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TECH_SCIENCE06 / 08 · storia del giorno3 min · 729 parole · 146 fonti

Cosmos 2546 dietro i blackout GPS

Scritto dall IAto brief AI · 8 giugno 2026, 03:50
Come è stata scritta

Russian orbital pulses cause the continent’s navigation infrastructure to lose its grip on reality.

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il testo · 3 min di lettura

Da qualche parte sopra di noi, a circa 36.000 chilometri di quota, un satellite militare russo emette verso la Terra un impulso di energia radio. Dura meno di cinque secondi. La mappa sul telefono ha un sussulto e poi riprende. Un pilota vicino a Varsavia vede per un istante un avviso sul display di cabina, prima che il segnale torni. Nel Baltico, una nave cargo ha un’incertezza momentanea sul pilota automatico.

Questi impulsi invisibili attraversano l’Europa dall’ottobre 2019. Fino alla settimana scorsa nessuno era riuscito a dimostrare da dove partissero. Ora alcuni ricercatori li hanno ricondotti a specifici satelliti militari russi, portando alla luce una forma di disturbo orbitale del GPS che le istituzioni europee della sicurezza non avevano mai riconosciuto pubblicamente.

Triangolare un fulmine dallo spazio

Lo studio, "Chasing Lightning," ha analizzato sette anni di dati raccolti da 165 GPS reference stations gestite dall’International GNSS Service e archiviate dalla NASA. Il gruppo guidato da Todd Humphreys, dell’Università del Texas, ha individuato 75 giorni distinti in cui stazioni dalla Svalbard alla Spagna fino alla Groenlandia hanno registrato cali improvvisi e sincronizzati del segnale GPS. Ogni episodio è durato fra tre e cinque secondi.

La simultaneità è il punto decisivo. Nessun trasmettitore terrestre, nemmeno l’36-antenna installation in Kaliningrad della Russia, può coprire nello stesso istante un’area geografica così vasta. La sorgente doveva trovarsi nello spazio.

La prova è arrivata nel febbraio 2026, quando due stazioni di tracciamento ad altissima sensibilità, ad Amsterdam e Trondheim, hanno catturato lo stesso impulso. In Norvegia è arrivato 139 microseconds earlier. È come ascoltare un tuono da due punti diversi e triangolare il luogo in cui è caduto il fulmine: quella differenza temporale disegna nello spazio la superficie sulla quale deve trovarsi la sorgente. Confrontata con tutti i satelliti tracciati in orbita, la firma corrispondeva a uno solo: Cosmos 2546, satellite militare russo di allerta precoce (arXiv:2606.03673, Boston Globe). L’allineamento era preciso entro 200 metri. La spagnola GMV, principale appaltatore dell’ESA per Galileo, ha ran a separate investigation and reached the same conclusion.

Un segnale con un calendario

L’interferenza raggiunge il picco a 1,577.5 MHz, close to the civilian GPS frequency, with enough power to suppress GPS, Galileo, and China's BeiDou simultaneously while leaving Russia's own GLONASS untouched. Gli eventi si concentrano nei giorni feriali, durante l’orario di lavoro europeo. Un guasto casuale non rispetta il calendario.

Lo studio è un preprint, dunque non è ancora passato dalla revisione tra pari, e gli autori riconoscono di non poter dimostrare l’intenzione. Ma il primo episodio registrato risale all’October 2019, one month after Russia's first operational EKS satellite reached orbit. EKS è la rete russa di allerta precoce per il rilevamento dei missili, e la coincidenza temporale è difficile da liquidare.

Due strati dello stesso problema

L’attenzione europea si è concentrata finora sulle interferenze continue da terra provenienti da Kaliningrad, capaci di deviare droni e disturbare la navigazione marittima per ore. Gli impulsi orbitali sono un’altra cosa: più brevi, più sfuggenti e più difficili da contrastare. Il 5 giugno un drone marittimo ucraino ha perso il contatto con gli operatori e si è self-destructed inside Romania's Constanța port dopo una prolungata interferenza GPS. Nelle ore precedenti, piattaforme di monitoraggio open-source avevano misurato interference at 200% of baseline. Quel tipo di disturbo persistente arriva da trasmettitori terrestri.

Gli impulsi satellitari di cinque secondi non fanno precipitare i droni. Producono un effetto più sottile: intaccano simultaneamente, su scala continentale, l’affidabilità della navigazione. I dati di EUROCONTROL dell’agosto 2024 indicavano circa 1,500 flights per day experiencing GPS disruption. La sola Finlandia ha segnalato 1,200 incidents in a single year, contro i 239 dell’anno precedente. Gli aerei reggono perché i piloti possono ricorrere alla navigazione inerziale. Ma un degrado costante e difficile da provare mina la fiducia nei sistemi su cui poggiano sincronizzazione, logistica e trasporti moderni.

Nove anni senza scudo

La principale contromisura europea, il protocollo di autenticazione OSNMA di Galileo, è entrata in funzione nel luglio 2025. Serve a verificare che un segnale di navigazione provenga davvero da un satellite autentico e non da un falso trasmettitore terrestre. In questo caso, però, OSNMA non basta, perché difende dallo spoofing, cioè dai segnali falsi, non dal jamming, cioè dalla soppressione del segnale.

La vera risposta dovrebbe essere Céleste, una costellazione prevista in orbita bassa, capace di trasmettere segnali più potenti e quindi più difficili da sopraffare. L’ESA ha lanciato due dimostratori nel marzo 2026, che hanno sent their first navigation signal on April 8. La costellazione operativa è attesa around 2035.

Resta dunque una finestra di nove anni senza una difesa efficace contro il jamming orbitale. Regno Unito e Francia stanno dispiegando eLoran, a high-power terrestrial backup resistant to space-based interference, ma il resto del continente non ha ancora una tabella di marcia definita. Di fronte alle accuse, Mosca has demanded Europe "present at least some evidence." I ricercatori l’hanno appena fornita. Ora conta capire se l’Europa considererà il caso una curiosità scientifica o un’emergenza infrastrutturale.

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6/8/2026, 3:01:08 AM
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