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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 04 · storia del giorno3 min · 731 parole · 40 fonti

L’Italia blocca i trasferimenti d’asilo

Scritto dall IAto brief AI · 15 agosto 2026, 02:50
Come è stata scritta

Italy turns Europe’s transfer procedure into its largest obstacle.

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il testo · 3 min di lettura

Tra il 12 giugno e il 7 luglio, otto Stati membri dell'UE hanno chiesto all'Italia di riprendere richiedenti asilo in base alle nuove regole europee sulla migrazione. Roma ha respinto tutte le 12 richieste di trasferimento (2eu.brussels, Visaverge). Dal dicembre 2022 l'Italia blocca i trasferimenti in ingresso, con l'eccezione dei casi familiari che riguardano minori non accompagnati. La prima verifica della Commissione europea sull'applicazione delle nuove norme, pubblicata il 16 luglio, non ha trovato alcun segnale che la sospensione sia finita (Commission assessment). Il primo test del Patto, insomma, dice già molto: il diritto UE può assegnare la responsabilità, ma non può costringere un governo ad aprire la porta.

La difesa di Roma regge poco sul piano giuridico

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi porta due argomenti. Il primo è che i vecchi casi di asilo relativi a persone arrivate in Italia prima del 12 giugno sarebbero stati "azzerati" attraverso accordi con Germania e Francia alla fine del 2025 (Il Sole 24 Ore). Il secondo è che Berlino dovrebbe compensare le richieste di trasferimento con i circa 2.200 migranti sbarcati quest'anno nei porti italiani da navi di soccorso di ong battenti bandiera tedesca (Il Foglio).

Entrambi gli argomenti hanno un punto debole giuridico. Nei resoconti parlamentari, nei registri del Consiglio e nei documenti della Commissione non compare alcun testo pubblico di un'intesa bilaterale che cancelli i vecchi fascicoli. La valutazione della Commissione discute i rifiuti italiani senza citare alcuna deroga di questo tipo (Commission assessment). I regolamenti europei sull'asilo sono diritto direttamente applicabile: due ministeri dell'Interno non possono disattivarli in privato (AMMR).

La spiegazione più probabile è meno solenne. Con le vecchie regole di Dublino III, il regolamento che prima del Patto stabiliva quale Stato fosse responsabile delle domande d'asilo, la Germania aveva sei mesi per trasferire materialmente una persona dopo l'accettazione italiana. Scaduto quel termine, la responsabilità passava automaticamente a Berlino. La Corte di giustizia dell'UE lo ha confermato nella sentenza Shiri (Dublin III, CJEU Shiri). L'"azzeramento" rivendicato da Roma somiglia più a scadenze decadute rivestite da diplomazia.

L'unico strumento di pressione è il calendario

Il nuovo Patto, formalmente il regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione, prova a ridurre la distanza tra le decisioni scritte e i trasferimenti effettivi. Le procedure di ripresa in carico diventano più automatiche. Il Paese di primo ingresso nell'UE resta responsabile per 20 mesi, invece che per 12 (AMMR, Verfassungsblog).

Lo scontro con l'Italia mostra però ciò che il Patto non ha risolto: il modo di imporre l'adempimento. La catena funziona così. Uno Stato membro, per esempio la Germania, chiede un trasferimento. L'Italia deve accettare oppure proporre un'alternativa. La Commissione può valutare il rispetto delle regole, pubblicare conclusioni e, alla fine, aprire una procedura d'infrazione, lo strumento con cui prova a costringere i Paesi ad applicare il diritto UE. I giudici possono interpretare le scadenze. Ma solo le autorità italiane possono mettere concretamente una persona su un aereo.

I numeri tedeschi mostrano quanto questa catena funzionasse già male. Nel 2024 la Germania ha presentato 74.583 richieste di trasferimento Dublino in tutta l'UE, ha ricevuto 44.431 accettazioni e ha completato appena 5.827 trasferimenti effettivi, secondo Brussels Signal. In pratica, circa un'accettazione su otto si è tradotta in uno spostamento reale.

Selettiva, non incapace

Un dettaglio indebolisce la linea di Roma. Secondo NZZ, dopo il 12 giugno l'Italia ha accettato 51 richieste di ripresa in carico dalla Svizzera. La Svizzera non appartiene all'UE, ma partecipa al sistema Dublino. Il quadro suggerisce una scelta politica, più che un sovraccarico amministrativo.

Gli altri governi la leggono nello stesso modo. I Paesi Bassi considerano lo stallo il primo vero test di credibilità del Patto (Upday NL). L'Austria osserva dal Brennero, il corridoio alpino attraverso cui i migranti sbarcati in Italia risalgono verso il territorio austriaco e tedesco, e vede nel rifiuto di Roma il trasferimento verso nord di un problema nato a sud (Kurier).

La prossima valutazione ampia della Commissione è attesa in ottobre. Per allora inizieranno a scadere i termini dei primi casi successivi all'entrata in vigore del Patto. Se l'Italia continuerà a rifiutare, la responsabilità per quelle domande d'asilo tornerà alla Germania e agli altri Stati richiedenti, non per negoziato, ma per effetto automatico del regolamento (AMMR). Il Patto ha dato all'Europa basi giuridiche più solide per pretendere la cooperazione italiana. Non ha dato a nessuno il potere di eseguire un trasferimento che Roma non vuole.

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8/15/2026, 1:53:13 AM
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