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EU_PUBLIC_AFFAIRS07 / 08 · storia del giorno3 min · 792 parole · 138 fonti

Slovacchia, 347-165 per congelare i fondi UE

Scritto dall IAto brief AI · 21 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

Robert Fico loses his regional cover as the European Union moves to freeze funds.

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il testo · 3 min di lettura

Quando l'Ungheria finì sotto pressione europea per l'arretramento democratico, Viktor Orbán poteva contare su Polonia e Slovacchia per attenuarne le conseguenze. Robert Fico non dispone più di quella copertura. Il Parlamento europeo ha votato 347 a 165 per chiedere alla Commissione europea di congelare i finanziamenti UE destinati alla Slovacchia, accusando il governo di aver smantellato in modo sistematico le istituzioni anticorruzione del Paese (European Parliament, n-tv). È lo scontro più netto sullo Stato di diritto con un governo UE in carica da quando, nel 2022, Bruxelles congelò i fondi ungheresi.

Che cosa ha smantellato Fico

La risoluzione elenca danni istituzionali precisi. La Slovacchia ha abolito l'Ufficio del procuratore speciale e l'Agenzia nazionale anticrimine, i due organismi che indagavano sulla corruzione ad alto livello. Le modifiche al codice penale hanno ridotto le pene per i reati di corruzione, mentre i procedimenti sono calati nettamente. Il governo intende inoltre sostituire l'autorità indipendente per la protezione dei whistleblower con un organismo il cui vertice verrebbe nominato dal presidente del Parlamento (European Parliament, Aktuality.sk).

Il Parlamento ha chiesto alla Commissione di attivare il meccanismo di condizionalità, il regolamento del 2020 che consente all'UE di congelare i fondi quando le violazioni dello Stato di diritto minacciano il bilancio europeo, e di avviare procedure d'infrazione, cioè azioni legali formali per violazione del diritto dell'Unione. Daniel Freund, l'eurodeputato tedesco dei Verdi che ha guidato la risoluzione, ha definito il congelamento dei fondi "un'arma più efficace" dell'articolo 7, l'opzione politica estrema dell'UE, che richiede l'unanimità e non è mai stata usata fino in fondo. Il collega della CDU Niclas Herbst ha appoggiato l'iniziativa, dando forma a un raro fronte verde-conservatore (EUobserver).

Senza alleati

A distinguere questo caso dai precedenti scontri sullo Stato di diritto è l'isolamento quasi totale di Fico. Il nuovo premier ungherese Péter Magyar, che in aprile ha sconfitto Orbán, ha votato a favore della risoluzione. Il partito Tisza ha subordinato qualsiasi rilancio del Gruppo di Visegrád (il blocco centroeuropeo formato da Ungheria, Polonia, Cechia e Slovacchia) al rispetto, da parte di Fico, delle richieste sui diritti della minoranza ungherese in Slovacchia (Telex). L'Ungheria, che un tempo era l'alleato più vicino di Bratislava nel bloccare l'azione europea, oggi sostiene apertamente la pressione sulla Slovacchia. Con l'elezione di Magyar è venuto meno l'ultimo governo della regione disposto a fare da argine per Fico.

La Polonia di Donald Tusk sostiene l'applicazione delle regole europee sullo Stato di diritto dal ritorno al governo nel 2023. Gli eurodeputati cechi dei partiti di governo hanno votato a favore; solo l'opposizione di ANO, il partito di Andrej Babiš, si è schierata con Fico (ČT24). Il V4, che per anni ha funzionato come scudo per governi inclini a piegare le regole democratiche, oggi opera piuttosto come meccanismo di pressione contro uno dei propri membri.

La mossa della Commissione

La risoluzione non è vincolante. Solo la Commissione può attivare il meccanismo di condizionalità, e il Consiglio dei governi UE, dove votano i ministri di tutti gli Stati membri, deve approvare l'eventuale congelamento a maggioranza qualificata: nessun Paese, da solo, può salvare Fico con un veto. Le condizioni politiche per procedere sono più favorevoli che durante il caso ungherese, perché i governi più inclini a opporsi all'applicazione delle regole sono cambiati e la pressione parlamentare è ormai esplicita.

La Commissione ha già compiuto alcuni passi preliminari: procedure d'infrazione sulle modifiche costituzionali nel novembre 2025 e sui cambiamenti alla protezione dei whistleblower nel gennaio 2026 (n-tv). L'attivazione piena, però, non è ancora stata decisa. Un portavoce ha detto che Bruxelles "non esiterà a usare tutti gli strumenti", una formula che conserva margine politico senza impegnare la Commissione a intervenire (Brussels Watch).

Il precedente ungherese rende il quadro più delicato. La Commissione congelò una quota consistente dei fondi UE destinati a Budapest usando lo stesso meccanismo, salvo poi sbloccarne una parte in modo controverso, senza riforme verificate. Applicare ora la condizionalità alla Slovacchia significa verificare se lo strumento funzioni con coerenza.

L'esposizione finanziaria slovacca è rilevante. Il Paese dipende in misura significativa dai fondi di coesione e dal piano di ripresa europeo. L'ufficio antifrode dell'UE, l'OLAF, aveva già tagliato 1,225 milioni di euro dall'allocazione slovacca nel maggio 2025 per irregolarità, ma un congelamento pieno tramite il meccanismo di condizionalità avrebbe un impatto molto più pesante. Il presidente Peter Pellegrini, partner di coalizione di Fico, ha definito il voto una "vergogna internazionale", pur prevedendo che i fondi non verranno davvero congelati (Aktuality.sk).

Il voto parlamentare offre alla Commissione una copertura politica per agire. Resta da capire quanto Bruxelles prenda sul serio gli strumenti che ha costruito. Fico, a differenza di Orbán negli anni della solidarietà piena del V4, non ha più nessuno che negozi al posto suo.

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