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EU_ECONOMICS02 / 05 · storia del giorno3 min · 656 parole · 35 fonti

Una società da RUB 10,000 sfida quattro colossi

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Scritto dall IAto brief AI · 19 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

A paper-thin company takes command of Europe’s stranded Russian businesses.

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il testo · 3 min di lettura

Andrey Krayushkin è diventato direttore generale di L.E.V. Management il 10 settembre 2026. La società era stata registrata a Mosca nell'ottobre 2024 con un capitale dichiarato di 10.000 rubli. In precedenza Krayushkin era stato primo vicedirettore del dipartimento per la migrazione del ministero dell'Interno russo (Ecomhub). Le fonti esaminate non identificano il proprietario effettivo di L.E.V.

Una settimana dopo la nomina, Vladimir Putin ha firmato il decreto n. 661, sottoponendo all'amministrazione temporanea di L.E.V. le filiali russe di Nestlé, Auchan, Lemana Pro, il marchio succeduto a Leroy Merlin, e del gruppo logistico FM Logistic (TKS). Krayushkin ora esercita i diritti di voto sulle quote, nomina i dirigenti e controlla i bilanci delle società operative appartenenti a gruppi francesi, svizzeri e tedeschi.

Come la Russia separa la proprietà dal controllo

L'«amministrazione temporanea» è lo strumento giuridico con cui la Russia sottrae a una società straniera tutti i poteri che rendono utile la proprietà. La casa madre europea resta iscritta nel registro degli azionisti, ma l'amministratore assume i diritti di voto, i seggi nei consigli, la strategia commerciale e la distribuzione degli utili (Kremlin, Consultant Plus). Una partecipazione di cui non si possono esercitare i diritti di voto, gestire l'attività o disporre è una partecipazione soltanto nominale.

Il decreto riguarda società che si trovavano in posizioni diverse. Auchan e Nestlé operavano ancora in Russia (MarketScreener). Groupe Adeo aveva annunciato nel 2023 il trasferimento della catena Leroy Merlin alla gestione locale, con il nuovo nome Lemana Pro. FM Logistic aveva fatto un annuncio analogo. Tuttavia, nei documenti sulla proprietà citati dal decreto, le società holding straniere risultavano ancora azioniste (Reuters via Investing.com). Gli abbandoni annunciati non equivalevano a uscite completate.

Due precedenti, lo stesso esito

I precedenti di amministrazione temporanea hanno prodotto due risultati: una vendita gestita politicamente a forte sconto oppure l'esclusione prolungata del proprietario dal controllo. Nessun proprietario europeo ne è uscito indenne.

L'attività lattiero-casearia russa di Danone è stata sottoposta al controllo statale nel luglio 2023. Mosca ne ha affidato la gestione al nipote di Ramzan Kadyrov e ha poi autorizzato la vendita a un acquirente legato alla stessa rete politica. Danone ha completato l'operazione nel maggio 2024, contabilizzando svalutazioni per circa 1,2 miliardi di euro, cioè rettifiche che riflettevano la differenza tra il valore attribuito nei bilanci all'attività russa e quanto effettivamente recuperato (Danone, Swissinfo).

La finlandese Fortum e la tedesca Uniper rappresentano l'altro percorso. Le rispettive controllate russe nella generazione elettrica restano sotto amministrazione statale. Le capogruppo le hanno svalutate complessivamente di circa 1,7 miliardi di euro e hanno smesso di includerle nei conti consolidati (Fortum, EPRussia). A distanza di anni, nessuna delle due società ha recuperato qualcosa.

Secondo l'analisi di Rödl & Partner sulle regole obbligatorie per l'uscita dal mercato russo, la normativa impone agli acquirenti autorizzati di pagare non più del valore di mercato, applicando uno sconto di almeno il 50% (Rödl & Partner). L'acquirente ottiene un'azienda operativa a metà prezzo; il venditore europeo assorbe la differenza.

Ciò che resta da chiarire

Il meccanismo è ormai collaudato: l'amministrazione temporanea trasferisce il controllo, le autorità russe scelgono l'acquirente e fissano il prezzo, mentre il proprietario straniero contabilizza la perdita. L'esito per Nestlé, Auchan, Lemana Pro e FM Logistic non è ancora deciso, ma ogni precedente indica la stessa direzione.

Le prove disponibili non chiariscono se ai quattro nuovi bersagli verrà proposta almeno una vendita a prezzo scontato oppure se raggiungeranno Fortum e Uniper in un limbo indefinito. Nestlé ha dichiarato di stare «valutando l'impatto» del decreto (MarketScreener). Auchan non ha rilasciato commenti pubblici. Le società coinvolte appartengono a gruppi francesi, svizzeri e tedeschi, ma ciascuna tratta l'uscita separatamente, senza un quadro europeo comune per recuperare valore.

La portata pratica del decreto è chiara: l'amministrazione temporanea non è più una risposta eccezionale, ma uno strumento ordinario, applicato quando Mosca decide che il titolo formale di proprietà di un gruppo europeo ha esaurito la propria utilità come leva negoziale.

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