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EU_ECONOMICS05 / 08 · storia del giorno3 min · 654 parole · 145 fonti

Russia accelera il reclamo Euroclear da €217 billion

Scritto dall IAto brief AI · 27 maggio 2026, 03:50
Come è stata scritta

The frozen status quo begins to melt as interest revenues slowly evaporate.

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il testo · 3 min di lettura

Un tribunale di Mosca ha disposto il 27 maggio l’esecuzione accelerata di una richiesta da 18,2 mila miliardi di rubli (~217 miliardi di euro) avanzata dalla banca centrale russa contro Euroclear, la camera di compensazione con sede a Bruxelles che regola gran parte degli scambi transfrontalieri di titoli in Europa (The Moscow Times). La decisione salta il normale percorso d’appello e consente alla Russia di chiedere il pagamento immediato. Euroclear ha respinto in radice la giurisdizione di Mosca, definendo le pretese «not recognised under EU law» (Meduza). Fuori dalla Russia, però, la sentenza non ha presa: Mosca non ha un trattato bilaterale di esecuzione con il Belgio e non dispone di un meccanismo per aggredire gli asset di Euroclear, che si trovano interamente nell’UE (HCCH Status Table). Serve piuttosto ad aggiungere incertezza giuridica a un dossier già intricato. E quell’incertezza ha una funzione precisa.

La rendita silenziosa del Belgio

Euroclear custodisce 200 miliardi di euro di asset russi congelati, pari al 93% di tutti gli asset di questo tipo nell’UE (Belga News Agency). Queste somme generano interessi enormi: 6,9 miliardi di euro nel 2024, scesi a 5 miliardi nel 2025 dopo che la BCE (la Banca centrale europea, che fissa i tassi dell’eurozona) ha tagliato il costo del denaro (Euroclear 2025 Results, VRT NWS).

L’UE assorbe gran parte di questi proventi attraverso una «windfall contribution» del 99,7%, un prelievo obbligatorio sui ricavi straordinari che Euroclear ottiene dagli asset congelati. Finora circa 6,6 miliardi di euro sono arrivati all’Ucraina (compensation.com.ua). Il Belgio, però, trattiene l’imposta societaria sugli extraprofitti di Euroclear: circa 1,7 miliardi di euro nel solo 2024, secondo cinque diplomatici UE citati da RBC Ukraine. Quelle entrate restano nel bilancio belga, non in quello ucraino.

Sia il Belgio sia Euroclear hanno interesse a mantenere il congelamento nella forma attuale: asset bloccati, interessi che maturano, imposte che entrano. La confisca integrale del capitale, sostenuta da Paesi Bassi, Polonia e Stati baltici, chiuderebbe del tutto quel flusso. Il primo ministro belga Bart De Wever chiede «unlimited financial guarantees» dall’UE prima di prendere in considerazione la confisca, una condizione che difficilmente Bruxelles potrà soddisfare (EU Today).

Le cause come nebbia giuridica

Mosca sta portando avanti cause parallele pensate per rendere il quadro ancora più opaco. Oltre alla sentenza moscovita, priva di reale eseguibilità all’estero, la banca centrale russa ha presentato due ricorsi davanti al Tribunale dell’UE in Lussemburgo. Il primo contesta il regolamento del dicembre 2025 che ha congelato gli asset a tempo indeterminato. Il secondo attacca il regolamento del febbraio 2026 che indirizza verso l’Ucraina gli interessi maturati (Courthouse News, Kyiv Independent). Non si attendono decisioni prima della fine del 2027.

È improbabile che questi ricorsi vadano a buon fine. La strategia è guadagnare tempo. Ogni causa pendente offre agli Stati membri più prudenti un argomento in più per rinviare il passo decisivo: confiscare il capitale.

L’erosione vera è matematica

Il tasso sui depositi della BCE (il tasso che le banche commerciali ricevono sui depositi overnight presso la banca centrale e che ancora gran parte dei rendimenti di breve periodo nell’eurozona) è ora al 2,00%, dopo aver toccato un picco del 4,00% (ECB). Ogni taglio da 25 punti base riduce di circa 485 milioni di euro l’anno gli interessi prodotti dagli asset congelati.

Il programma di prestiti ERA del G7 da 50 miliardi di dollari (Extraordinary Revenue Acceleration, prestiti all’Ucraina rimborsati con gli interessi sugli asset russi congelati) partiva dall’idea che quei ricavi sarebbero rimasti consistenti (White House ERA briefing). Ai tassi attuali, il reddito annuo si è già dimezzato rispetto ai livelli del 2024.

Se in una fase di rallentamento i tassi scendessero ancora, l’UE si troverebbe davanti a una scelta scomoda: emettere nuovo debito comune per coprire il buco, soluzione osteggiata dai Paesi Bassi, oppure confiscare finalmente il capitale, opzione bloccata dal Belgio. La nebbia legale russa non deve vincere in tribunale. Le basta che l’Europa continui a discutere con sé stessa mentre gli interessi si assottigliano.

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5/27/2026, 3:05:57 AM
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