Lituania, più margine Ue sulla difesa

Lithuania makes room for defence, while the bill stays at home.
Composizione immagine · tobriefLa Lituania vuole più tempo e maggiore flessibilità nell’ambito della regola UE che le consente di aumentare la spesa per la difesa. Il ministro delle Finanze Taurimas Valys ha detto di aver chiesto ai commissari europei di prorogare oltre il 2028 la flessibilità attuale e di innalzarne il tetto dell’1,5% del PIL (il prodotto interno lordo, cioè il valore di tutto ciò che un’economia produce in un anno), senza indicare una nuova soglia né una scadenza (BNS via TV3). Il progetto di bilancio chiarisce il motivo della richiesta: prevede un disavanzo — la differenza tra spesa pubblica ed entrate, coperta con nuovo debito — pari al 3,8% del PIL nel 2027 e al 4,6% nel 2028, oltre la soglia del 3% fissata dall’UE (Finance Ministry).
Superare quella soglia conta: Bruxelles può avviare una procedura formale per spingere il governo a ridurre il ricorso al debito.
Un bilancio sotto pressione
Il progetto, approvato dal governo il 16 ottobre, assegna alla difesa 4,8 miliardi di euro nel 2027, pari al 5% del PIL previsto: una cifra leggermente superiore a quella di quest’anno, ma una quota dell’economia inferiore al 5,38% del 2026 (LRT, Finance Ministry). La quota destinata all’esercito si riduce rispetto all’economia, eppure il deficit continua a crescere.
La difesa non è l’unica voce in competizione per le risorse: lo stesso progetto aumenta gli stipendi del settore pubblico, le pensioni e i sussidi alle famiglie, destinando circa 1,8 miliardi di euro in più alla sicurezza sociale (Finance Ministry). Il 6 ottobre, l’organismo indipendente lituano di controllo dei conti pubblici aveva avvertito che il margine per la difesa già concesso dall’UE era ormai sostanzialmente esaurito (Lrytas).
Cosa cambia, e cosa no, con la regola UE
Ogni governo dell’UE ha un limite concordato alla crescita annua della spesa. La «clausola di salvaguardia nazionale» per la difesa consente a un paese di superarlo, ma soltanto per finanziare spese aggiuntive nel settore (Council recommendation): autorizza a spendere, senza mettere a disposizione fondi europei.
La Lituania ha ottenuto il via libera l’8 luglio 2025. Fino al 2028 può superare il proprio limite di spesa entro il minore tra l’aumento della spesa per la difesa rispetto al 2021 e l’1,5% del PIL (Council recommendation). Finora diciotto paesi hanno attivato la clausola e nessuno ha ottenuto un tetto più alto (Council).
La clausola modifica soltanto il modo in cui Bruxelles valuta la crescita della spesa lituana: non riduce il deficit, nel quale continuano a rientrare carri armati e caserme, mentre il debito contratto per finanziarli continua ad aumentare il debito pubblico. Se il disavanzo supera la soglia, resta sopra il 3% qualunque sia il tetto.
La Commissione ha stimato il costo dell’attuale flessibilità nell’ipotesi che la Lituania la sfrutti per intero: rispetto al percorso che avrebbe seguito senza la clausola, nel 2028 il deficit sarebbe superiore di 1,3 punti percentuali di PIL e il debito di 2,7 punti (Commission). La stima riguarda il tetto attuale, non quello più ampio chiesto da Valys.
Chi finisce per pagare
Una parte della spesa per la difesa del prossimo anno servirà a preparare l’arrivo in Lituania di una brigata tedesca e a costruire una divisione nazionale (LRT). Vilnius può sostenere, a ragione, che le truppe straniere sul suo territorio contribuiscano alla sicurezza degli alleati, non soltanto a quella lituana. La clausola non ripartisce il costo: concede margine di spesa, ma il debito resta nei conti della Lituania.
Il FMI prevede che la spesa per la difesa e i costi legati all’invecchiamento della popolazione, tra pensioni e assistenza sanitaria, continueranno a gravare sui conti e richiederanno maggiori entrate o tagli in altri capitoli (IMF).
Nessun documento indica che altri governi sostengano un aumento del tetto, né la Commissione ha presentato una proposta in tal senso. A novembre la Commissione esprimerà il proprio parere formale sul progetto di bilancio (Commission).
Il bilancio è ancora una bozza e Valys non ha precisato quale tetto o quale scadenza chieda. I dati della Commissione consentono però una conclusione netta: una clausola più ampia o di durata maggiore darebbe alla Lituania più tempo rispetto alla regola UE sulla spesa, ma non finanzierebbe un esercito stabilmente più grande. Il conto ricadrebbe sui lituani, sotto forma di nuovo debito oggi oppure di decisioni su tasse e spesa nei bilanci successivi.
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