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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 10 · storia del giorno3 min · 695 parole · 43 fonti

Germania valuta la consegna dei sospetti Starlink

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Scritto dall IAto brief AI · 13 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

The fire is established; its alleged sponsor and service impact remain unproven.

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il testo · 3 min di lettura

Il 12 ottobre la polizia tedesca ha arrestato due cittadini turchi sulla base di mandati polacchi. Sono sospettati di aver incendiato una stazione terrestre di Starlink a Wola Krobowska, nella regione polacca della Masovia (Polish Interior Ministry). Gli arresti fanno avanzare l’indagine polacca, ma le prove rese pubbliche finora non dimostrano né che i servizi segreti russi abbiano ordinato l’incendio, come sostengono i leader polacchi, né che qualcuno abbia perso la connessione a Internet.

Dall’incendio al mandato d’arresto

L’incendio è divampato intorno alle 21:00 del 23 settembre in un armadio che ospitava apparecchiature elettriche sul sito (PAP). Wola Krobowska è un gateway, cioè il punto in cui i satelliti Starlink trasferiscono il traffico Internet alle reti terrestri.

Il 25 settembre la Procura nazionale ha dichiarato che gli accertamenti indicavano un incendio doloso, aprendo un’indagine per sabotaggio, terrorismo e attività per conto di un servizio segreto straniero (National Prosecutor's Office).

La Polonia ha quindi fatto ricorso al mandato d’arresto europeo, il sistema con cui un tribunale di un Paese dell’UE può chiedere a un altro di fermare un sospettato e consegnarlo, senza i tempi della diplomazia che accompagna le tradizionali procedure di estradizione. Il primo ministro Donald Tusk ha annunciato gli arresti. Il capo della polizia polacca, Marek Boroń, ha ringraziato la polizia tedesca e i funzionari di collegamento di Europol, che aiutano le forze nazionali a scambiarsi informazioni oltre confine (InfoSecurity24).

I due uomini non sono ancora stati incriminati. Secondo le autorità polacche, le accuse arriveranno dopo che la Germania li avrà consegnati (Polish Interior Ministry). Nell’ambito del mandato d’arresto europeo, la decisione spetta ai giudici tedeschi, non a Varsavia.

Che cosa ha dimostrato la Polonia e che cosa ha affermato

I procuratori parlano di un «sospetto giustificato» che i servizi russi abbiano ordinato l’attacco per interrompere il traffico Starlink in Polonia e nell’Europa centrale e orientale (National Prosecutor's Office). È la soglia giuridica necessaria per aprire un’indagine, non una catena di prove resa pubblica.

Il ministro dell’Interno, Marcin Kierwiński, si è spinto oltre, affermando di non avere dubbi sul coinvolgimento russo (Polish Interior Ministry).

Le indagini descritte finora riguardano i due uomini. Boroń ha detto che gli investigatori hanno ricostruito come fu preparato l’incendio e come i sospettati si allontanarono, e hanno acquisito registrazioni delle loro azioni (InfoSecurity24). Prove di questo tipo possono collegare i sospettati all’incendio, ma nulla di quanto reso noto finora li collega a chi potrebbe averli mandati: non sono stati diffusi filmati, messaggi o pagamenti che lo dimostrino.

Qualcuno è rimasto davvero senza connessione?

Nel 2022 il ministero polacco per la Trasformazione digitale ha spiegato che Wola Krobowska serviva gli utenti dell’Europa centrale e che i satelliti sopra l’Ucraina potevano instradare il traffico attraverso il sito (Ministry of Digital Affairs). La stazione poteva quindi essere un obiettivo plausibile per chiunque volesse interrompere i collegamenti dell’Ucraina.

Il 24 settembre il ministro della Trasformazione digitale, Krzysztof Gawkowski, ha sostenuto questa tesi: secondo lui, l’attacco mirava a bloccare il traffico e a togliere l’accesso a istituzioni come l’esercito ucraino. Poi ha aggiunto: «Oggi funziona tutto» (TVP Info). Parlava delle intenzioni degli attentatori, non di un’interruzione del servizio effettivamente rilevata.

Alcune ricostruzioni della stampa estera hanno confuso i due piani. Reuters ha reso le sue parole con l’espressione «di fatto interrompendo» la connessione (Reuters). Un lancio dell’agenzia ceca ha invece descritto un’interruzione effettiva (Seznam Zprávy).

Exatel è l’azienda polacca che dà in subaffitto il terreno e fornisce i collegamenti dati alla stazione. Dice che i propri servizi non hanno subito interruzioni (Exatel). Aggiunge di non possedere né monitorare le apparecchiature del gateway e di non poter quindi riferire sul servizio Starlink. Finora non sono stati pubblicati registri degli operatori o dati sul traffico che confermino o smentiscano un’interruzione.

Gli arresti segnano un progresso concreto: i mandati polacchi hanno portato al fermo di due sospettati in Germania e ora la prossima decisione spetta a un tribunale tedesco. Per il resto, le informazioni pubbliche restano poche. L’ipotesi di un ordine russo si fonda sulle dichiarazioni dei ministri e sulla soglia che ha consentito ai procuratori di aprire un’indagine. Nessuna informazione pubblicata documenta un’interruzione del servizio, mentre il ministro competente ha dichiarato che la rete ha continuato a funzionare.

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