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EU_PUBLIC_AFFAIRS02 / 05 · storia del giorno3 min · 643 parole · 37 fonti

Rosgvardia prepara la legge marziale

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Scritto dall IAto brief AI · 26 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The Kremlin’s domestic rulebook hardens to sustain the weight of a prolonged war.

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il testo · 3 min di lettura

La Guardia nazionale russa, la Rosgvardia, ha preparato modifiche al proprio regolamento di protezione civile. Non è un corpo qualunque: protegge il Cremlino, sorveglia infrastrutture sensibili e interviene nella gestione dell’ordine interno. Per questo la revisione pesa più di un ordinario riordino amministrativo.

Diverse testate russe indipendenti riferiscono lo stesso cambiamento di fondo: l’ordine di protezione civile del 2018 verrebbe riscritto per includere le minacce che possono emergere durante la mobilitazione, la legge marziale e le condizioni di guerra, estendendo inoltre la pianificazione delle evacuazioni anche al personale militare della stessa forza (Meduza, Agentstvo, The Moscow Times).

Una modifica interna dal peso politico

La spiegazione ufficiale è tecnica. Secondo le ricostruzioni, la nota illustrativa presenta l’intervento come un adeguamento dell’ordine della Rosgvardia alla legge russa sulla protezione civile del 2025, che ha già introdotto i riferimenti alla mobilitazione e alla legge marziale nel quadro generale (Verstka, Zamin). Formalmente, dunque, si tratta di una modifica interna adottata da un’agenzia di rango inferiore: non un decreto presidenziale, né un ordine di mobilitazione.

A fare la differenza è l’istituzione coinvolta. Il Council on Foreign Relations descrive la Rosgvardia come uno strumento centrale del potere interno di Putin (CFR). Quando il braccio coercitivo domestico del Cremlino aggiorna le proprie regole per continuare a operare in condizioni di guerra, la revisione assume un significato politico che la normale amministrazione non avrebbe.

Gli analisti leggono la bozza come uno dei segnali che Mosca stia predisponendo l’architettura normativa necessaria a una postura di guerra più dura, compresa l’eventualità di una nuova mobilitazione (TVP World). La distinzione resta però essenziale: la bozza prepara la forza alle condizioni in cui una mobilitazione dovrebbe essere gestita, ma non dimostra che Putin ne abbia ordinata una.

Due letture sul fianco orientale europeo

Le capitali del fianco orientale europeo colgono lo stesso segnale con accenti diversi, ma le risposte seguono due linee: pianificazione difensiva concreta e cautela contro interpretazioni eccessive.

La Polonia è il Paese più allarmato. Varsavia collega la bozza a un quadro più ampio fatto di droni, sabotaggi e provocazioni russe, presentando le fortificazioni di confine dell’Eastern Shield e il sostegno del genio militare tedesco come una risposta necessaria (Polsat News, DW). La Lituania ha scelto l’approccio più operativo, rafforzando la protezione delle infrastrutture energetiche critiche, compresi il terminale GNL di Klaipeda e l’interconnessione elettrica LitPol Link, mentre il comandante dell’esercito afferma pubblicamente che al momento non esiste una minaccia militare russa diretta (Delfi, TV3).

Sul versante più prudente, la Finlandia inserisce il tema nel proprio modello di sicurezza complessivo: nessuna minaccia immediata, ma una barriera di 200 chilometri lungo il confine orientale in costruzione e i poteri della guardia di frontiera in fase di riesame (Yle). L’Estonia offre la lettura più scettica. Su Postimees, l’analista Rainer Saks sostiene che manchino informazioni affidabili sulla capacità della Russia di costruire rapidamente le infrastrutture e l’addestramento necessari a una mobilitazione su scala molto ampia (Postimees).

Che cosa conferma il regolamento

La bozza non dice se la Russia mobiliterà di nuovo, né quando. Secondo le informazioni disponibili, non sono emerse prove operative di ordini per la gestione dei riservisti, ampliamenti delle basi di addestramento o contratti di trasporto che confermino un passaggio dalla formulazione giuridica all’azione. Resta inoltre incerto se il testo sia stato adottato in via definitiva.

La modifica conferma qualcosa di più circoscritto, ma rilevante per l’Europa. La Russia sta inserendo la propria forza di controllo interno dentro un quadro giuridico di guerra. Un regime che irrobustisce questo apparato può assorbire meglio la pressione di un conflitto prolungato, gestire il malcontento durante un’eventuale nuova ondata di mobilitazione e mantenere funzionante il fronte interno mentre continua a esercitare pressione all’esterno. Per le capitali del fianco orientale, il segnale riguarda meno il calendario di una possibile invasione che la capacità di Mosca di sostenere nel tempo la guerra che sta già conducendo.

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7/26/2026, 1:40:31 AM
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