Pensioni e interessi, conto in aumento di 21,54 miliardi

Italy’s next budget begins with bills already growing on their own.
Composizione immagine · tobriefL’anno prossimo la spesa per pensioni e interessi è destinata a crescere complessivamente di 21,54 miliardi di euro, prima ancora che il governo abbia scritto una nuova misura di bilancio (Repubblica, Il Fatto Quotidiano). A spingere entrambe le voci sono i prezzi e i debiti contratti in passato; attorno a questi costi si costruirà il resto della manovra per il 2027, dai tagli alle tasse agli aiuti alle famiglie.
Due spese che aumentano da sole
Le stime figurano nel piano fiscale pluriennale approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre, che definisce il quadro della prossima legge di bilancio senza però autorizzare di per sé alcuna spesa (ANSA). Per ora i numeri si basano su ricostruzioni concordanti della stampa, non su una tabella ministeriale verificata voce per voce. Avevamo già riferito che il piano prevede un aumento degli interessi per diversi anni (To Brief).
La spesa per interessi sul debito pubblico dovrebbe passare da 96,9 a 103,7 miliardi di euro (Il Fatto Quotidiano). L’aumento procede gradualmente: i titoli a tasso fisso già emessi continuano a pagare gli interessi stabiliti al momento dell’emissione, perciò i nuovi tassi incidono solo quando il Tesoro colloca altro debito o sostituisce un titolo in scadenza.
Alla fine del 2025 il debito italiano aveva una vita residua media di 7,9 anni, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB). Il piano attribuisce parte dell’aumento previsto per il prossimo anno all’inflazione e spiega che negli anni successivi peseranno i rendimenti più alti dei titoli, cioè il ritorno richiesto dagli investitori per prestare denaro allo Stato (AGI).
I rendimenti si formano in parte sull’intera area euro. Un’analisi pubblicata quest’anno dalla BCE (Banca centrale europea) ha rilevato che gran parte dell’aumento dei rendimenti decennali nell’eurozona dipende dal mutamento delle aspettative dei mercati sui futuri tassi della BCE (ECB). Il risultato riguarda l’area euro nel suo complesso, non la sola Italia, ma chiarisce un punto: se cambiano per tutti le attese sui tassi, un governo che deve rifinanziare più debito finisce per pagare di più in valore assoluto.
Per le pensioni vale un meccanismo diverso: gli importi aumentano con i prezzi e ogni rivalutazione si incorpora nella base di calcolo, incidendo così anche su tutte le rate successive. La quota della pensione fino a quattro volte il trattamento minimo riceve l’adeguamento pieno, mentre alle fasce superiori spetta una rivalutazione più contenuta (Il Messaggero). Per gli assegni più bassi il bilancio copre l’intero costo dell’inflazione; chi riceve una pensione più alta ne assorbe una parte, perché il potere d’acquisto diminuisce.
La Ragioneria dello Stato, secondo quanto riportato, stima che l’adeguamento dei prossimi assegni ai prezzi costerà più di 10 miliardi di euro, sulla base di un’inflazione provvisoria del 2,9% (Il Messaggero). La spesa pensionistica complessiva dovrebbe salire da 351,8 a 366,54 miliardi di euro (Repubblica). I due dati rispondono a domande diverse: il primo misura il costo dell’adeguamento delle pensioni già in essere, mentre il secondo risente anche del numero dei pensionati, delle nuove prestazioni e delle scelte di pensionamento; nessun dato pubblicato distingue la quota dovuta all’inflazione da quella legata a questi altri fattori.
Nuovo debito, con vincoli
Il governo ha chiesto inoltre di poter prendere in prestito circa 14 miliardi di euro l’anno nel 2027 e nel 2028, oltre il percorso di spesa concordato dall’Italia con l’UE (Teleborsa, Primapagina News). Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito prudente il piano, considerata la difficoltà del momento (AGI). La maggiore flessibilità è divisa a metà: lo 0,3% del PIL, cioè del prodotto annuale dell’economia, per l’energia e altrettanto per la difesa (Teleborsa).
La richiesta deve ottenere la maggioranza assoluta in entrambe le Camere (Senate). Il voto è atteso per il 13 ottobre, mentre la legge di bilancio dovrebbe arrivare intorno al 20 ottobre (Corriere).
La quota destinata all’energia è sottoposta a condizioni: le indicazioni della Commissione europea ammettono investimenti come la ristrutturazione degli edifici e l’efficienza energetica, ma non i rimborsi delle bollette domestiche (European Commission). Qualunque spesa le regole europee escludano dal calcolo dei vincoli, il nuovo debito e i relativi interessi restano comunque nei conti italiani.
Il ricorso al debito è vincolato alle spese ammissibili per energia e difesa, quindi non è pensato per finanziare pensioni o interessi. Il resto del bilancio, tuttavia, non è già deciso: il governo può ancora tagliare altre voci, aumentare le entrate o spostare risorse da un capitolo all’altro. I due aumenti non costituiscono neppure una previsione del deficit: indicano quali costi si presenteranno prima delle scelte politiche. Quando la legge di bilancio arriverà intorno al 20 ottobre, Giorgetti dovrà dire al Parlamento quanto spazio resta per i tagli alle tasse e gli interventi a favore delle famiglie (Corriere).
Details about this article
- Model:
- claude-opus-5-5
- Generated:
- 10/5/2026, 11:47:11 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20261005_005007
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication