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EU_PUBLIC_AFFAIRS09 / 10 · storia del giorno3 min · 791 parole · 23 fonti

Montenegro chiude tre capitoli, Croazia rilancia

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Scritto dall IAto brief AI · 15 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

A dispute over a Kotor pool joins Montenegro’s EU accession demands.

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il testo · 3 min di lettura

Il 12 ottobre il Montenegro ha chiuso in via provvisoria altri tre capitoli dei negoziati di adesione all’UE, dedicati alla politica economica e monetaria, alle statistiche e alla politica sociale. I capitoli chiusi sono così 21 su 33 aperti (Council, European Commission). La Croazia, Paese confinante il cui assenso è necessario per chiudere ciascun capitolo, ha reso pubbliche le condizioni che vuole vedere soddisfatte prima. Dai documenti disponibili non risulta che Zagabria abbia bloccato uno dei capitoli ancora aperti.

Ogni capitolo riguarda un settore in cui il Paese candidato deve dimostrare di saper applicare le norme dell’UE. La chiusura è «provvisoria» perché l’Unione può riaprire un capitolo finché l’accordo complessivo non è concluso (European Commission). Il primo ministro Milojko Spajić punta a chiudere i capitoli rimanenti entro la fine del 2026, firmare il trattato nel 2027 e portare il Montenegro nell’UE nel 2028 (Montenegrin government).

Le richieste di Zagabria

La maggior parte delle richieste croate riguarda la guerra degli anni Novanta. Il ministero degli Esteri vuole un risarcimento per gli ex detenuti del campo di Morinj, la tutela di una targa commemorativa sul posto, risposte sulla sorte di 14 persone scomparse e procedimenti per crimini di guerra (Croatian foreign ministry). Chiede inoltre di risolvere le rivendicazioni immobiliari delle famiglie croate.

Altre richieste mostrano quanto possa estendersi una lista di questioni bilaterali. Zagabria vuole che la piscina di Kotor intitolata a Zoran Gopčević cambi nome. Chiede che proseguano i colloqui sui confini marittimi e che venga restituita la nave scuola Jadran, che la Croazia rivendica come propria. Le fonti esaminate non riportano decisioni sulla proprietà della nave. Il ministro degli Esteri Gordan Grlić Radman respinge la parola «blocco» e afferma che la Croazia insiste su questioni fondamentali (HRT).

La Commissione europea, l’esecutivo dell’UE, valuta i progressi dei Paesi candidati e raccomanda quando un capitolo è pronto per la chiusura, ma non può chiuderlo da sola. In base al quadro negoziale del Montenegro del 2012, occorre prima l’accordo di tutti i governi dell’UE (negotiating framework). La Croazia avrà un secondo voto al momento dell’adesione: l’articolo 49 del trattato sull’UE richiede infatti che ogni Stato membro approvi l’ingresso e ratifichi il trattato di adesione (EUR-Lex).

Alcune richieste coincidono con quelle dell’UE. Nel rapporto del 2025, la Commissione ha esaminato come il Montenegro abbia affrontato i crimini di guerra nell’ambito del capitolo 23, dedicato allo Stato di diritto, ai tribunali e ai diritti fondamentali (Commission report). Il quadro negoziale del 2012 chiede relazioni di buon vicinato e una soluzione pacifica delle controversie sui confini, ma non contiene indicazioni sulla proprietà di una nave o sul nome di una piscina (negotiating framework).

Obiezioni segnalate, blocchi non confermati

La ricostruzione più ampia è arrivata il 24 settembre, quando Euronews ha riferito di obiezioni croate su quattro capitoli: trasporti (14), giustizia e diritti (23), giustizia e sicurezza (24) e politica estera (31) (Euronews). Le notizie successive hanno ridimensionato il quadro. A luglio il quotidiano montenegrino Vijesti aveva riferito dell’obiezione sui trasporti; il 9 ottobre ha scritto che la situazione non era chiara (Vijesti). Nel resoconto di ottobre sulle otto richieste croate, RTCG collega sei di esse al capitolo 23 e le questioni della nave e dei confini al capitolo 31 (RTCG).

Gli atti ufficiali dicono ancora meno. Il resoconto del Consiglio del 12 ottobre elenca i capitoli chiusi, mentre quello sui trasporti risulta ancora aperto senza che ne venga indicata la ragione (Council). Il capitolo 24 deve superare anche ostacoli legati all’UE, come l’allineamento della politica dei visti alle norme europee (Commission assessment). Le fonti citate non dimostrano che la Croazia lo stia bloccando. Il fatto che un capitolo resti aperto, da solo, non prova l’esistenza di un veto.

La vicenda ha implicazioni anche per gli altri Paesi candidati. Il 6 ottobre la Commissione ha proposto di introdurre il voto a maggioranza qualificata per le decisioni prese durante i negoziati, così da impedire a un singolo Paese di bloccarle; il voto finale sull’adesione, previsto dall’articolo 49, richiederebbe comunque l’assenso di tutti i governi (Commission communication). Gli altri candidati conoscono il rischio: le rimostranze della Bulgaria contro la Macedonia del Nord sono state inserite nel quadro negoziale dell’UE del 2022 per Skopje, trasformando una controversia bilaterale in una condizione per l’adesione (OSW).

Il 12 ottobre Zagabria ha acconsentito alla chiusura dei tre capitoli, come hanno dovuto fare tutti i governi (Council). Secondo le notizie più recenti, le richieste croate riguardano soprattutto i capitoli 23 e 31 (RTCG). La Croazia insiste sulle questioni bilaterali e dispone dei voti necessari per far pesare le proprie richieste, sia alla chiusura di ciascun capitolo sia al momento dell’adesione. Dai documenti disponibili non risulta che abbia usato quei voti per bloccare un capitolo ancora aperto.

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