Meridiam al 66%, cavo fermo a terra

New ownership cannot yet put the cable into contested waters.
Composizione immagine · tobriefNessuna nave da ricerca è tornata sul fondale tra Creta e Cipro. A tre settimane dall’ingresso di un fondo infrastrutturale francese come azionista di maggioranza nel progetto che dovrebbe porre fine all’isolamento elettrico cipriota, il mare resta vuoto. Il Great Sea Interconnector (GSI) ha trovato uno sponsor. Non ha ancora superato le due prove decisive: chi paga e chi riesce a far ripartire i lavori in mare.
Che cosa ha comprato Meridiam
Il 5 agosto il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato che Meridiam, investitore infrastrutturale con sede a Parigi, avrebbe rilevato una quota del 66% nella società di progetto del GSI. ADMIE, il gestore della rete elettrica ad alta tensione greca, mantiene il 34% e resta responsabile tecnico dell’opera (Greek PM, Capital, Politis).
È un cambio di governance, non un avanzamento del cantiere. Nei documenti pubblici non risultano il prezzo dell’operazione, la composizione del consiglio di amministrazione né la ripartizione degli eventuali extra-costi (Dnews). Due società francesi sono ora dentro il progetto: Meridiam come sponsor, Nexans come appaltatore del cavo. Parigi acquisisce così una leva commerciale sulla rotta, ma controllare una società di progetto non equivale a garantirne il finanziamento.
Il budget dell’opera si aggira intorno a 1,9 miliardi di euro. I contributi europei attraverso il Connecting Europe Facility, lo strumento Ue di cofinanziamento per i collegamenti energetici transfrontalieri, coprono circa 657 milioni di euro (Enerdata, Balkan Green Energy News). Il resto, oltre 1 miliardo di euro, dipende da investitori, banche e consumatori, che lo pagherebbero nel tempo attraverso le tariffe elettriche. Una richiesta di finanziamento alla Banca europea per gli investimenti, indicata intorno a 1 miliardo di euro, risulta ancora nella fase di due diligence, non in quella di prestito approvato (Proto Thema, CNA).
Cipro ottiene il cavo, e buona parte del conto
Cipro può ottenere l’interconnessione, ma una quota rilevante del costo finirà sui consumatori dell’isola. Le regole europee di ripartizione dei costi per i progetti energetici transfrontalieri assegnano a Cipro circa il 63% della tratta Grecia-Cipro, con un conto diluito nelle tariffe future anziché pagato in un’unica soluzione (Politis, Kathimerini Cyprus).
La distanza tra le spese dichiarate e i costi riconosciuti rende la tensione più concreta. ADMIE sostiene di avere già speso circa 251 milioni di euro, mentre l’autorità cipriota di regolazione ne ha finora riconosciuti solo circa 82 milioni. La differenza entrerà direttamente nelle future dispute tariffarie (Proto Thema). Il ministro dell’Energia George Papanastasiou ha detto che Nicosia attende la valutazione della BEI prima di decidere se lo Stato debba entrare nel capitale del progetto (SigmaLive). I partiti di opposizione AKEL e DISY hanno chiesto la piena pubblicazione dei termini dell’accordo Meridiam-ADMIE e degli impegni complessivi assunti da Cipro (Kathimerini Cyprus).
Secondo le ricostruzioni, Cipro avrebbe inoltre subordinato il contributo da 125 milioni di euro a progressi visibili in mare: una NAVTEX, cioè l’avviso marittimo che autorizza le navi da ricerca a operare in acque internazionali, e la ripresa delle attività sul fondale (Capital). A metà agosto non risultava ancora emessa alcuna NAVTEX confermata (Philenews).
Che cosa misura il cavo
Il GSI conta oltre il singolo cavo sottomarino perché misura la capacità dell’Unione europea di trasformare lo status di progetto prioritario e i contributi comunitari in infrastruttura fisica quando la rotta attraversa acque contestate dalla Turchia, più regolatori nazionali devono accordarsi sulle tariffe e il finanziamento resta incompleto. La catena delle responsabilità è abbastanza chiara: Meridiam controlla la società di progetto, ADMIE gestisce l’operazione tecnica, i regolatori ciprioti decidono quanto pagheranno i consumatori, la BEI stabilisce se concedere il prestito e una NAVTEX determina se i lavori possano ripartire. Ciascuno di questi passaggi può fermare l’opera.
Le cronache parlano di un coordinamento tra Mitsotakis, il presidente cipriota Nikos Christodoulides ed Emmanuel Macron per far ripartire le rilevazioni, forse con l’impiego di navi francesi (Les Echos). Non risulta alcuna garanzia sovrana francese. La prossima prova sarà un numero NAVTEX, il nome di una nave e strumenti di rilevazione in acqua tra Creta e Cipro. Fino ad allora, il progetto avrà migliorato l’assetto proprietario senza avanzare nella costruzione.
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