I satelliti Tundra disturbano il GPS europeo

The delicate whisper of satellite navigation is crushed by a brute-force shout from orbit.
Composizione immagine · tobriefIl segnale GPS che orienta il telefono è di una debolezza quasi controintuitiva: dopo 20.000 chilometri percorsi dall’orbita, arriva weaker than the thermal noise of stars and sunlight. Funziona perché il ricevitore sa esattamente che cosa cercare e riesce a isolare quel sussurro dal rumore cosmico di fondo. Se però qualcuno, nella stanza accanto, comincia a urlare su una frequenza quasi identica, il sussurro scompare.
In Europa, dall’Islanda all’Italia, è successo almeno 75 volte dal 2019. Quel «qualcuno» è una costellazione di satelliti militari russi orbiting as high as 45,000 km above Earth.
Individuare un satellite dalla sua ombra
Un gruppo dell’Università del Texas, guidato dal professor Todd Humphreys e dallo studente Zachary Clements, ha seguito per anni i crolli improvvisi nella qualità del segnale GPS registrati dalle stazioni di monitoraggio europee. Ogni volta, il segnale di navigazione collapsed by roughly a factor of ten, nello stesso momento, su ricevitori distanti migliaia di chilometri. Un disturbatore a terra, limitato dalla curvatura terrestre, non può produrre una geometria di questo tipo.
La traccia porta ai satelliti russi Tundra, parte del sistema di allerta precoce EKS/Kupol early-warning system, concepito per rilevare lanci di missili balistici. Questi satelliti seguono orbite fortemente ellittiche, restano per ore vicino all’apogeo e osservano l’Artico e l’Europa settentrionale. Il compito principale è sorvegliare le scie dei razzi, ma le trasmissioni verso Terra usano la frequenza di 1.577,5 MHz, just 2.5 MHz from the GPS L1 frequency at 1,575 MHz. Con un trasmettitore potente, quella vicinanza basta perché energia radio finisca nella banda GPS, come un amplificatore che invade la stazione accanto.
Il gruppo ha confermato l’origine con una tecnica chiamata time-difference-of-arrival. È una triangolazione al contrario: si misura lo scarto, nell’ordine dei microsecondi, con cui un impulso di interferenza raggiunge due stazioni lontane, per esempio Amsterdam e Trondheim, separate da 1.500 chilometri. Quel ritardo restringe la sorgente a una superficie a forma di guscio nello spazio; incrociando abbastanza coppie di stazioni, i gusci convergono in un punto. Only one satellite sat at that point: Cosmos 2546, matching to within 200 metres. La società tecnologica spagnola GMV ha independently corroborated the findings con metodi analoghi.
Una frequenza che risparmia solo GLONASS
L’interferenza colpisce GPS, il sistema americano, Galileo, quello europeo, e BeiDou, quello cinese, but leaves Russia's own GLONASS system untouched. La frequenza di downlink sembra scelta in modo da evitare danni al sistema russo e incidere su tutti i concorrenti. I ricercatori non possono ancora dire se sia una progettazione deliberata o un vantaggio tecnico capitato lungo il percorso. Un briefing dell’Aeronautica militare statunitense ha riconosciuto l’interferenza, ma did not publicly assess intent.
Ogni episodio dura meno di dieci secondi ed è sincronizzato con il passaggio del satellite. La maggior parte dei dispositivi recupera tornando all’ultima posizione nota. L’impatto operativo più netto riguarda gli aerei: i velivoli commerciali dispongono di sistemi di riserva, dalla navigazione inerziale ai radiofari terrestri, ma perdere il GPS aumenta il carico di lavoro dei piloti e riduce la precisione delle procedure moderne di avvicinamento che dipendono dal posizionamento satellitare.
La difesa europea ha un angolo cieco
La principale contromisura europea, il sistema di autenticazione Galileo OSNMA authentication system, live since July 2025, consente ai ricevitori di verificare che un messaggio di navigazione provenga davvero da un satellite legittimo. Funziona contro lo spoofing, cioè i segnali falsi broadcast from Kaliningrad's expanding network of 36 ground-based transmitters. Contro il jamming, però, OSNMA non serve: quando il rumore copre fisicamente il segnale, non resta nulla da autenticare.
Il problema più profondo è la capacità di rilevazione. Finora gli apparati europei di sicurezza hanno trattato le interferenze GPS come una minaccia terrestre. Il vettore spaziale è rimasto un angolo cieco analitico, ormai documentato. La Francia è l’unico Paese europeo con una capacità di rilevazione orbitale: il nanosatellite NESS nanosatellite, launched in 2023, carries instruments designed to characterise interference sources from orbit. La Germania prevede di lanciare its own monitoring satellites in autumn 2026. Fino ad allora, l’Europa dipende in larga misura da accademici americani e da dati di stazioni a terra per identificare minacce che arrivano da 45.000 chilometri sopra la testa.
La correzione di lungo periodo, una costellazione europea di navigazione in orbita bassa chiamata Céleste, pensata per trasmettere segnali più forti e difficili da disturbare low-orbit navigation constellation called Céleste that would transmit stronger, harder-to-jam signals, non entrerà pienamente in funzione prima della metà degli anni Trenta. Nel frattempo l’Europa sa che i segnali di navigazione vengono coperti dallo spazio. Non ha ancora strumenti sufficienti per vedere con certezza chi tenga in mano il megafono.
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- claude-opus-4-6
- Generated:
- 6/6/2026, 3:11:41 AM
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