Romania, 40 droni segnalati alla NATO

On NATO’s southeastern edge, the infrastructure of defense lacks the substance to intercept.
Composizione immagine · tobriefDa quando la Russia ha cominciato a colpire i porti ucraini sul Danubio, la Romania ha registrato oltre 40 violazioni dello spazio aereo (Euromaidan Press). Molti episodi precedenti sono passati quasi sotto silenzio fuori dall'Europa orientale, mentre incursioni analoghe nei cieli baltici finivano sulle prime pagine occidentali. Il divario mediatico riflette un divario politico: sul fianco sud-orientale dell'Alleanza, Bucarest sta assorbendo una minaccia ricorrente, ma poche capitali occidentali l'hanno trattata con la stessa urgenza.
Due episodi hanno rotto l'indifferenza. Il 29 maggio un drone russo Geran-2 ha colpito un condominio a Galați, ferendo due persone. Il 5 giugno un drone marittimo ucraino, che secondo le ricostruzioni sarebbe stato deviato dal disturbo elettronico russo, si è self-detonated inside Constanța port, come ha confermato il ministero della Difesa romeno. Il 10 giugno la Romania ha portato entrambi i casi al Consiglio Nord Atlantico, il massimo organo politico della NATO, dove serve il consenso di tutti i 32 alleati, calling for stronger counter-drone capabilities. Gli alleati hanno espresso solidarietà. Bucarest chiede radar e sistemi di disturbo.
Quattro minuti, nessuna buona opzione
A Galați, la Romania ha tracciato il drone in arrivo e fatto decollare gli F-16. Ma i vincoli giuridici del tempo di pace, il rischio per i civili e le regole che limitano il fuoco vicino allo spazio aereo ucraino hanno chiuso la finestra d'ingaggio prima che un pilota potesse intervenire. Tutto si è consumato in pochi minuti. A Costanza, il problema era ancora più elementare: un drone marittimo è entrato alla deriva in un porto commerciale, ha costretto all'evacuazione di civili e ha mostrato i limiti di sensori che non erano stati pensati per individuare piccoli droni a quota tetto.
La missione permanente di air policing della NATO, con cui i caccia alleati guard each other's airspace in peacetime, impiega velivoli progettati per intercettare aerei, non droni a basso costo che volano seguendo il profilo del terreno. La Integrated Air and Missile Defence network dell'Alleanza copre con efficacia le medie e alte quote. Sotto quella fascia, lungo tutto il fianco orientale, resta un vuoto che l'ex vicesegretario generale della NATO Mircea Geoană ha riconosciuto pubblicamente. Gli aggiornamenti radar e le forniture anti-drone non sono attesi prima del 2027.
La stessa vulnerabilità corre dal Mar Nero al Baltico. Il 19 maggio un F-16 romeno ha abbattuto un drone sopra l'Estonia; l'8 giugno NATO fighters destroyed another over Latvia. Ogni Stato in prima linea, però, ha scelto una risposta diversa, e proprio queste differenze mostrano come la NATO funzioni quando la pressione aumenta.
La Polonia costruisce da sola, la Francia c'è ma senza gli strumenti giusti
La Polonia non aspetta gli acquisti alleati. Varsavia sta costruendo una rete nazionale di radar e missili, invece di formulare una richiesta pubblica alla NATO. Il programma Wisła aggiunge radar a 360 gradi alle batterie Patriot, mentre Tarcza Wschód prevede 700 chilometri di fortificazioni lungo il confine orientale. Il calcolo polacco è netto: gli equipaggiamenti alleati arriveranno troppo lentamente, quindi conviene pagare per ridurre la dipendenza dagli aiuti d'emergenza. La Romania, che ha già visto colpire edifici residenziali, non può permettersi lo stesso calendario.
La Francia offre una lezione diversa. Parigi mantiene circa 1.400 soldati nella base romena di Cincu, con artiglieria, carri armati e sistemi di difesa aerea Mamba (Le JDD). L'8 giugno i Rafale francesi hanno shot down a drone over Latvia, dimostrando che l'Alleanza sa agire rapidamente quando decide di farlo. Nei documenti pubblici, però, non risulta alcun pacchetto francese anti-drone destinato alla costa romena del Mar Nero. Le truppe ci sono; mancano gli strumenti specifici di cui la Romania ha più bisogno.
Il vuoto che nessuno ha ancora nominato
Nessuna fonte pubblica indica quali radar, jammer o sistemi marittimi anti-drone arriveranno in Romania, da chi e con quali tempi. Come ha osservato El País, sistemi di fascia alta come le batterie Patriot non sono concepiti per abbattere droni che costano poche migliaia di dollari. Un singolo intercettore Patriot vale milioni; un Geran-2 costa meno di un'auto usata.
Il consigliere presidenziale romeno Cristian Diaconescu ha avvertito che una risposta da comunicato finale significherebbe che gli alleati non hanno capito che cosa stia accadendo sul terreno. Gli impegni politici della NATO restano solidi. La capacità di renderli operativi contro la minaccia a bassa quota che colpisce oggi la Romania, invece, non esiste ancora. E il divario di attenzione aggrava il problema: quando un drone entra nello spazio aereo baltico, i media europei lo trattano come un evento dell'Alleanza; quando decine di droni entrano nello spazio aereo romeno nell'arco di mesi, la reazione è più lenta e più sommessa. Gli acquisti militari si misurano in anni. I droni arrivano ogni giorno.
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- 6/11/2026, 2:42:17 AM
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