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EU_PUBLIC_AFFAIRS03 / 18 · storia del giorno3 min · 718 parole · 37 fonti

Droni russi sulle basi NATO

Scritto dall IAto brief AI · 4 luglio 2026, 03:50
Come è stata scritta

Maritime shadows reach inland as Russian-linked vessels are tied to European drone incursions.

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il testo · 3 min di lettura

Alla fine dello scorso anno, droni non identificati sono comparsi sopra tre basi aeree nei Paesi Bassi e in Belgio: Volkel, Eindhoven e Kleine-Brogel. Tutte e tre ospitano testate nucleari statunitensi nell'ambito del programma NATO di condivisione nucleare, che consente ad alcuni alleati di custodire armi americane utilizzabili solo con l'autorizzazione di Washington. Sono, per questo, tra i siti militari più sensibili dell'Europa occidentale. Secondo una nuova valutazione dell'International Institute for Strategic Studies (IISS), quei voli rientrerebbero in un quadro più ampio: 144 episodi segnalati con droni in 13 Paesi europei tra agosto 2024 e febbraio 2026, che l'IISS ritiene con alta probabilità parte di una campagna diretta dal Cremlino (IISS, New York Times).

Il quadro è plausibile. Le prove, però, non sono pubbliche.

Flotta ombra, doppio uso

L'IISS punta l'attenzione sulla flotta ombra russa: petroliere e cargo che, attraverso assetti proprietari opachi e bandiere di comodo, continuano a trasportare petrolio russo aggirando le sanzioni europee. La stessa opacità che nasconde le spedizioni di greggio renderebbe quelle navi adatte anche a operazioni negabili. L'istituto cita due unità, Hav Dolphin e Seasons 1, collegandole a episodi con droni nei pressi di siti militari britannici e tedeschi (BBC, Spiegel). Gli avvistamenti nei Paesi Bassi e in Belgio sarebbero inoltre coincisi con la sparizione dai tracciamenti, nel Mare del Nord, di navi legate alla Russia, dopo lo spegnimento dei transponder (Guardian).

La polizia federale tedesca e le forze belghe hanno ispezionato la Hav Dolphin senza trovare elementi conclusivi (t-online). Nessun governo ha pubblicato tracce radar, intercettazioni radio o resti di droni che colleghino uno specifico velivolo a una specifica nave. L'IISS ha prodotto una valutazione di intelligence, non un dossier forense.

Il punto decisivo è dove si trova la nave

La possibilità per l'Europa di agire dipende dalla geografia, misurata in miglia nautiche. Nelle acque territoriali, cioè entro circa 22 chilometri dalla costa, lo Stato esercita piena sovranità. Una nave che lanciasse droni in quella zona perderebbe il diritto al passaggio inoffensivo, il principio giuridico che consente alle imbarcazioni straniere di transitare pacificamente senza interferenze, e potrebbe essere fermata (UNCLOS).

Oltre quella linea, nella zona economica esclusiva o in alto mare, la logica si rovescia. La nave risponde allo Stato di bandiera. Un mercantile fermo appena fuori dalle acque territoriali diventa estremamente difficile da abbordare sulla base di un semplice sospetto, anche quando i servizi ritengano che pochi minuti prima abbia trasportato droni. L'Europa può sospettare la nave, ma il sospetto non offre alla polizia un potere chiaro di abbordaggio.

Gli strumenti più robusti dell'UE funzionano nei colli di bottiglia, non in mare aperto. Il Consiglio dell'UE, dove i ministri degli Stati membri adottano decisioni vincolanti, ha sanzionato centinaia di navi della flotta ombra nei pacchetti sanzionatori numero 16 e 17, negando loro accesso ai porti e ai servizi marittimi (Council 16th, Council 17th). La NATO condivide intelligence e coordina la deterrenza, ma afferma che la responsabilità primaria nel contrasto alle minacce ibride spetta al Paese preso di mira (NATO). Un drone sopra una base olandese è, prima di tutto, un problema olandese.

Pronti, frammentati o al buio

La preparazione nazionale varia molto. La Finlandia è il Paese più vicino a un assetto adeguato. La Guardia di frontiera, che svolge anche funzioni di difesa, riceverà 44 milioni di euro per sistemi anti-drone lungo il confine orientale e la costa, compresi jammer e droni intercettori (Yle). Helsinki guida inoltre un'operazione di sorveglianza marittima nel Baltico che impiega velivoli senza pilota e tracciamento satellitare (Rajavartiolaitos).

La Germania è frammentata. La sicurezza delle infrastrutture civili compete ai Länder. La guardia costiera è una struttura di coordinamento, non un'agenzia unica. I limiti costituzionali all'impiego interno delle forze armate fanno sì che la Bundeswehr possa seguire un drone, ma non possa abbatterlo facilmente fuori da circostanze definite in modo ristretto (Art. 87a GG).

La Danimarca offre un avvertimento diverso. Dopo segnalazioni di droni vicino all'aeroporto di Copenaghen, la polizia ha esaminato radar, telecamere e testimonianze senza riuscire a confermare che i droni fossero davvero presenti. La retorica politica aveva corso molto più in fretta di quanto consentissero le prove (Berlingske, Ground News).

L'Europa spesso riesce a vedere il disegno. Non sa ancora fermarlo con affidabilità. E in alcuni casi non riesce ancora a dimostrare che il disegno esista davvero.

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7/4/2026, 3:18:06 AM
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