I caccia F-16 romeni non sparano

Romania tracked the crossing; the chance for a safe shot remains unknown.
Composizione immagine · tobriefIl 24 settembre un piccolo drone è rimasto per circa quattro minuti nello spazio aereo romeno, prima di precipitare nei pressi di Solca, nella contea di Suceava (aggiornamento del MApN). I radar romeni lo avevano seguito mentre sorvolava l’Ucraina e gli F-16 decollati da Borcea si erano alzati in volo per intercettarlo (AGERPRES), ma nessun pilota ha aperto il fuoco. Il ministro della Difesa ad interim, Radu Miruță, sostiene che il drone trasportasse esplosivo: capire se i piloti abbiano mai avuto la possibilità di colpirlo senza rischi è una questione che riguarda tutti i Paesi della NATO sul fianco orientale (Adevărul).
Due allarmi, un solo sconfinamento
Nella notte le autorità hanno lanciato due allarmi distinti, ma solo il secondo ha riguardato un drone entrato in Romania. Il primo è scattato alle 04:41, quando un messaggio di emergenza sui telefoni ha segnalato droni a nord di Chilia Veche, nella contea di Tulcea; in seguito il ministero della Difesa ha precisato che in quell’episodio nessun velivolo era entrato nello spazio aereo romeno (AGERPRES). A rispondere erano stati gli F-18 spagnoli impegnati nella pattuglia NATO, che non hanno quindi preso parte al successivo inseguimento (RTVE).
Il secondo drone è arrivato dall’Ucraina verso la contea di Botoșani, nel nord del Paese. I radar lo hanno seguito mentre attraversava il confine e alle 06:26 i residenti di Botoșani e Suceava hanno ricevuto un allarme (AGERPRES). Il velivolo è precipitato vicino a Solca senza provocare vittime, danni o incendi (aggiornamento del MApN).
Miruță ha dichiarato ad Antena 3 che il drone era di fabbricazione russa e che il suo carico esplosivo si era staccato poco prima dello schianto, detonando in aria a circa 30 metri dal punto in cui è caduto il velivolo (Adevărul). Non sono stati resi noti i risultati di analisi di laboratorio: la presenza dell’esplosivo resta quindi, per ora, la ricostruzione del ministro.
Perché i piloti non hanno sparato
Miruță indica due condizioni per abbattere un drone: il colpo non deve mettere in pericolo le persone a terra e il missile non deve uscire dallo spazio aereo romeno (Adevărul). Sono i principali argomenti a favore della prudenza: un drone esplosivo che precipita su un centro abitato è pericoloso, ma lo è anche un missile che manca il bersaglio. Se il velivolo resta poco tempo nello spazio aereo e vicino al confine, i piloti hanno inoltre poco margine per trovare una linea di tiro che rispetti entrambe le condizioni.
La decisione spetta a Bucarest. La polizia aerea della NATO, il sistema di caccia tenuti pronti dall’Alleanza per sorvegliare i cieli dei Paesi membri, condivide i dati radar e contribuisce a coordinare la risposta; la scelta di aprire il fuoco sul territorio romeno resta però della Romania (NATO). Bucarest ha già esercitato questa facoltà: a luglio i suoi aerei hanno distrutto un drone sopra un’area disabitata nei pressi di Padina (Romania Insider). L’episodio dimostra che la Romania può decidere di colpire, ma non che farlo vicino a Solca sarebbe stato sicuro.
La cronologia che il ministero non ha reso nota
L’allarme radar, l’orario di decollo e la disponibilità di un’occasione sicura per sparare sono tre elementi distinti, e finora il ministero ha confermato soltanto il primo. Non ha precisato quando siano decollati gli F-16 né dove si trovassero al momento in cui il drone ha attraversato il confine (aggiornamento del MApN); non ha neppure detto chi avrebbe potuto ordinare ai piloti di aprire il fuoco.
La Polonia ha cercato di ridurre almeno una parte dei tempi di attesa. Il 17 settembre il viceministro della Difesa Cezary Tomczyk ha dichiarato che un comandante aveva impartito in anticipo un ordine condizionato di abbattimento, così che i piloti non dovessero chiedere il permesso quando un drone raggiungeva il confine (RMF24). Un ordine preventivo riduce il tempo necessario per ottenere l’autorizzazione, ma non offre ai piloti una linea di tiro sicura sopra zone abitate se il drone non ne lascia una disponibile.
Con le informazioni rese pubbliche, nessuno fuori dal ministero può stabilire se i piloti romeni avessero un’occasione sicura per colpire e abbiano scelto di non farlo, oppure se quell’occasione non si sia mai presentata. Le condizioni di sicurezza indicate dal ministro spiegano perché possano aver trattenuto il fuoco; per verificarlo serve la cronologia in possesso del ministero. Miruță deve chiarire tre orari e luoghi: quando il drone ha attraversato il confine, quando è precipitato e dove si trovavano gli F-16 durante quei quattro minuti (aggiornamento del MApN).
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- 9/25/2026, 1:44:28 AM
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