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EU_PUBLIC_AFFAIRS05 / 05 · storia del giorno3 min · 745 parole · 30 fonti

Rheinmetall raddoppia la polvere d’artiglieria

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Scritto dall IAto brief AI · 23 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

Private boardrooms manage the explosive volume of Europe’s public defense investment.

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il testo · 3 min di lettura

In una valle dell'Alta Baviera, dove i capannoni della chimica industriale si incastrano tra le prime pendici alpine, Rheinmetall ha avviato i lavori per quella che definisce la più grande fabbrica europea di polvere propellente. L'ampliamento dello stabilimento di Aschau am Inn porterà la produzione da circa 1.700 tonnellate a 4.200 tonnellate l'anno, più che raddoppiandola. Entro il 2028 il sito dovrebbe produrre oltre un milione di moduli di carica propellente (Zeit, Bloomberg). L'investimento colpisce il punto della filiera in cui l'Europa è davvero corta: non le testate o i bossoli, ma il propellente che brucia nella canna e spinge il colpo verso il bersaglio (Süddeutsche Zeitung). Senza quella polvere, i corpi dei proiettili restano metallo inerte.

Aschau è un passo avanti concreto. È anche denaro pubblico che amplia capacità privata senza che esistano regole pubbliche su chi abbia la precedenza nel ricevere la produzione.

Il vuoto che il propellente mette a nudo

Nel marzo 2023 gli Stati membri dell'UE si accordarono per consegnare all'Ucraina un milione di colpi d'artiglieria, mentre ricostituivano scorte nazionali ormai assottigliate (Council). L'obiettivo non venne raggiunto. Le ricostruzioni ceche e polacche individuarono il problema a monte: i Paesi NATO devono fare i conti con carenze critiche di nitrocellulosa e TNT, la chimica di base che precede l'assemblaggio (Novinky, RMF24). Aschau si colloca esattamente dentro quel collo di bottiglia. Il legame con l'Ucraina, del resto, è già operativo: secondo le ricostruzioni, le consegne Rheinmetall del luglio 2026 hanno combinato proiettili prodotti a Unterlüss con cariche propellenti DM72 provenienti da Aschau e dal sito gemello di Nitrochemie a Wimmis, in Svizzera (Warsight).

L'UE ha creato tre strumenti finanziari per affrontare la scarsità. ASAP, l'Act in Support of Ammunition Production, ha destinato 500 milioni di euro alla rimozione dei colli di bottiglia industriali (ASAP Regulation). SAFE, adottato nel maggio 2025, ha aggiunto uno strumento di prestiti da 150 miliardi di euro per gli investimenti nella difesa (Council). Entrambi muovono risorse. Nessuno dei due attribuisce a Bruxelles il potere di decidere chi riceva la prossima tonnellata di polvere prodotta da Rheinmetall.

Rheinmetall resta una società privata. L'allocazione della produzione segue contratti e margini, non direttive dell'UE o della NATO. I governi nazionali possono comprare propellente attraverso gli appalti. La NATO fissa obiettivi e coordina. Ma nessuno pubblica un quadro di priorità che chiarisca come la nuova produzione debba dividersi tra Ucraina, scorte nazionali e riserve dell'Alleanza.

Sollievo e fragilità insieme

I Paesi accolgono con favore l'aumento di capacità, e subito dopo si chiedono chi la controlli.

La Polonia legge l'espansione come un sollievo reale, ma intanto costruisce un cuscinetto nazionale. Lo stabilimento Mesko di Pionki dispone ora, dopo il trasferimento di tecnologia, di capacità di produzione in serie per cariche propellenti modulari, mentre l'Agenzia polacca per gli armamenti ha firmato un contratto da oltre 13,5 miliardi di zloty per centinaia di migliaia di colpi da 155 mm (Milmag). Varsavia vuole la fornitura, ma non vuole dipendere da un'unica valle bavarese.

La Finlandia mostra l'altro rischio. L'impianto di polveri Vihtavuori, gestito da Nammo, ha subito un incidente che ha interrotto un progetto di espansione (Yle). Anche una capacità nazionale e amica può fermarsi per un singolo problema di sicurezza. La produzione europea di propellente resta concentrata in tre gruppi: Rheinmetall, Eurenco e Nammo. Aggiungere capacità in Baviera riduce la scarsità, ma approfondisce la dipendenza da un elenco molto breve di fornitori.

La chimica a monte rende la concentrazione ancora più problematica. La nitrocellulosa, ricavata dai linters di cotone, resta un vincolo segnalato che una singola fabbrica di polveri non può risolvere. Una filiera più solida richiederebbe investimenti sotto il piano della fabbrica: approvvigionamento delle materie prime, precursori chimici, formazione della manodopera. Nelle comunicazioni sui fondi europei tutto questo rimane poco visibile.

Denaro pubblico, allocazione privata

Aschau interviene sul collo di bottiglia giusto, ma con tre limiti. La piena capacità arriverà nel 2028, troppo tardi per la carenza che l'Ucraina affronta oggi sul campo. Tre produttori privati continueranno a coprire gran parte della polvere europea. E le istituzioni dell'UE e della NATO pubblicano obiettivi sulle munizioni senza ancora rendere disponibili scomposizioni verificate componente per componente: polvere, spolette, TNT, moduli di carica.

Il vuoto di responsabilità ricade sui governi. Nessun ministero della Difesa degli Stati membri e nessuna istituzione dell'UE ha pubblicato regole che indichino chi abbia la priorità quando la produzione aumenta. Finché questo non accadrà, il denaro pubblico continuerà ad ampliare capacità privata senza dimostrare controllo pubblico.

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7/23/2026, 2:00:29 AM
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