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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 18 · storia del giorno3 min · 685 parole · 30 fonti

Polonia, sottomarini svedesi da €4.2bn

Scritto dall IAto brief AI · 30 giugno 2026, 09:07
Come è stata scritta

A command without a fleet: Poland secures its silent future in the shallow Baltic.

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Il Mar Baltico è basso, freddo, attraversato da cavi sottomarini, gasdotti e sensori. In uno spazio d’acqua così stretto, un sottomarino silenzioso cambia i calcoli di sicurezza di ogni Paese costiero.

Il 29 giugno la Polonia ha firmato contratti vincolanti per tre sottomarini Saab A26, classe Blekinge, nell’ambito del programma Orka, rinviato per anni. Il pacchetto comprende battelli, armamenti, addestramento e capacità di manutenzione da sviluppare in Polonia, per un costo di circa 47-50 miliardi di corone svedesi (circa 4,2 miliardi di euro) (Saab, Defense News). L’intesa rafforza la deterrenza nel Baltico e mostra dove stia davvero il potere industriale della difesa europea: nei rapporti bilaterali, più che nelle istituzioni dell’UE.

Colmare un vuoto di quarant’anni

La forza sottomarina polacca si era ridotta a un solo battello anziano, l’ORP Orzeł. Il programma Orka nasce per evitare che il Paese perda del tutto competenze subacquee prima dell’arrivo delle nuove piattaforme (DW). Per coprire il periodo di transizione, la Svezia fornirà un vecchio sottomarino A17, classe Södermanland, destinato all’addestramento degli equipaggi mentre si costruiscono gli A26. La prima consegna è attesa intorno al 2030-2031 (CTV, RMF24).

L’A26 utilizza una propulsione indipendente dall’aria, che gli consente di restare immerso molto più a lungo di un sottomarino convenzionale diesel-elettrico. Nelle acque strette del Baltico significa poter pattugliare e sorvegliare in modo discreto aree come Kaliningrad, il Golfo di Finlandia e infrastrutture energetiche critiche, dai terminal GNL ai cavi sottomarini (n-tv).

Chi guadagna, chi perde

Saab Kockums si assicura decenni di lavoro nei cantieri di Karlskrona e Landskrona; i media svedesi hanno definito il contratto storico (SVT). La Polonia recupera capacità subacquea e credibilità sul fianco orientale. Il primo ministro Donald Tusk ha sostenuto che l’accordo «cambia qualitativamente la situazione di sicurezza nel Baltico» (Polsat News).

Il perdente più evidente è TKMS (ThyssenKrupp Marine Systems), il costruttore tedesco di sottomarini con base a Kiel, che aveva proposto il progetto U212 CD ed è rimasto fuori dalla partita (Zeit). La sconfitta pesa anche perché Berlino ha problemi navali propri: il ministro della Difesa Boris Pistorius ha da poco chiuso il programma delle fregate F126 a causa dei ritardi e dell’aumento dei costi (Bundeswehr). La Lituania vede benefici di lungo periodo attorno al terminal GNL di Klaipėda e ai cavi sottomarini, anche se Vilnius sta concentrando le priorità sulle forze terrestri e sulla linea difensiva baltica (LRT).

Un contratto nazionale alla volta

Orka mostra come l’Europa si stia riarmando nella pratica: un contratto nazionale alla volta. Gli strumenti dell’UE cercano di spingere i Paesi ad acquistare insieme. EDIRPA, il programma che premia gli appalti congiunti di almeno tre Stati membri, e la proposta EDIP, il Programma europeo per l’industria della difesa, puntano a ridurre costi e duplicazioni generate da acquisti separati (European Commission). La NATO fissa obiettivi di capacità, ma non gestisce gare né firma contratti (NATO).

Quando uno Stato in prima linea deve colmare rapidamente una lacuna, si rivolge a un fornitore bilaterale che possa consegnare. Questo non rende irrilevanti gli strumenti dell’UE. SAFE, il nuovo meccanismo europeo di prestiti per la difesa, potrebbe aiutare a finanziare acquisti di questo tipo, mentre standard comuni possono spingere i Paesi verso equipaggiamenti interoperabili. Ma la scelta della piattaforma, il ponte addestrativo, i decenni di manutenzione e aggiornamenti che seguono la vendita restano decisioni nazionali.

Che cosa resta aperto

I documenti disponibili al pubblico non confermano se Orka riceverà finanziamenti SAFE. I termini legali del sottomarino provvisorio non sono stati resi noti. Le date di consegna mantengono un margine di incertezza di un anno. Resta da vedere se le strutture di manutenzione promesse dalla Polonia verranno effettivamente costruite: per ora sono un impegno industriale, non un fatto acquisito. Non è emersa alcuna risposta russa verificata.

I sottomarini non arriveranno prima di anni. Il contratto, però, dice già dove si collochi il potere nella difesa europea: negli Stati che decidono, nei fornitori che costruiscono, nei rapporti bilaterali che si muovono. Per ora l’integrazione europea della difesa si scrive meno nei comunicati di Bruxelles che nei contratti, nei cantieri e nelle officine di manutenzione.

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6/30/2026, 8:35:41 AM
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