Mosca evoca il nucleare per Kaliningrad

Russia warns of isolation while the alleged blockade remains unsubstantiated.
Composizione immagine · tobriefLa Russia ha avvertito per iscritto la NATO che potrebbe ricorrere a tutte le sue armi, comprese quelle nucleari, se l’Alleanza tentasse di isolare Kaliningrad, l’exclave russa incuneata tra Polonia e Lituania. La NATO nega di minacciare il territorio e il segretario generale afferma di non vedere un attacco imminente al territorio alleato (Reuters). Mosca non ha presentato prove del blocco che dice di temere.
Cosa dice la nota
L’avvertimento è contenuto in una nota diplomatica informale visionata da Reuters. Secondo quanto riferito dall’agenzia, la nota subordina l’uso di armi nucleari a un tentativo di isolare l’exclave e prospetta attacchi russi ai centri decisionali degli Stati alleati all’inizio di un conflitto (The Moscow Times/Reuters). I passaggi citati non indicano operazioni, navi né scadenze.
La denuncia del blocco è arrivata da un altro canale. Le ambasciate russe hanno dichiarato di avere informazioni secondo cui la NATO si preparerebbe a isolare Kaliningrad per via aerea e marittima, senza però renderle pubbliche (AP/Daily News). Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che i documenti ufficiali russi prevedono una risposta a qualsiasi tentativo di blocco e che i diplomatici stanno ricordando questo principio alle «teste calde» europee (TASS). È la giustificazione di Mosca per la minaccia, ma non dimostra che esista un piano.
La risposta della NATO
La portavoce della NATO Allison Hart ha confermato che l’Alleanza ha ricevuto la lettera e vi ha risposto (AP/Daily News). Reuters ha riferito che nella risposta la NATO si definisce un’alleanza difensiva e afferma che nessuna delle sue esercitazioni minaccia il territorio russo (The Moscow Times/Reuters). È la smentita di una delle parti in causa; resta il fatto che nessuna delle ricostruzioni pubblicate menziona una decisione di imporre un blocco.
Il 30 settembre il segretario generale Mark Rutte si è spinto oltre, affermando che non c’è una minaccia imminente al territorio della NATO e che il giudizio è lo stesso di tre settimane, tre mesi e un anno prima (Reuters). Rutte ha rifiutato di rendere pubblico il testo russo (NATO), perciò lo scambio completo di lettere resta riservato.
Che cosa ha provocato la lettera? La stessa NATO sospetta che all’origine ci sia una normale esercitazione. Il 29 settembre Die Zeit, citando l’agenzia di stampa tedesca DPA, ha riferito che l’Alleanza riteneva la nota una risposta a un’esercitazione aerea tenuta a metà agosto (Die Zeit/DPA).
Fonti militari non identificate hanno detto all’agenzia che l’esercitazione mostrava come la NATO potrebbe prendere il controllo di Kaliningrad se la Russia attaccasse il territorio di un alleato. È uno scenario di guerra, simulato in tempo di pace, del tipo che rientra abitualmente nella pianificazione della deterrenza; Mosca può plausibilmente interpretare la stessa esercitazione come una prova dell’isolamento descritto nella nota.
Perché conta una parola vaga
La nota fa scattare la minaccia quando si tenta di «isolare» Kaliningrad, ma Mosca non ha chiarito che cosa intenda. Questa vaghezza è il problema concreto: un’esercitazione su uno scenario di guerra come quella di agosto può essere presentata dalle ambasciate russe come la preparazione di un blocco, ed è quanto hanno sostanzialmente fatto.
La pressione ricade soprattutto su Lituania e Polonia, i due alleati confinanti con l’exclave. Legare un avvertimento nucleare condizionato a un criterio indefinito può indurre i loro governi a valutare quanto rendere visibili le esercitazioni nella zona. Per ora, però, resta un’ipotesi: le notizie disponibili non indicano che un alleato abbia annullato un’esercitazione o spostato un’unità dopo aver ricevuto la lettera.
Le informazioni disponibili consentono una conclusione circoscritta: la Russia ha formulato una minaccia nucleare condizionata, legandola a un blocco di cui non ha fornito prove pubbliche, mentre la NATO afferma di non vedere minacce imminenti al proprio territorio. Mosca dispone delle informazioni che potrebbero cambiare il quadro; finché le sue ambasciate non renderanno pubblici gli elementi che dicono di possedere, il blocco esiste soltanto nelle dichiarazioni russe.
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