Skip to main content
EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 08 · storia del giorno3 min · 767 parole · 146 fonti

Il Pentagono taglia gli impegni NATO

Scritto dall IAto brief AI · 21 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

The logistical framework of the alliance remains, but the weight has been removed.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Per settantacinque anni la Nato si è retta su uno scambio elementare: gli Stati Uniti garantivano la difesa dell’Europa, l’Europa ospitava le forze americane. Ora i documenti di pianificazione militare stanno smontando quell’intesa su due piani insieme, con il ritiro fisico dei soldati e la riduzione degli impegni di rinforzo in tempo di guerra su cui si basano i piani dell’Alleanza.

Il 19 maggio il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato in Europa, ha detto ai capi della difesa della Nato che «bisogna assolutamente aspettarsi ulteriori ridispiegamenti» (Stars and Stripes). Nella stessa settimana, secondo tre fonti citate da Reuters, il Pentagono si è mosso per ridurre formalmente il contributo americano al NATO Force Model, il quadro classificato che stabilisce quanti militari ciascun alleato prometta di mettere a disposizione in caso di guerra (Military Times).

Il canale più visibile ha già sottratto 5.000 militari all’Europa, compresa la rotazione cancellata di una brigata corazzata in Polonia e il ritiro dalla Germania di un battaglione missilistico a lungo raggio (Defense News). Quello meno visibile incide direttamente sul Force Model, cioè sul meccanismo che decide quanti rinforzi arrivino in caso di crisi. I piani regionali di difesa della Nato, concordati al vertice di Vilnius del 2023, erano stati dimensionati su impegni americani precisi. Senza quegli impegni, i piani non reggono più.

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha definito il cambio di rotta «previsto» e «del tutto giusto» (Brussels Signal). Grynkewich ha fissato l’orizzonte dell’autosufficienza europea «certamente entro il 2035» (Breaking Defense). Resta dunque una finestra di cinque-nove anni in cui la vecchia garanzia di sicurezza dell’Europa viene meno e quella nuova non esiste ancora.

L’Iran svuota gli arsenali

La guerra americana contro l’Iran, l’Operazione Epic Fury lanciata nel febbraio 2026, ha consumato tra il 45 e l’80% di diverse categorie di munizioni di precisione statunitensi, secondo il CSIS (CSIS). Il Pentagono ha notificato a Regno Unito, Polonia, Estonia, Lituania e Norvegia «gravi ritardi» nelle consegne di razzi HIMARS, intercettori NASAMS e missili Javelin (Euromaidanpress). L’Europa sta perdendo nello stesso momento soldati americani e armi americane.

Germania punita, fianco est scoperto

La Germania ha incassato il colpo più duro. Il cancelliere Merz aveva criticato pubblicamente la condotta americana nella guerra contro l’Iran e, secondo quanto riportato, avrebbe detto a un pubblico tedesco che i figli non dovrebbero trasferirsi in America. Washington ha risposto ritirando 5.000 militari dal territorio tedesco e cancellando il dispiegamento previsto dei missili da crociera Tomahawk. Il 19 maggio Merz ha ammesso che l’accordo sui missili è di fatto morto (NTZ).

Il vincolo più profondo della Germania, però, sono gli uomini, non i soldi. La Bundeswehr conta 120.000 militari attivi, a fronte di un requisito Nato di circa 280.000 entro il 2030. Berlino ha stanziato 108 miliardi di euro per la difesa nel 2026, ma la spesa da sola non crea reclute. Un sondaggio di maggio ha rilevato che solo il 41% dei tedeschi considera ancora gli Stati Uniti un alleato (YouGov).

Sul fianco orientale il ritiro ha diviso gli alleati in fasce concorrenti. La Polonia, che spende il 4,48% del Pil per la difesa, ha inviato funzionari a consultare il vicesegretario alla Difesa Elbridge Colby, architetto di una dottrina che chiama «NATO 3.0» e che assegna agli europei la difesa convenzionale del continente, così da permettere agli Stati Uniti di spostare forze verso la Cina (Defence24). Varsavia si è guadagnata l’etichetta di «alleato modello». La rotazione cancellata della brigata da 4.000 uomini resta però cancellata: l’equipaggiamento è arrivato nei porti polacchi senza i soldati che avrebbero dovuto usarlo.

Il ministro degli Esteri estone ha definito le decisioni americane «non coordinate» e ha chiesto agli alleati di «determinare con urgenza le ragioni e i prossimi passi» (ERR). La Romania si è invece orientata a ospitare temporaneamente equipaggiamenti americani, ottenendo l’apprezzamento di Washington per l’apertura delle basi durante la campagna contro l’Iran.

Luglio ad Ankara

Il vertice dei leader Nato del 7 e 8 luglio dirà se questi tagli al Force Model entreranno negli impegni formali dell’Alleanza. La resistenza del Congresso offre un freno parziale. I falchi repubblicani nelle commissioni Forze armate hanno minacciato conseguenze se il Pentagono scenderà sotto la soglia legale di 76.000 militari americani in Europa (Notus). Ma la logica di Colby, secondo cui l’Europa debba occuparsi della propria difesa convenzionale perché l’America possa fronteggiare la Cina, precede Trump e gli sopravviverebbe.

Gli americani se ne stanno andando. Grynkewich lo ha confermato. Da ciò che le capitali europee faranno da qui al 2035 dipende se il vuoto resterà un problema di pianificazione o diventerà una crisi di sicurezza.

How was this article?

Help us get better

Details about this article
Model:
claude-opus-4-6
Generated:
5/21/2026, 4:11:17 AM
Pipeline run:
eu_pipeline_20260521_015005
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology