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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 08 · storia del giorno3 min · 717 parole · 147 fonti

L’Oreshnik supera le difese NATO

Scritto dall IAto brief AI · 24 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

A tracking dome on Europe's eastern flank dissolves as physical defenses fail against Mach 10 reality.

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il testo · 3 min di lettura

Il 23 maggio tre servizi di intelligence hanno avvertito che la Russia si starebbe preparando a lanciare l'Oreshnik, un missile che nessun sistema di difesa aerea schierato in Europa può fermare con affidabilità. L'allarme contiene già l'ammissione decisiva: la NATO è in grado di rilevare il lancio, ma non di proteggere il territorio colpito da quest'arma. Per il fianco orientale europeo, la distanza tra la garanzia di sicurezza dell'Alleanza e la capacità materiale di farla valere contro questa categoria di missile è ormai un problema operativo.

Perché le difese europee non funzionano

L'Oreshnik è un missile balistico a raggio intermedio, cioè un'arma capace di coprire migliaia di chilometri in pochi minuti, e può trasportare fino a sei testate. Ciascuna si separa durante il volo e precipita verso un bersaglio autonomo a velocità superiori a Mach 10. La Russia lo ha già usato due volte contro l'Ucraina, a Dnipro in November 2024 and Lviv in January 2026. Secondo gli analisti deriva da un missile russo mobile su strada poi abbandonato, con una gittata stimata intorno ai 3.500-5.500 km (CSIS, Army Recognition).

Le difese esistenti falliscono per ragioni fisiche prima ancora che militari. A Mach 10, ogni testata genera un involucro di plasma surriscaldato che assorbe le onde radar, trasformando un oggetto tracciabile in a diffuse cloud. I computer di tiro non possono calcolare un'intercettazione contro qualcosa che non riescono a localizzare con precisione. Sei testate che arrivano a distanza di millisecondi l'una dall'altra overwhelm a battery's capacity to engage them sequentially.

L'Arrow-3 tedesco, la difesa antimissile balistica più avanzata oggi disponibile in Europa e operativa solo dal dicembre 2025, nasce per intercettare le testate sopra l'atmosfera, prima che il plasma diventi un fattore. Una fonte NATO ha riconosciuto che "probably couldn't have stopped" a simulated Oreshnik salvo, perché il sistema non è mai stato provato contro sei testate manovranti in arrivo nello stesso momento.

L'allarme e la dipendenza europea dagli Stati Uniti

Zelenskyy ha reso pubblica la minaccia precisando che l'intelligence era ancora in fase di verifica (Ukrainska Pravda, KVIA/AP). L'ambasciata statunitense a Kiev ha diffuso un avviso parallelo, invitando a preparare i rifugi entro 24 ore. La comunicazione coordinata segue uno schema ormai consolidato: Stati Uniti e alleati usano l'intelligence pre-attacco per avvertire i civili, mettere pressione su Mosca e fissare il quadro politico nel caso in cui il lancio avvenga davvero.

La catena di rilevamento mostra una dipendenza che l'Europa non ha ancora risolto. I sensori infrarossi spaziali americani individuano i lanci balistici nel giro di pochi secondi. Nessun sistema satellitare europeo replica questa capacità. Francia, Regno Unito e Polonia contribuiscono con immagini e intelligence dei segnali, ma il dato iniziale sul lancio passa dai sistemi statunitensi.

La deterrenza nucleare come risposta obbligata

Poiché l'intercettazione non funziona contro quest'arma, la risposta europea si è spostata sulla deterrenza nucleare. La "dissuasion avancée" francese, cioè la deterrenza nucleare estesa annunciata nel marzo 2026, copre formalmente otto Paesi, tra cui Germania, Polonia, Regno Unito e Svezia. L'Accordo di Danzica firmato con la Polonia nell'aprile 2026 ha dato sostanza politica a quel principio: un attacco nucleare su Varsavia potrebbe innescare una rappresaglia francese.

Il Parlamento francese ha approvato €36 billion in additional military spending fino al 2030, ma quelle risorse finanziano capacità di attacco convenzionale e difese tattiche, non un nuovo scudo contro missili a raggio intermedio. L'unico sistema che in teoria potrebbe colmare il vuoto, il THAAD americano, Terminal High Altitude Area Defense, non è schierato in Europa. Nel mondo restano circa 200 intercettori, dopo l'uso intenso nella difesa di Israele, con una 3–8 year replenishment timeline. Le alternative europee, come il Project Aquila di MBDA, sono ancora in una fase iniziale di sviluppo e hanno no operational date confirmed.

I due precedenti attacchi con Oreshnik sono arrivati entrambi in momenti di pressione diplomatica su Mosca. Questo allarme segue la tregua di tre giorni proposta da Trump e il suo rapido crollo. Il missile funziona come strumento di coercizione politica, impiegato quando la Russia vuole ridefinire i termini psicologici del negoziato. Nell'aprile 2026 l'intelligence ucraina estimated 3–10 missiles nelle mani russe, con la produzione in aumento. Con il New START, il trattato nucleare tra Stati Uniti e Russia, scaduto e senza un successore, non esiste più un meccanismo per verificare se le testate dell'Oreshnik siano convenzionali o nucleari. L'ombrello nucleare francese è la risposta dichiarata, ma quella garanzia dipende interamente da una domanda che a Parigi nessuno può eludere: se la Francia accetterebbe il rischio di un attacco sul proprio territorio per difendere Varsavia.

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5/24/2026, 3:00:57 AM
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