Attacco ai frigoriferi in 700 supermercati francesi

Altered refrigeration settings leave French stores checking what is safe to sell.
Composizione immagine · tobriefNel fine settimana gli aggressori hanno modificato le impostazioni dei sistemi di refrigerazione nei supermercati francesi, costringendo i responsabili dei punti vendita a valutare quali prodotti freschi e surgelati fossero ancora sicuri da vendere. Il 13 ottobre, davanti all’Assemblea nazionale, il ministro dell’Economia Roland Lescure ha detto che l’attacco ha raggiunto circa 700 dei circa 10.000 negozi alimentari francesi; inizialmente aveva fatto temere problemi di approvvigionamento, ma non ha causato carenze a livello nazionale (Dailymotion, BFMTV). In un grande supermercato il raffreddamento è gestito da centraline collegate in rete: quanto accaduto questa settimana mostra cosa può succedere quando qualcuno ne modifica le impostazioni.
Il fatto che un negozio sia stato colpito non significa che tutti i suoi prodotti siano andati persi. La cifra di Lescure comprende i punti vendita raggiunti dall’attacco, non quelli costretti a buttare via la merce. In un Intermarché di Gradignan, un ufficiale giudiziario ha registrato 21.000 euro di prodotti deteriorati, calcolati al costo d’acquisto (Le Monde). Avevamo già raccontato la prima notte di danni (To Brief; da allora il bilancio ufficiale è cresciuto ed è stata presa di mira anche una seconda marca di apparecchiature.
Un pannello termostatico accessibile via web
Un grande punto vendita non gestisce ogni banco frigo come se fosse un frigorifero di cucina: una centralina di supervisione funziona come il pannello termostatico centrale di un edificio per uffici. I tecnici la usano per controllare temperature e allarmi dell’intero impianto, spesso attraverso una pagina web accessibile anche da remoto; tra le sue funzioni di routine c’è lo sbrinamento, che riscalda per poco tempo le batterie di raffreddamento per sciogliere il ghiaccio accumulato.
Secondo i rivenditori, gli aggressori hanno riscritto le impostazioni dello sbrinamento, inserendo valori fino a 50 °C (BFMTV). Quel valore era stato digitato nella centralina: non indica la temperatura misurata dentro un vasetto di yogurt. Dopo la manomissione, i negozi non potevano più garantire che la catena del freddo fosse rimasta intatta, perciò hanno dovuto controllare i prodotti e, in alcuni casi, gettarli.
La squadra nazionale francese per gli allarmi informatici, CERT-FR, ha confermato numerose intrusioni nelle centraline Danfoss AK-SM e AK-SC. Ha definito una cattiva pratica lasciare le pagine di gestione direttamente accessibili da internet (CERT-FR). In termini termostatici, è come montare il pannello di controllo dell’edificio sul marciapiede.
Danfoss, il produttore danese, ha fornito una propria ricostruzione: la maggior parte delle unità colpite apparteneva a modelli datati, ritirati dal mercato nel 2016 e nel 2021, e le reti dell’azienda non sono state toccate (Cooling Post). Gli investigatori non hanno ancora reso noto come siano entrati gli aggressori.
La notte tra il 12 e il 13 ottobre si è allungata la lista dei casi: negozi che usano centraline di un secondo produttore, Dixell, hanno segnalato manomissioni simili (Le Monde). In un supermercato della Gironda, il personale ha notato le impostazioni alterate prima che fosse necessario buttare via qualcosa. Non è ancora chiaro se dietro i casi Dixell ci siano gli stessi aggressori.
Scaffali vuoti in Belgio, per un’altra ragione
Un episodio distinto, oltre confine, ha colpito gli scaffali attraverso la logistica, non i frigoriferi. Domenica 11 ottobre Ahold Delhaize, proprietaria di Albert Heijn e Delhaize, ha rilevato un problema di sicurezza nella propria rete e, per precauzione, ha messo fuori servizio alcuni sistemi (Ahold Delhaize). I negozi sono rimasti aperti, ma gli ordini online e le consegne si sono fermati. L’amministratore delegato di Albert Heijn ha detto che in alcuni dei sette grandi centri di distribuzione olandesi della catena le attività si sono interrotte del tutto (NOS).
I punti vendita Albert Heijn in Belgio dipendono da uno di quei centri, a Tilburg (VRT); poco dopo, i media belgi hanno mostrato scaffali vuoti in un negozio di Roeselare. La coincidenza temporale suggerisce un legame con la Francia, ma Ahold ha detto di non averne trovato traccia e il Centro nazionale olandese per la sicurezza informatica ha dichiarato di «non vedere al momento ragioni per presumere» che ci sia (Security.NL).
La vulnerabilità emersa in Francia esiste anche altrove. La testata danese di ingegneria Ingeniøren ha individuato in Danimarca 51 vecchi sistemi di refrigerazione Danfoss raggiungibili da internet, benché nessuno risulti compromesso (Ingeniøren). È il conto delle porte lasciate aperte, non degli accessi riusciti. CERT-FR avverte che ripristinare un dispositivo non più supportato, lasciandolo comunque accessibile da internet, lo espone a una nuova intrusione (CERT-FR). Rivenditori e tecnici della refrigerazione non devono aspettare che venga reso pubblico il metodo usato in Francia: una centralina scollegata da internet o sostituita è molto più difficile da raggiungere dall’esterno.
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- 10/14/2026, 1:41:55 AM
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