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EU_ECONOMICS15 / 18 · storia del giorno3 min · 741 parole · 20 fonti

Merz taglia le malattie al telefono

Scritto dall IAto brief AI · 5 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The new labour package demands more hours on tracks that lead to a wall.

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il testo · 3 min di lettura

Friedrich Merz ha scelto la propria identità politica: il disciplinatore dell’offerta. Il pacchetto varato dalla coalizione del cancelliere tedesco restringe il welfare, limita le assenze per malattia e rende più flessibili le assunzioni. La scommessa è lineare: se più persone lavorano, e lo fanno dentro regole più dure, la crescita arriverà. Il punto debole della Germania, però, non è soltanto quante ore si lavorino, ma quanta ricchezza produca ciascuna ora. Se il problema è la produttività, aumentare la pressione sul lavoro non basta a risolverlo.

Tre leve, una teoria

Il pacchetto agisce su tre leve economiche. La prima riguarda il welfare, che diventa più condizionato: la coalizione sostituisce il Bürgergeld, il sostegno di base tedesco per i disoccupati, con la Grundsicherung, un nuovo sistema che impone di accettare più rapidamente le offerte di lavoro, anticipa i controlli sul patrimonio e inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le regole (Corriere d'Italia, Euronews PL).

La seconda leva riguarda le assenze. I certificati di malattia telefonici, che consentivano ai lavoratori di ottenere l’attestazione medica chiamando il medico invece di presentarsi in ambulatorio, dovrebbero sparire (DW). L’età pensionabile salirebbe oltre i 67 anni.

La terza è la flessibilità in entrata e in uscita. I contratti a termine diventano più facili da prorogare e le tutele contro il licenziamento si indeboliscono (Il Fatto Quotidiano, Al Jazeera). A completare l’offerta arrivano sgravi fiscali per i redditi medi, finanziati da aliquote più alte sui redditi elevati.

Secondo una stima di mercato, le riforme potrebbero alzare il ritmo di crescita potenziale della Germania da circa 0,4% a 0,7% (Biz Chosun). Non è poco, ma non è una trasformazione; e nessuna istituzione indipendente ha finora confermato quel numero.

La disciplina del lavoro non colma il divario negli investimenti

La logica della riforma è quella classica dell’economia dell’offerta: si rimuovono gli ostacoli alla produzione e la crescita riparte. Ma il mercato del lavoro tedesco non sembra soffrire, in modo evidente, di una carenza generalizzata di persone disponibili. Nel maggio 2026 l’occupazione è scesa dello 0,4% su base annua (Destatis). Le imprese stanno riducendo gli organici, non inseguendo disperatamente manodopera.

La Germania ha carenze reali nell’assistenza, nell’edilizia e nei mestieri qualificati. Ma quei vuoti dipendono da colli di bottiglia nella formazione e dalla pressione demografica, non dalla generosità del welfare. La questione più ampia è altrove: BNP Paribas Economic Research ha rilevato che tra il 2020 e il 2024 la spesa reale delle imprese in ricerca e sviluppo è cresciuta molto più rapidamente negli Stati Uniti che nell’UE, e che il rallentamento della produttività europea dopo il Covid riflette soprattutto il sottoinvestimento tecnologico, non sussidi troppo comodi (BNP Paribas).

Regole più dure sui sussidi non producono software migliori, autorizzazioni edilizie più rapide o energia meno cara. Se il collo di bottiglia sta nei costi energetici, nelle infrastrutture insufficienti e nella digitalizzazione lenta, spingere più persone verso il mercato del lavoro aumenta la pressione senza creare, di per sé, più prodotto.

Chi guadagna, chi perde

A beneficiarne in modo più diretto sono le imprese dei settori ad alta intensità di lavoro: minori costi legati alle assenze, una platea più ampia di candidati, assunzioni temporanee più semplici (Finance Yahoo). Le famiglie a reddito medio potrebbero ottenere vantaggi dagli sgravi fiscali, anche se non è ancora stata pubblicata una stima seria degli effetti netti dopo imposte e trasferimenti.

Chi perde è più facile da individuare: beneficiari del welfare esposti a sanzioni più severe, lavoratori con patologie croniche che facevano affidamento sulle consultazioni telefoniche, lavoratori anziani ai quali la pensione si allontana, personale temporaneo chiamato ad assorbire più insicurezza (Aktuálně.cz). C’è anche un rischio macroeconomico: ridurre i trasferimenti mentre la crescita resta fragile può comprimere i consumi delle famiglie, annullando parte dei benefici che la riforma promette sul lato dell’offerta di lavoro.

Che cosa aspettano i vicini della Germania

La Germania resta la maggiore economia dell’eurozona. I subfornitori polacchi legati all’industria tedesca guardano meno alla retorica sul welfare e più alla possibilità che la riforma si traduca in ordini e investimenti reali (Interia, Rzeczpospolita). In Italia non è sfuggita l’ironia: se Berlino combina ora disciplina sociale e strategia industriale sostenuta dallo Stato per auto e chip, la sua predicazione del rigore fiscale a Bruxelles diventa meno persuasiva (Corriere).

Merz deve ora dimostrare che il pacchetto produce investimenti, non soltanto regole più severe. I vicini della Germania, le cui fabbriche dipendono dagli ordini tedeschi, se ne accorgeranno prima che lo confermino i dati ufficiali.

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7/5/2026, 2:40:11 AM
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