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EU_PUBLIC_AFFAIRS15 / 18 · storia del giorno3 min · 822 parole · 21 fonti

Mitsotakis punta su €60 miliardi UE

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Scritto dall IAto brief AI · 17 luglio 2026, 11:04
Come è stata scritta

The infrastructure package occupies the center of a chamber where the budget remains empty.

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il testo · 3 min di lettura

Kyriakos Mitsotakis sta preparando il turno greco alla presidenza del Consiglio dell'UE, l'organo in cui i governi nazionali negoziano le leggi europee, con un pacchetto da 60 miliardi di euro per reti e infrastrutture, inserito nella partita sul prossimo bilancio settennale dell'Unione per il 2028-2034 (Deutschlandfunk). L'obiettivo è trasformare le infrastrutture in una formula accettabile tanto per i falchi della spesa quanto per i Paesi che difendono la coesione. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha già definito «insostenibile» la proposta complessiva della Commissione sul bilancio, e senza l'accordo di tutti i governi non si stanzia nemmeno un euro (TFEU Article 312).

Una presidenza di turno non scrive il bilancio europeo. Può però fissare l'agenda, presiedere le riunioni ministeriali, preparare testi di compromesso e decidere quali scambi negoziali vadano discussi insieme e quali separatamente (Council presidency). In un negoziato in cui un solo Paese può bloccare l'intero accordo, questo potere di sequenza conta. Atene scommette che le «reti» possano diventare il terreno comune: corridoi di trasporto, collegamenti energetici, infrastrutture digitali e progetti a doppio uso, civile e militare, raccolti sotto un'unica etichetta che i governi più sensibili alla sicurezza e quelli affamati di sviluppo possano rivendicare entrambi.

Quando finiranno i fondi della ripresa

La scelta dei tempi non è casuale. Il Recovery and Resilience Facility, il fondo europeo per gli investimenti nato durante la pandemia, scade dopo il 2026 e non ha, al momento, un sostituto di dimensioni paragonabili. La Grecia è particolarmente esposta: il sostegno del RRF è valso circa il 16-17% del PIL, un motore di investimenti destinato a spegnersi (EUobserver). Senza uno strumento successivo, i Paesi che hanno costruito parte della crescita sugli investimenti europei dell'era pandemica perdono il principale acceleratore proprio mentre aumentano le nuove richieste al bilancio.

Il prossimo bilancio di lungo periodo, il MFF, cioè il quadro finanziario settennale dell'UE, dovrà assorbire difesa, ricostruzione dell'Ucraina e preparazione all'allargamento, restando però entro un tetto che i contributori netti, ossia i Paesi che versano all'Unione più di quanto ricevano, vogliono mantenere stretto (Council MFF page). La scommessa greca è che le infrastrutture possano diventare la voce di bilancio che tutti, con qualche fatica, riescono a tollerare.

Il progetto che ancora manca

Il punto più debole della proposta greca è ciò che resta indefinito. Atene vuole rafforzare il Connecting Europe Facility, il programma europeo per i progetti transfrontalieri nei trasporti, nell'energia e nel digitale? Vuole proteggere le dotazioni della coesione? Spinge per nuovo debito comune? Oppure immagina uno strumento d'investimento post-RRF?

Ogni strada cambia il controllo sul denaro. Il CEF favorisce la selezione dei progetti transfrontalieri da parte della Commissione. La politica di coesione protegge le dotazioni nazionali. Il debito comune incontra la resistenza dei Paesi creditori. I fondi basati su piani nazionali danno a Bruxelles più potere sull'erogazione delle risorse. La scelta incide anche sulla soglia di veto: nuove entrate proprie dell'UE richiedono una decisione separata del Consiglio e la ratifica di tutti i parlamenti nazionali (TFEU Article 311). Il programma ufficiale della presidenza greca non compare ancora sul sito del Consiglio. Per ora esiste una posizione politica, non un piano formale.

L'alleanza di cui Atene ha bisogno

La Grecia non è isolata. La Polonia vuole proteggere la politica di coesione, ma al tempo stesso rilegge le ferrovie del fianco orientale, le strade a doppio uso e gli interconnettori energetici come beni strategici europei (CEF, Military Mobility). Varsavia insiste che la nuova spesa per la sicurezza non possa divorare i fondi per lo sviluppo regionale. La Romania condivide questa impostazione, ma ha margini più stretti, con un debito pubblico al 63,5% del PIL e il Paese sotto procedura UE per deficit eccessivo, cioè sotto sorveglianza rafforzata sulla spesa pubblica (European Commission EDP, ZF). Bucarest vuole sovvenzioni europee per la connettività del Mar Nero e la mobilità militare, ma si oppone a formule che impongano un pesante cofinanziamento nazionale. Per la Bulgaria, la proposta ha una dimensione molto concreta: strade, porti e collegamenti elettrici che scendono verso sud attraverso la Grecia fino all'Egeo (TEN-T).

Germania e Paesi Bassi delimitano il fronte della resistenza. Il governo Merz non è contrario alle infrastrutture; Berlino sta portando avanti un vasto piano interno di investimenti. L'obiezione riguarda il finanziamento attraverso un bilancio europeo più grande. Gli Stati membri guidati dalla Germania hanno spinto il bilancio annuale 2027 circa 8 miliardi di euro sotto la proposta della Commissione (Zeit), mentre Berlino incornicia le priorità europee intorno alla competitività, non a maggiori trasferimenti (Bundesregierung). Paesi Bassi e alleati nordici restano scettici sugli aumenti di spesa, anche se mostrano maggiore apertura quando l'argomento passa per la difesa o la competitività (Occitanie Europe).

La Grecia può costruire il menu, ma non può costringere gli altri a pagare il conto. La presidenza conterà solo se Atene riuscirà a trasformare le «reti» da etichetta utile in un canale di finanziamento che sia i Paesi della coesione sia i contributori netti possano difendere davanti ai rispettivi elettori.

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7/17/2026, 11:12:26 AM
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