiva la risposta di Madrid (EFE). Ora i viaggiatori sono sottoposti a controlli in entrambe le direzioni.
Che cosa ha dimostrato Roma
Piantedosi sostiene che le difficoltà a Ceuta persistano e che sia quindi necessaria la prudenza. La sua tesi ha un fondamento: quando un gran numero di persone arriva all’improvviso ai confini esterni dell’UE, alcune possono tentare di proseguire verso altri Paesi, e gli Stati vicini hanno motivo di vigilare.
Vigilare, però, non equivale a individuare. Alla fine di agosto, l’esame degli elenchi passeggeri relativi a quasi 500.000 persone aveva portato a 31 dinieghi d’ingresso; le autorità avevano ammesso di non poter stabilire se anche uno solo di quei viaggiatori provenisse da Ceuta (ANSA). Da allora non sono stati resi noti altri dati.
La Spagna respinge la premessa. Il 17 settembre, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha riferito alla Commissione europea che nessun migrante si era spostato da Ceuta verso la Spagna continentale (La Moncloa). Fonti diplomatiche spagnole hanno aggiunto che Madrid avrebbe comunicato a Bruxelles l’assenza di movimenti successivi verso altri Stati membri (EFE via ABC Color).
Sono dichiarazioni di un governo, non conteggi sottoposti a verifica. Eppure, nulla di ciò che Roma ha reso pubblico le contraddice.
Che cosa Roma dovrebbe dimostrare
La revisione del Codice del 2024 include tra le possibili gravi minacce un movimento improvviso e consistente di cittadini extracomunitari tra Stati membri (EUR-Lex). Gli arrivi a Ceuta hanno riguardato il passaggio dal Marocco alla Spagna: il confine esterno dell’UE, non quello tra due Stati membri.
Dai documenti pubblici non è chiaro quale base giuridica abbia invocato l’Italia questa volta. Se Roma si richiama a quella disposizione, deve dimostrare che dalla Spagna ci sia stato un movimento successivo; le prove rese pubbliche finora non lo mostrano.
La Commissione europea non può porre il veto a una proroga nazionale: può valutarla, esprimere un parere e, come ultima risorsa, avviare una procedura d’infrazione, lo strumento che le consente di portare un governo davanti alla Corte di giustizia dell’UE. Finché non interviene, la valutazione resta in larga misura nelle mani di Roma.
L’Italia ha dimostrato che i controlli fermano alcune persone, ma l’unico bilancio pubblicato non ne collega nessuna a Ceuta: sulla base delle informazioni disponibili, dunque, i controlli non hanno intercettato il movimento che dovrebbe giustificarli. Se Piantedosi li prorogherà ancora alla scadenza, dovrà fornire alla Commissione e ai viaggiatori provenienti dalla Spagna le prove, suddivise per tratta, che i dati di agosto non hanno potuto offrire.
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