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EU_PUBLIC_AFFAIRS07 / 10 · storia del giorno4 min · 846 parole · 37 fonti

Romania, Niculescu cerca voti tra rivali

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Scritto dall IAto brief AI · 6 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Romania’s next government needs votes from parties unwilling to govern together.

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il testo · 4 min di lettura

Il 5 ottobre il presidente Nicușor Dan ha nominato Luca Niculescu, diplomatico di carriera senza tessera di partito, candidato alla carica di primo ministro. È il quarto tentativo di Dan di sostituire il governo di Ilie Bolojan, caduto con un voto di sfiducia il 5 maggio (AGERPRES). L’unica maggioranza praticabile richiede che socialdemocratici e liberali, contrari a governare insieme, votino lo stesso governo prima che il 15 novembre scada il termine per il bilancio 2027 (Public Finance Law).

Niculescu, già ambasciatore in Francia, ha accettato la candidatura e indicato nella costruzione di una maggioranza il suo primo compito (AP). Dan sostiene di aver scelto la persona con maggiori possibilità di trovarla, lasciando aperta la composizione del governo: i ministri saranno politici di partito o tecnici?

La scommessa è che partiti che hanno respinto il candidato premier di un avversario possano accettare una figura che non appartiene a nessuno di loro. Le candidature sostenute dai partiti non hanno portato a nulla: a giugno due sono cadute, una con la restituzione dell’incarico e l’altra dopo un voto fallito (DW, TVR). L’ultimo candidato, Siegfried Mureșan, aveva il sostegno del liberale PNL, del riformista USR e dell’UDMR, che rappresenta la minoranza ungherese. Il 30 settembre ha ottenuto appena 182 voti (AP, To Brief).

Dove si trovano i voti

Per insediare un nuovo governo serve la maggioranza dei deputati e dei senatori riuniti in seduta comune: con la composizione attuale, 233 voti (Constitution, Chamber register, Senate register). I partiti che sostenevano Mureșan non possono raggiungere quella soglia neppure contando sul voto di tutti i deputati delle minoranze nazionali; qualsiasi maggioranza passa quindi per i socialdemocratici del PSD.

PSD, PNL e UDMR dispongono insieme di 238 seggi tra le due Camere, appena cinque in più del necessario (Chamber register, Senate register). Il margine è esiguo: basterebbero poche assenze o defezioni in uno qualsiasi dei tre partiti per far cadere il governo. Il giorno della nomina di Niculescu, nessuno di loro gli aveva promesso i propri voti (DW).

Votare un governo senza entrarci

Il voto di fiducia chiede ai partiti di sostenere un governo, non di occuparne i ministeri: è in questo spazio che Niculescu dovrà muoversi, mentre ciascuna forza ha posto condizioni diverse.

Il leader del PSD, Sorin Grindeanu, voleva per sé la carica di primo ministro. Ha detto che la scelta di Dan ignora i numeri parlamentari e che il PSD non darà carta bianca a un altro esperimento politico (Radio România Actualități). Le sue parole escludono un sostegno incondizionato, ma non un accordo negoziato.

Bolojan, oggi primo ministro ad interim e leader del PNL, teme il contrario. Ha escluso un governo insieme al PSD, ma non ha chiuso alla possibilità di votare il governo Niculescu dopo averne esaminato programma e squadra (Radio România Actualități). La sua posizione esclude un esecutivo in cui entrambi i partiti abbiano ministri, ma lascia aperta la strada a un governo con uno solo dei due, o con nessuno.

L’UDMR potrebbe fare da ponte. Il capogruppo alla Camera, Csoma Botond, ha detto che i suoi potrebbero sostenere Niculescu se PNL e PSD cedessero entrambi; il leader del partito, Kelemen Hunor, ha aggiunto che l’UDMR potrebbe appoggiare un governo senza assumere ministeri (Transtelex). Altrove le porte sono chiuse: Dominic Fritz, dell’USR, ha respinto l’ipotesi di ministri del PSD o di un controllo del partito sul governo, mentre i nazionalisti di AUR hanno promesso zero voti e anche SOS România ha detto no.

Perché il bilancio alza la posta

La Costituzione concede al candidato dieci giorni per chiedere la fiducia al Parlamento (Constitution). Se, come riportato, il decreto è apparso sulla Gazzetta ufficiale il 6 ottobre, la scadenza cade il 16 ottobre (Euronews Romania).

Dan ha un’alternativa, ma non vuole percorrerla: può sciogliere il Parlamento dopo aver consultato i suoi leader, ma soltanto se l’assemblea ha respinto almeno due richieste di fiducia e non è riuscita a sostenere un governo entro 60 giorni. Entrambe le condizioni sono soddisfatte (Constitution). Dan sostiene che nuove elezioni aggiungerebbero mesi di governo ad interim (Gândul).

Il vincolo è concreto: la Costituzione limita il governo il cui mandato è terminato agli atti necessari per la gestione degli affari pubblici (Constitution). Non è chiaro se questo gli consenta di presentare un bilancio completo, e un governo privo di maggioranza faticherebbe comunque ad approvarlo. Il bilancio dovrà rispettare il calendario dell’UE per ridurre il deficit della Romania sotto il 3% del PIL entro il 2030 (Council). Il 2 ottobre S&P ha confermato il rating della Romania a BBB−, un gradino sopra il livello speculativo, con prospettive negative, indicando l’incertezza politica tra i rischi (S&P).

Dan ha scelto un candidato che nessuno dei due principali rivali può rivendicare come proprio. Il loro rifiuto di governare insieme lascia però una strada più stretta: votare insieme la fiducia. Il PSD dovrebbe rinunciare a imporre condizioni sotto il proprio controllo e il PNL votare un governo sostenuto anche dal PSD, purché i due partiti non vi siedano insieme. Finora né Grindeanu né Bolojan hanno offerto i loro voti, e il bilancio non aspetterà.

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