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EU_PUBLIC_AFFAIRS04 / 05 · storia del giorno3 min · 822 parole · 29 fonti

Lettonia valuta €4.9m per Wolfram Europa

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Scritto dall IAto brief AI · 14 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Latvia’s safeguards remain open while public money waits at the threshold.

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il testo · 3 min di lettura

Due ex dirigenti estoni responsabili degli acquisti per la difesa guidano oggi il progetto di una fabbrica di munizioni in Lettonia, mentre la banca pubblica di sviluppo del Paese valuta la concessione di un sostegno finanziario. Finora Riga ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica, senza tuttavia rendere noti i controlli su cui poggiano tali rassicurazioni.

Magnus-Valdemar Saar fu direttore generale del Centro estone per gli investimenti nella difesa (RKIK, l’agenzia che acquista equipaggiamenti militari), mentre Katri Raudsepp ne era la vice. Sotto la loro direzione, l’agenzia versò anticipi per quasi 60 milioni di euro a un fornitore privo di esperienza comprovata, incaricato di produrre proiettili d’artiglieria che non arrivarono mai in Ucraina (Riigikontroll). Entrambi lasciarono RKIK entro la metà del 2025; nel marzo 2026 ricoprivano già incarichi dirigenziali presso Wolfram Europa, la società che propone di costruire un complesso per la produzione di testate ed esplosivi nei pressi di Jēkabpils, nella Lettonia orientale (LSM, TVNET).

Che cosa emerge dagli atti estoni

A partire dall’agosto 2024, RKIK versò anticipi alla Datasel, società registrata in Italia, per munizioni destinate all’Ucraina. In seguito, la Corte dei conti estone rilevò irregolarità su 71,6 milioni di euro dei 72,1 milioni ancora iscritti come anticipi ai fornitori (Riigikontroll, Euractiv). Datasel non aveva mai prodotto proiettili di grosso calibro.

Il nodo centrale è che RKIK non sa documentare perché abbia scelto Datasel: nei fascicoli non risulta chi ne abbia verificato i conti o la capacità produttiva, né l’agenzia è in grado di ricostruire chi abbia autorizzato l’affidamento (ERR). In Ucraina non è arrivata una sola munizione utilizzabile. Il primo anticipo da 15 milioni di euro proveniva dallo Strumento europeo per la pace, il fondo dell’UE esterno al bilancio ordinario destinato agli aiuti militari, e ora l’Estonia rischia di dover restituire quelle somme (ERR). Il 10 settembre le autorità estoni hanno annunciato che la Procura europea assumerà la direzione dell’indagine; al momento nessuno è stato incriminato.

Le verifiche che la Lettonia non ha reso pubbliche

Wolfram prospetta investimenti fino a 200 milioni di euro e circa 200 posti di lavoro (Dienas Bizness). Tra questa promessa e l’impiego di risorse pubbliche vi sono tre distinte istituzioni lettoni, nessuna delle quali ha illustrato le verifiche compiute.

Latvijas valsts meži, la società pubblica che gestisce le foreste statali, controlla i diritti edificatori sul sito prescelto, ma non ha chiarito se li abbia già concessi formalmente o stia ancora esaminando la domanda. ALTUM, la banca pubblica lettone per lo sviluppo, valuta un sostegno di circa 4,9 milioni di euro, secondo LSM, senza aver ancora approvato il finanziamento. Il ministero della Difesa lettone ha dichiarato alla televisione pubblica di avere discusso con Wolfram il caso estone dopo che lo scandalo era diventato di dominio pubblico e di non aver ravvisato ragioni per modificare il giudizio favorevole sul progetto; resta però da capire se tale parere costituisca un requisito formale per la decisione di ALTUM o soltanto un appoggio politico privo di valore giuridico.

Nessuno dei tre enti ha comunicato se abbia contattato le autorità estoni, esaminato i precedenti professionali di Saar e Raudsepp oppure verificato chi controlli Wolfram e da dove provengano i capitali. Non sono stati pubblicati né un memorandum né un esame delle fonti di finanziamento.

La controllata lettone è stata registrata nel gennaio 2026 con un capitale sociale di 2.800 euro (Dienas Bizness). Wolfram non ha indicato alcuna linea di credito bancaria, impresa costruttrice, società titolare delle licenze tecnologiche o finanziatore a sostegno del programma; il ministero della Difesa, dal canto suo, non partecipa all’investimento né garantisce l’acquisto della produzione (Resilience Media).

Prima che si muova il denaro

Saar sostiene che la controversia estone riguardi l’incarico pubblico ricoperto in passato e non debba incidere sul progetto lettone. La nomina dei due ex dirigenti non dimostra che Wolfram sia destinata a ripetere gli errori commessi con Datasel, né vi sono elementi che colleghino le catene di fornitura o le finanze delle due aziende; proprio per questo servono verifiche documentate, le sole che possano distinguere un progetto solido dal ripetersi di uno schema già visto.

La Lettonia può ancora pretendere queste prove prima di autorizzare il sostegno pubblico: ALTUM può subordinare i fondi al raggiungimento di obiettivi precisi, chiedere garanzie o inserire clausole di restituzione; il gestore delle foreste può esigere che si renda nota la proprietà effettiva della società prima di assegnare definitivamente i diritti sui terreni. Ogni passaggio resta aperto, ma, una volta impegnati terreni, sussidi e appoggio politico, la disponibilità a porre domande scomode diminuirà bruscamente.

L’Europa sta spendendo molto per ricostruire la capacità produttiva nel settore delle munizioni, spinta da un’urgenza concreta. Il caso estone mostra però che cosa accada quando la fretta prende il posto delle regole elementari negli acquisti pubblici. Il ministero della Difesa lettone, ALTUM e Latvijas valsts meži devono ciascuno fornire ai cittadini una risposta documentata a una domanda diretta: quali controlli avete effettuato, e quando?

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9/14/2026, 1:38:48 AM
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