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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 08 · storia del giorno3 min · 646 parole · 144 fonti

Kövesi denuncia Atene per €2.6 billion

Scritto dall IAto brief AI · 23 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

The maritime path of cooperation hardens into an unyielding wall of stone.

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il testo · 3 min di lettura

Laura Codruța Kövesi, procuratrice capo dell’UE, ha notificato formalmente alla Commissione europea il 22 maggio che la Grecia starebbe ostacolando il lavoro del suo ufficio, invocando per la prima volta contro un governo alleato della presidente Ursula von der Leyen il regolamento sulla condizionalità di bilancio, lo strumento con cui l’UE può sospendere fondi quando violazioni dello Stato di diritto minacciano le finanze europee (EPPO, Adevărul). Finora l’uso di questo meccanismo aveva colpito governi politicamente contrapposti al Partito popolare europeo, la famiglia di centrodestra che domina le istituzioni UE. Nuova Democrazia, il partito al governo in Grecia, appartiene invece al PPE.

Due mosse, un solo bersaglio

Nella lettera, Kövesi indica due iniziative greche che, a suo giudizio, violano l’obbligo di «leale cooperazione» previsto dai trattati UE (Digi24).

La prima è legislativa. Il ministro della Giustizia Georgios Floridi ha fatto approvare dal Parlamento il 19 maggio un emendamento che introduce procedure penali accelerate esclusivamente per i deputati in carica: i tempi d’indagine vengono dimezzati e i processi devono iniziare entro tre mesi (Epiloges). La norma è stata inserita in un disegno di legge sulle successioni, senza consultare l’EPPO, la Procura europea incaricata di indagare sui reati che danneggiano il bilancio dell’UE. Floridi ha sostenuto che l’emendamento ripristina una disciplina già in vigore tra il 2014 e il 2019 e non modifica le competenze dell’EPPO.

La seconda è giudiziaria. Il Consiglio giudiziario supremo greco ha rinnovato per soli due anni il mandato di tre procuratori greci dell’EPPO, ignorando il termine quinquennale fissato nel novembre 2025 dal collegio direttivo della stessa Procura europea (Protothema).

Il governo presenta entrambe le decisioni come ordinaria procedura interna. Kövesi le legge invece come un’ostruzione coordinata.

Perché 2,68 miliardi di euro spiegano lo scontro

Il braccio di ferro si innesta direttamente sulle inchieste in corso. L’EPPO ha 175 procedimenti aperti in Grecia, per un danno presunto al bilancio UE stimato in 2,68 miliardi di euro (EPPO). Il fascicolo più ampio riguarda OPEKEPE, l’agenzia greca per i pagamenti agricoli: la Procura europea ha chiesto al Parlamento di revocare l’immunità a deputati della maggioranza collegati a frodi sui sussidi, fondate su false dichiarazioni sui terreni e dati di produzione gonfiati.

In parallelo, l’EPPO indaga sui contratti per due campi migranti, Malakasa e Sintiki, assegnati senza gara pubblica nel 2020 a costi molto superiori rispetto a strutture analoghe finanziate dall’UE (Le Monde).

La Grecia non è l’unico Paese ad aver resistito alla Procura europea: la Bulgaria ha sospeso un procuratore, la Slovenia ha ritardato le nomine, la Romania ha subito interferenze politiche. Ma Atene è il primo caso in cui l’attrito sia arrivato a una notifica formale sulla condizionalità.

Il test dell’applicazione selettiva

Il regolamento sulla condizionalità è stato attivato una sola volta, contro l’Ungheria, quando l’UE ha congelato miliardi di fondi di coesione (CER). In quel caso il bersaglio era un governo apertamente ostile a Bruxelles. La Grecia è diversa: sta dentro l’alleanza del PPE che controlla la Commissione.

Lo schema si è visto anche al Parlamento europeo. Quando gli eurodeputati hanno approvato nel febbraio 2026 la prima risoluzione sullo Stato di diritto in Grecia, il PPE ha rifiutato sia di negoziarla sia di votarla. I Socialdemocratici hanno osservato che il PPE sostiene risoluzioni di questo tipo solo «nei Paesi non governati dal PPE» (S&D Group).

La Commissione può ora aprire una procedura formale, avviare un più morbido procedimento d’infrazione oppure scegliere la diplomazia silenziosa. Con un alleato politico, l’istinto porta alla terza strada. Ma una causa pendente davanti alla Corte di giustizia dell’UE, la C-225/24, potrebbe restringere quello spazio: se i giudici stabilissero che le decisioni sulla condizionalità sono soggette a pieno controllo giurisdizionale, anche l’eventuale scelta della Commissione di voltarsi dall’altra parte sulla Grecia potrebbe finire contestata a Lussemburgo (Verfassungsblog).

L’UE ha costruito questo strumento per gli avversari. Kövesi lo ha appena puntato su un amico.

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5/23/2026, 3:14:32 AM
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