Il Portogallo taglia gli investimenti del 31%

Portugal’s investment plans contract as EU recovery funding comes to an end.
Composizione immagine · tobriefIl bilancio portoghese per il 2027 prevede 9,687 miliardi di euro di investimenti pubblici, contro i 14,035 miliardi di quest’anno: un calo del 31% in termini nominali, cioè senza considerare l’inflazione (CFP, ECO). La stessa manovra promette un avanzo pari ad appena lo 0,1% del PIL (Budget annex), basandosi su una crescita più rapida di quella attesa dall’autorità di vigilanza sui conti pubblici.
L’8 ottobre il ministro delle Finanze Joaquim Miranda Sarmento ha presentato la proposta al Parlamento, che deve ancora approvarla (Government).
Perché i fondi si esauriscono
Gli investimenti pubblici finanziano infrastrutture e beni durevoli realizzati o acquistati dallo Stato, dalle strade agli ospedali e alle scuole. Nella proposta, la loro quota sul PIL scende da circa il 4,3% al 2,8% (Budget annex).
Il calo segue la fine del PRR, la quota portoghese del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza varato dopo la pandemia. Il fondo erogava sovvenzioni solo al raggiungimento di traguardi concordati e le norme europee fissavano al 31 agosto 2026 il termine entro cui i piani nazionali dovevano conseguirli (RRF Regulation). Lisbona ha dichiarato concluso il proprio piano in agosto, dopo aver ricevuto da Bruxelles l’ultima tranche (To Brief).
Gli investimenti finanziati al di fuori del PRR aumentano del 6,8% in termini nominali, secondo Jornal Económico. Partono però da una base più ridotta e compensano solo in parte la scomparsa dei fondi per la ripresa.
Il governo conta di colmare un’altra parte del vuoto accelerando Portugal 2030, il programma europeo di coesione che finanzia progetti nelle regioni più povere (Government). Sulla carta, il programma ha ancora margini: i progetti «approvati» hanno ottenuto l’assegnazione dei fondi, mentre quelli «eseguiti» hanno già comportato una spesa. Al 31 agosto Portugal 2030 aveva approvato progetti per circa 14,3 miliardi di euro, ma ne aveva spesi soltanto 5 miliardi (Portugal 2030 dashboard).
Quel saldo non è una riserva da cui attingere liberamente: i fondi di coesione sono destinati a regioni e finalità specifiche e le regole consentono di rendicontare le spese ammissibili fino al 31 dicembre 2029 (EU cohesion rules). Spendere più in fretta può aiutare, ma il programma non può sostituire semplicemente gli interventi pensati per il fondo per la ripresa.
Un avanzo che dipende dalla crescita
L’avanzo dello 0,1% è una previsione, non un risultato. Il governo ipotizza per il 2027 una crescita reale, cioè al netto dell’inflazione, del 2,1% (Budget annex). Il Conselho das Finanças Públicas (CFP, l’autorità indipendente portoghese che vigila sui conti pubblici) prevede invece l’1,8% (CFP); la prima Economic Outlook del 2026 dell’OCSE si ferma all’1,7% (OECD).
Il CFP ha comunque giudicato statisticamente plausibile la previsione del governo, pur avvertendo che i rischi pendono verso una crescita più debole (ECO).
La crescita incide sulle entrate attraverso canali precisi. I contributi sociali, versati da lavoratori e datori di lavoro sui salari, dovrebbero aumentare del 7,8%, secondo SAPO. Il bilancio prevede l’1,4% di occupati in più e retribuzioni medie per lavoratore superiori del 4,5%. Queste entrate dipendono dall’occupazione e dai salari prima dell’inflazione, quindi una crescita del PIL più bassa non le riduce automaticamente; lo farebbe invece un rallentamento capace di frenare le assunzioni o gli aumenti retributivi.
Il taglio degli investimenti libera inoltre meno margine di quanto suggerisca la sua entità. Gran parte della spesa che viene meno era finanziata con sovvenzioni europee, e quei trasferimenti terminano nello stesso momento. Alla riduzione della spesa corrisponde quindi in larga misura una diminuzione delle entrate, senza un contributo equivalente all’avanzo. Con un margine dello 0,1% del PIL, basterebbe uno scostamento anche modesto nella crescita o nei contributi per trasformare l’avanzo in disavanzo.
Cosa devono ancora sapere i deputati
Il calo dei finanziamenti è chiaro, ma non lo è l’effetto sui singoli progetti. Le tabelle aggregate del bilancio mostrano quanto diminuiscano gli investimenti, senza indicare se restino interventi del PRR da completare né con quali risorse si pagherebbero.
Prima del voto finale, il ministero delle Finanze deve rispondere ai deputati: devono sapere quali progetti, se ce ne sono, hanno ancora bisogno di fondi e quale voce di bilancio li coprirà.
Per quanto emerge finora, la proposta riduce nettamente gli investimenti pubblici mentre si esauriscono i fondi europei per la ripresa, e gli altri programmi ne compensano solo una parte. Il risicato avanzo dipende da una crescita superiore a quella prevista sia dall’autorità di vigilanza sia dall’OCSE. Se l’economia si avvicinasse alle loro stime, resterebbe ben poco margine.
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