Il conto degli interessi sale di €30 miliardi

Italy’s old borrowing claims a growing share of budgets still unwritten.
Composizione immagine · tobriefNel 2029 l’Italia prevede di pagare 117,2 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico, contro gli 87,2 miliardi del 2025: un aumento di 30 miliardi, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano sul piano fiscale che il governo ha inviato al Parlamento il 2 ottobre (Il Fatto Quotidiano). Sono stime riportate da un giornale, che non abbiamo verificato sulla tabella ufficiale: i decimali potrebbero quindi cambiare. La tendenza, però, è chiara e fissa i limiti entro cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dovrà scrivere la legge di bilancio per il 2027.
Il piano definisce un quadro pluriennale di entrate, spese e interessi; spetterà a una successiva legge di bilancio decidere quanto verrà effettivamente speso (AGI). Quando lo ha approvato, il governo ha presentato il piano come una scelta prudente in un contesto più difficile (To Brief).
Perché il debito passato fa salire il conto poco alla volta
La spesa per interessi di un Paese dipende più dalla storia del debito che dai mercati di oggi. Quando gli investitori chiedono rendimenti più alti, cioè un ritorno maggiore per acquistare un’obbligazione, i titoli a tasso fisso già in circolazione continuano a pagare i tassi concordati al momento dell’emissione.
Il costo maggiore arriva quando il Tesoro sostituisce i titoli in scadenza o si indebita per coprire un nuovo deficit. È il rifinanziamento. Alla fine del 2025, il debito italiano aveva una vita residua media di 7,9 anni, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, l’organismo indipendente che vigila sui conti pubblici italiani (UPB). Ogni anno, dunque, il Tesoro sostituisce una quota del debito meno caro con nuove emissioni ai tassi allora vigenti.
I nuovi tassi risentono del rialzo generalizzato nell’eurozona, mentre le differenze tra i costi di finanziamento dei Paesi sono rimaste nel complesso stabili. Un punto base equivale a un centesimo di punto percentuale. Nel sesto Bollettino economico del 2026, la BCE, la banca centrale che fissa i tassi per l’eurozona, ha attribuito circa 37 dei 45 punti base di aumento dei rendimenti decennali nell’area dell’euro alle mutate aspettative sui propri tassi futuri (ECB). Per l’Italia, questo significa che il costo del debito cresce perché prendere denaro a prestito è diventato più caro per tutti, non per una particolare sfiducia degli investitori nei suoi confronti.
Debito in calo sul Pil, conto interessi in aumento
Si prevede che il debito italiano tocchi un picco vicino al 138,5% del Pil nel 2027, per poi scendere a circa il 136,6% nel 2029 (Agenparl, Il Mattino). Il rapporto scende perché l’economia, misurata in euro correnti e dunque senza depurare il dato dall’inflazione, cresce più rapidamente del debito.
La discesa del rapporto non riduce quanto l’Italia deve ai detentori dei titoli. Nello stesso periodo, si prevede che la spesa per interessi salga dal 3,8% al 4,6% del Pil (Il Fatto Quotidiano). Una quota crescente del reddito nazionale andrà così ai creditori, anziché a pensioni, ospedali o scuole.
Quanto costerebbe indebitarsi di più
Separatamente dal piano, il governo ha chiesto al Parlamento di autorizzare nuovo debito oltre il limite di spesa concordato dall’Italia con l’UE nell’ambito delle regole di bilancio dell’Unione. Le risorse aggiuntive servirebbero a finanziare energia e difesa nel 2027 e nel 2028, per circa 29 miliardi complessivi nel biennio (AGI, Agenparl).
Il resoconto pubblicato non specifica se la previsione sugli interessi includa già questo indebitamento. Le nuove emissioni avranno i tassi in vigore al momento della vendita e gli interessi continueranno a maturare per tutta la durata dei titoli.
Non è ancora chiaro chi beneficerà delle risorse. Le indicazioni della Commissione orientano l’esenzione per gli interventi energetici verso la ristrutturazione e l’efficienza degli edifici, anziché verso sconti in bolletta o tagli alle accise sui carburanti (European Commission). Se Roma seguirà questa linea, i fondi andranno soprattutto ai proprietari che possono permettersi i lavori e alle imprese che li eseguono, più che agli inquilini. È una deduzione ricavata dalle indicazioni, non una ripartizione già decisa.
Per autorizzare lo scostamento serve una soglia elevata: l’articolo 81 della Costituzione italiana richiede la maggioranza assoluta di entrambe le Camere per ricorrere a nuovo debito oltre il piano in circostanze eccezionali (Italian Senate). Il Parlamento dovrebbe votare il 13 ottobre (Corriere della Sera).
Le previsioni pubblicate indicano che la spesa annua per interessi crescerà ogni anno fino al 2029, mentre il debito calerà in rapporto all’economia. Entrambe le tendenze dipendono da un calendario di rifinanziamento fissato da tempo e dai tassi stabiliti nell’eurozona, due variabili che Roma non controlla. Le cifre vanno ancora verificate sulla tabella ufficiale e, prima del voto, il Tesoro deve chiarire ai parlamentari un punto: la previsione sugli interessi comprende già il debito aggiuntivo che chiede loro di autorizzare?
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- 10/4/2026, 2:01:38 AM
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