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EU_PUBLIC_AFFAIRS01 / 08 · storia del giorno3 min · 738 parole · 142 fonti

Romania monitora droni russi, non spara

Scritto dall IAto brief AI · 3 giugno 2026, 03:50
Come è stata scritta

Diplomatic protocols and paper procurement offer no friction against the night’s incoming drones.

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il testo · 3 min di lettura

Il 29 maggio un drone russo Geran-2 si è schiantato contro il decimo piano di un condominio a Galați, in Romania, ferendo una donna e un bambino. Era la prima volta che un drone russo provocava vittime civili sul territorio della NATO. Nel giro di cinque giorni Bucarest ha convocato una emergency UN Security Council session, messo insieme una coalition of 56 states condemning Russia e chiesto formalmente agli alleati della NATO l’invio di sistemi anti-drone. Sul piano diplomatico, la risposta è stata imponente. Sul piano militare, per ora, non è arrivato nulla.

Il sistema ha visto tutto e non ha sparato

Il ministro della Difesa romeno, Radu Miruță, ha chiarito il punto debole già nelle ore successive: Bucarest aveva chiesto alla NATO capacità anti-drone temporanee nel febbraio 2026, with no result. Gli acquisti nazionali attraverso SAFE, il nuovo fondo europeo per gli appalti della difesa, arriveranno tra circa diciotto mesi. «I droni russi non arrivano dai PDF», ha detto Miruță ai giornalisti. «Arrivano di notte e tirano giù i palazzi. Non combattiamo con PowerPoint» (Adevărul).

Il 2 giugno il Comandante supremo alleato in Europa della NATO ha convalidato la richiesta romena durante una Capability Generation Conference, invitando i Paesi alleati a offrire sistemi su base volontaria. La convalida, però, è tecnica. Il via libera politico dei governi non è ancora arrivato. La Romania ha seguito il drone di Galați per tutta la traiettoria. Gli F-16 erano in volo e autorizzati all’uso delle armi. Ma in una finestra di quattro minuti l’intercettazione è diventata impossibile per due vincoli: le regole giuridiche che in tempo di pace impediscono di sparare nello spazio aereo ucraino e l’assenza di un sistema anti-drone terrestre capace di ingaggiare il bersaglio sul territorio romeno.

Il caso rivela una crisi dottrinale più profonda. Il 19 maggio un F-16 romeno aveva abbattuto un drone sul territorio estone, creando un precedente che resta irrisolto. Le regole dell’Air Policing della NATO nascono per scenari binari: spazio aereo alleato o spazio aereo ostile. I droni che deviano dai campi di battaglia ucraini verso i Paesi NATO creano invece una terza categoria che le regole d’ingaggio esistenti non sanno trattare con pulizia. L’Alleanza non ha ancora un protocollo condiviso per questo tipo di sconfinamento.

Tutti improvvisano, nessuno coordina

Lungo il fianco orientale della NATO, ogni Paese sta costruendo una risposta propria, senza un’architettura comune. La Lettonia, dopo che droni provenienti dalla Russia crashed into its territory on May 7, ha iniziato a dispiegare mobile drone-intercept units al confine russo: squadre di quattro soldati armate con droni intercettori prodotti in Lettonia. L’Estonia ha installato lungo la stessa frontiera i primi first stationary drone-detection systems. La Polonia, separatamente, sta costruendo un proprio sistema anti-drone.

Il 21 maggio i presidenti di Estonia, Lettonia e Lituania hanno presentato una joint demand per trasformare il Baltic Air Policing, cioè le missioni a rotazione con cui i caccia alleati pattugliano lo spazio aereo baltico, in una missione permanente di difesa aerea dotata anche di capacità anti-drone. Il linguaggio della solidarietà resta forte. Le crepe, però, sono visibili. Al vertice dei Nove di Bucarest, il formato di coordinamento del fianco orientale, l’Ungheria si è astenuta. La Bulgaria ha rifiutato di sostenere un tribunale speciale. Lo stesso ministro degli Esteri romeno ha riconosciuto che l’attacco di Galați avrebbe giustificato il ricorso all’articolo 4, il meccanismo formale di consultazione della NATO in caso di minaccia alla sicurezza, ma Bucarest ha scelto canali diplomatici più morbidi, secondo quanto riferito anche per le pressioni degli alleati contrari a un’escalation.

La Romania ha expelled the Russian consul in Constanța e ordinato la chiusura del consolato. L’inviato russo all’ONU ha liquidato la riunione del Consiglio di sicurezza come teatro politico (UN press release, DW). Gli Stati Uniti, in quella sede, hanno ribadito che difenderanno «ogni centimetro del territorio NATO». Nel solo 2026 la Romania ha già subito quindici incidenti con droni. L’Alleanza non ha mai attivato l’articolo 4 in risposta a nessuno di essi.

Ankara arriva nel momento sbagliato

Il vertice NATO di Ankara è in calendario per il July 7-8. I Paesi del fianco orientale vi arriveranno chiedendo più protezione proprio mentre Washington riduce la disponibilità di caccia e aerei cisterna in Europa. A maggio il Pentagono ha cancellato un dispiegamento previsto di 4.000 militari in Polonia.

Lo schema visto a Galați è ormai quello dell’intero fianco orientale: le dichiarazioni salgono di tono, mentre le capacità difensive restano nazionali, frammentate e lontane mesi dalla consegna. Il drone che ha colpito Galați ha impiegato quattro minuti dal confine al palazzo. I tempi degli appalti dell’Alleanza arrivano alla fine del 2027.

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6/3/2026, 2:52:29 AM
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