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TECH_SCIENCE05 / 10 · storia del giorno3 min · 787 parole · 13 fonti

La terapia genica migliora l’udito per anni

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Scritto dall IAto brief AI · 1 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

A single dose brings softer sounds within reach for many patients.

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il testo · 3 min di lettura

Le persone nate con una rara forma di sordità ereditaria riescono oggi a percepire suoni che prima non provocavano alcuna risposta uditiva misurabile. In uno studio condotto in otto ospedali cinesi, 38 partecipanti su 42 hanno mostrato questo cambiamento dopo una sola dose di terapia genica, secondo i risultati pubblicati ad aprile su Nature (Fudan University). La terapia fornisce una copia funzionante di un gene specifico e può quindi aiutare soltanto un gruppo ristretto di persone; per chi vi rientra, però, il miglioramento dell’udito misurato è stato ampio.

Che cosa misura davvero il test dell’udito

Lo studio ha misurato l’udito con un test che riproduce suoni a volumi diversi e registra il suono più debole che provoca una risposta misurabile lungo la via uditiva: quel livello si chiama soglia. È come alzare il volume di una radio partendo dal silenzio: la soglia corrisponde al punto in cui si comincia a sentire qualcosa, perciò un valore più basso indica che arrivano anche i suoni più deboli.

Prima del trattamento, la soglia media dei partecipanti superava 97 sulla scala specialistica usata dal test; tra i pazienti seguiti più a lungo, due anni e mezzo dopo la dose, era scesa a 42 (Nature). In termini semplici, prima l’orecchio reagiva soltanto a suoni molto forti, se reagiva, mentre ora risponde anche a suoni molto più deboli.

Il follow-up più lungo riguarda solo una parte del gruppo, perché i pazienti hanno aderito allo studio in momenti diversi. La ricostruzione dello stesso studio pubblicata da Harvard Medical School descrive progressi uditivi durati anni (Harvard Medical School). Lo studio era inoltre «a braccio singolo»: tutti hanno ricevuto la terapia e i ricercatori hanno confrontato i risultati di ciascun paziente con il suo udito prima del trattamento, senza un gruppo che non avesse ricevuto la dose.

La ricetta mancante

I geni funzionano come ricette che le cellule seguono per produrre proteine, le molecole che svolgono gran parte del lavoro nell’organismo. Il gene OTOF contiene le istruzioni per produrre l’otoferlina, una proteina necessaria per sentire. Chi ha questa forma di sordità eredita copie difettose del gene, così le cellule non dispongono di istruzioni utilizzabili.

La terapia consegna alle cellule una copia funzionante, un po’ come rimettere in un ricettario la pagina mancante che permette finalmente alla cucina di preparare un piatto. L’obiettivo è che, a quel punto, siano le cellule stesse a produrre otoferlina. Lo studio ha verificato il risultato: se la via uditiva avesse ricominciato a rispondere ai suoni. Per la maggior parte dei partecipanti è accaduto.

La stessa precisione pone un limite alla terapia: fornendo le istruzioni per una sola proteina, può aiutare soltanto chi ha una sordità causata da alterazioni del gene OTOF. Per individuarlo serve un test genetico, perché questa forma di sordità presenta gli stessi segni visibili di molte altre cause di perdita dell’udito.

Sul fronte della sicurezza, nella fase iniziale che lo studio era stato progettato per valutare i ricercatori non hanno rilevato tossicità tale da imporre l’interruzione della dose. Non si sono cioè verificati effetti collaterali abbastanza gravi da escludere la dose sperimentata. Hanno però registrato un serio calo dei neutrofili, i globuli bianchi che rappresentano la prima linea di difesa dell’organismo contro le infezioni (Nature).

Dal sentire i suoni al capire le parole

Una soglia più bassa indica che vengono registrati suoni più deboli. Da sola, però, non dimostra che l’udito sia tornato normale e non dice direttamente se una persona capisca il parlato. È come quando un bambino riceve il primo paio di occhiali: le lettere diventano nitide, ma leggere resta una capacità da imparare.

Con i suoni accade qualcosa di simile: il cervello deve imparare a trasformare una sequenza di rumori in parole, e servono tempo e pratica. Secondo Harvard Medical School, i pazienti che hanno recuperato l’udito nello studio hanno migliorato gradualmente anche la comprensione del parlato. «Gradualmente» è il termine giusto, perché il linguaggio si sviluppa nell’arco di mesi e anni, non nel momento in cui un test registra una risposta.

Per questo i due risultati vanno letti separatamente. Quello sull’udito è il più solido: si basa su una misurazione diretta, effettuata prima e dopo il trattamento, in una parte consistente delle persone che hanno ricevuto la dose. Il risultato sul parlato indica un progresso nella direzione attesa, ma dipende da un processo più lento che lo studio continua a seguire.

Per chi ha questa specifica forma di sordità ereditaria, lo studio mostra che una sola dose di terapia genica può migliorare in misura sostanziale l’udito misurato e che, nei pazienti seguiti più a lungo, i progressi si sono mantenuti. Il follow-up degli stessi pazienti dovrà chiarire se questi risultati si traducano con regolarità in miglioramenti del linguaggio e della capacità di parlare.

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10/1/2026, 2:54:20 AM
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