Skip to main content
EU_ECONOMICS09 / 10 · storia del giorno4 min · 911 parole · 39 fonti

Slovacchia, nessun accordo energetico a Washington

✦
Scritto dall IAto brief AI · 10 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Croatia’s route has supplied Slovakia through a crisis; years remain untested.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 4 min di lettura

L’8 ottobre la ministra dell’Economia slovacca Denisa Saková è andata a Washington per chiedere forniture di gas americano e protezione dalle sanzioni statunitensi, mentre la Slovacchia continuerà ad acquistare greggio russo fino alla fine del 2027 (STVR). Nei resoconti pubblici degli incontri non compare né un contratto di fornitura firmato né un’esenzione statunitense scritta (Denník N). La questione pesa perché alla fine del 2025 il greggio russo rappresentava circa il 90% del petrolio consumato in Slovacchia (European Commission).

Saková era accompagnata da dirigenti di SPP, il principale fornitore di gas del Paese, e di Slovnaft, la raffineria di Bratislava di proprietà del gruppo ungherese MOL Group. Ha riferito che i funzionari statunitensi avevano compreso i tempi previsti per l’uscita dal petrolio russo (STVR). È il resoconto di una conversazione: nessun documento pubblicato lo traduce in un contratto o in una deroga legale.

La rotta croata ha funzionato una volta, per pochi mesi

Per operare a regime, Slovnaft ha bisogno di circa 5,5-6 milioni di tonnellate di greggio all’anno (Reuters). Saková ha definito la rotta Adria l’unica alternativa realistica all’oleodotto russo Druzhba (STVR). Le petroliere scaricano il greggio al terminale croato di Omišalj, da dove l’oleodotto JANAF lo trasporta attraverso Croazia e Ungheria fino in Slovacchia.

Per il 2026 MOL ha prenotato 2,05 milioni di tonnellate di trasporto tramite JANAF con formula take-or-pay: paga la capacità riservata anche se spedisce meno greggio (Croatian government). La prenotazione copre insieme le raffinerie ungheresi e slovacche di MOL, quindi non assicura petrolio alla sola Bratislava.

La prova più concreta arriva dall’interruzione di quest’anno. Quando Druzhba si è fermato, dalla fine di gennaio ad aprile 2026, Slovnaft ha attinto inizialmente alle scorte di emergenza (Reuters); poi ha ripreso una produzione vicina al pieno regime con il greggio arrivato attraverso Adria. I dirigenti hanno segnalato difficoltà anche con altre miscele, cioè greggi con caratteristiche chimiche diverse che la raffineria deve lavorare in modo differente.

L’interruzione ha dimostrato che la rotta può sostenere Slovnaft durante una crisi. L’11 marzo è iniziato un test di dieci mesi dell’intera filiera, dallo scarico delle petroliere alla raffineria, i cui risultati sono attesi all’inizio del 2027 (MOL). Il test dovrà rispondere a una domanda più circoscritta: la linea può garantire forniture regolari, su vasta scala e di anno in anno? Le parti partono da valutazioni diverse. JANAF indica una capacità tecnica di circa 11,8 milioni di tonnellate annue, mentre MOL cita consegne via Adria che tra il 2022 e il 2025 sono state in media di circa 1,3 milioni di tonnellate (BIRN).

Anche per il gas il problema è l’accesso fisico alle infrastrutture. Saková punta a ottenere circa 1 miliardo di metri cubi all’anno a partire da settembre 2027, con un contratto di cinque-sette anni e forniture possibili dagli Stati Uniti, dall’Algeria o dall’Azerbaigian (SITA). La data coincide con quella fissata dalla normativa UE, che dal 30 settembre 2027 vieta le importazioni di gas russo via gasdotto con contratti a lungo termine (Regulation 2026/261). Il GNL, gas raffreddato e portato allo stato liquido per il trasporto via nave, richiede più di un venditore: serve uno spazio prenotato in un terminale costiero per rigassificarlo e capacità nei gasdotti lungo tutto il percorso fino alla Slovacchia, che non ha sbocchi sul mare. Nel 2025 il terminale polacco di Świnoujście ha utilizzato oltre il 99% della propria capacità (ORLEN), ma le informazioni pubbliche non indicano che SPP abbia prenotato uno spazio lì.

Due costi distinti, e chi li sostiene

Una legge firmata da Donald Trump il 18 settembre si applica a un Paese soltanto se questo acquista greggio o gas russo dopo il 18 ottobre ed è tra i cinque maggiori acquirenti (Public Law 119-111). Devono verificarsi entrambe le condizioni. Per i Paesi che rientrano nel caso, la legge consente dazi fino al 100% sulle merci esportate negli Stati Uniti; il presidente può concedere una deroga solo certificandola per iscritto al Congresso (Public Law 119-111).

Finora non sono stati pubblicati né una designazione della Slovacchia né una deroga, e i documenti disponibili non chiariscono se gli acquisti slovacchi rientrino tra i primi cinque. Una licenza del Dipartimento del Tesoro del 9 ottobre riguardava il diesel russo e non citava la Slovacchia (OFAC). Eventuali dazi colpirebbero gli esportatori slovacchi che vendono sul mercato americano.

Sostituire il greggio russo comporta un costo diverso, che ricade sulla raffineria. In Ungheria, nel 2024, il greggio russo è costato in media 471 euro a tonnellata, contro i 564 euro degli altri greggi (Euronews). La differenza spiega perché le raffinerie considerino conveniente la fornitura russa, ma non misura quanto costerebbe a Slovnaft passare ad altre fonti. I nuovi ricavi andrebbero a JANAF e ai venditori di GNL. Quanto arriverebbe agli automobilisti slovacchi dipende dalle imposte e dai margini di raffinazione, cioè dalla differenza tra quanto una raffineria ricava vendendo carburanti e quanto spende per il greggio e le operazioni. Nessun dato pubblicato quantifica questo effetto.

In base a quanto è pubblico, la missione a Washington non ha prodotto né un contratto per le forniture energetiche né una deroga alle sanzioni: resta il resoconto di Saková, secondo cui i funzionari statunitensi avevano compreso i piani del governo. La rotta croata ha permesso a Slovnaft di continuare a operare per alcuni mesi durante la crisi. Finché il test non sarà concluso, all’inizio del 2027 (MOL), nessuno avrà dimostrato che possa sostituire il greggio russo nei volumi richiesti dalla raffineria.

Details about this article
Model:
claude-opus-5-5
Generated:
10/10/2026, 1:37:11 AM
Pipeline run:
eu_pipeline_20261010_005006
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology →