Sei Paesi chiedono tagli al bilancio UE

Europe seeks deep savings while its largest spending commitments remain defended.
Composizione immagine · tobriefGermania, Paesi Bassi, Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia chiedono di sottrarre «diverse centinaia di miliardi di euro» alla proposta della Commissione per il bilancio UE 2028-34. In una lettera datata 28 settembre, hanno chiesto che il taglio entri nella bozza che l’Irlanda sta preparando (Euronews, Irish Times). La lettera non indica quali programmi dovrebbero perdere risorse, mentre il premier finlandese difende già la quota destinata all’agricoltura del suo Paese.
I leader hanno inviato la lettera al primo ministro irlandese Micheál Martin. L’Irlanda presiede in questo momento i negoziati sul bilancio tra i governi, un incarico che ruota tra gli Stati membri. Non è stata pubblicata alcuna copia ufficiale, quindi il contenuto è noto attraverso le testate che hanno potuto consultarla.
La richiesta è ampia. Secondo Euronews, i sei vogliono che ogni settore di spesa trovi risparmi, spostando al tempo stesso risorse verso difesa, competitività, innovazione e controllo delle migrazioni. Per quanto riportato, la lettera non indica né una cifra precisa né un programma da tagliare. Lo stesso vale per la dichiarazione congiunta diffusa dai sei il 27 agosto (German government).
Una cifra iniziale più bassa e il veto di ogni Paese
Spetta all’Irlanda indicare la prima cifra. Il prossimo passo sarà una versione aggiornata del «quadro negoziale», il documento di lavoro che definisce le dimensioni possibili del bilancio e la destinazione delle risorse. I leader ne discuteranno al vertice del 15-16 ottobre (Irish Times). Il 22 settembre Dublino aveva già chiesto ai ministri di indicare quali programmi considerassero prioritari (Irish presidency).
La cifra che i sei vogliono ridurre è quella proposta dalla Commissione: 1.763,1 miliardi di euro in sette anni. È calcolata ai prezzi del 2025, quindi depurata dall’inflazione futura, e comprende il rimborso dei prestiti contratti dall’UE per la ripresa dalla pandemia (European Parliament).
Ogni governo può respingere il bilancio definitivo: serve l’unanimità, perciò ciascuno dei 27 Stati membri può bloccarlo (EUR-Lex). È questo veto a dare ai sei un margine di pressione, ma i governi che dipendono dai fondi agricoli e regionali possono opporsi con la stessa forza a tagli profondi. Serve anche il consenso del Parlamento europeo, la cui posizione prevede una cifra superiore a quella della Commissione.
I fondi agricoli e regionali sono le voci che potrebbero risentire maggiormente dei tagli, anche se la lettera non lo dice. Il fondo unico proposto dalla Commissione per la coesione — cioè le risorse UE destinate alle regioni più povere —, l’agricoltura e la pesca rappresenta quasi metà della proposta (Council). Il ministero dello Sviluppo polacco prevede per il Paese una dotazione superiore a 123 miliardi di euro (Polish government), il che aiuta a capire perché Varsavia stia definendo linee rosse (To Brief).
La Finlandia difende la sua quota agricola
Alcuni resoconti hanno definito la lettera un «ultimatum», usando un termine attribuito a un diplomatico anonimo e assente dal testo. Petteri Orpo, primo ministro finlandese, ha respinto questa definizione: ha detto che la Finlandia non chiede tagli ai sussidi agricoli e ha indicato la tutela della quota destinata all’agricoltura come un obiettivo centrale (Yle).
La posizione di Orpo si concilia a fatica con una lettera che chiede a ogni settore di contribuire ai risparmi. Se si esclude la spesa agricola, una delle voci più consistenti, i tagli dovranno ricadere su programmi che i sei non hanno indicato. Da solo un firmatario non può esentare l’agricoltura, ma Orpo ha già chiarito pubblicamente quale terreno il suo Paese intende difendere.
Per i sei, lo stallo offre poco. Se entro il 1° gennaio 2028 non si raggiungerà un accordo sul nuovo bilancio, resteranno in vigore i massimali di spesa dell’ultimo anno del bilancio attuale, fino all’adozione del successivo (EUR-Lex). I fondi continuerebbero ad affluire, mentre i nuovi programmi per la difesa e la competitività, che gli stessi sei sostengono, resterebbero in attesa.
I sei possono spingere al ribasso la cifra della bozza irlandese. Per far approvare un totale inferiore sia ai 27 governi, ciascuno con potere di veto, sia a un Parlamento che chiede di più, dovranno dire ai partner quali programmi tagliare e in che misura.
Details about this article
- Model:
- claude-opus-5-5
- Generated:
- 9/30/2026, 1:49:56 AM
- Pipeline run:
- eu_pipeline_20260930_005007
- Watermark:
- SynthID (Google's invisible watermark)
- Human review:
- None before publication