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EU_ECONOMICS03 / 05 · storia del giorno3 min · 723 parole · 28 fonti

Sofia sfida le regole dell’euro

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Scritto dall IAto brief AI · 25 luglio 2026, 02:50
Come è stata scritta

The massive weight of a parliamentary 'yes' lands on a frozen fiscal landscape.

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il testo · 3 min di lettura

Il Parlamento bulgaro ha approvato per il 2026 una legge di bilancio con un deficit pari al 5,7% del PIL e nuovo debito fino a 10,1 miliardi di euro (BTA). Il tetto europeo al deficit, cioè al divario massimo tra quanto uno Stato spende e quanto incassa, è fissato al 3%. La Bulgaria si colloca quasi al doppio.

A trasformare una disputa di finanza pubblica nazionale in un caso europeo è il calendario. La Bulgaria è appena entrata nell’area euro ed è già sottoposta alla procedura formale dell’UE per la correzione dei conti in eccesso. Un Paese che ha appena adottato la moneta comune sta ora mettendo alla prova le regole fiscali del blocco, chiedendo implicitamente a Bruxelles fin dove sia disposta a spingersi.

I numeri continuano a peggiorare

Le previsioni di primavera della Commissione europea avevano già segnalato violazioni persistenti, con deficit al 3,5% nel 2025, al 4,1% nel 2026 e al 4,3% nel 2027 (European Commission). La manovra approvata va oltre persino quello scenario. I dati trimestrali di Eurostat mostrano una traiettoria già in atto: nel primo trimestre del 2026 la Bulgaria ha registrato un disavanzo pubblico del 7,6%, il più alto dell’UE (Eurostat).

Bruxelles ha aperto la procedura per deficit eccessivo, il meccanismo formale che scatta quando un Paese supera la soglia del 3%. Sofia dovrà presentare misure di bilancio approvate, non semplici promesse, entro il 15 ottobre 2026 (Council of the EU, Global Banking & Finance/Reuters). Se continuerà a mancare gli obiettivi, le regole possono arrivare fino alle sanzioni. Il nuovo quadro di bilancio dell’UE guarda alla crescita della spesa, non soltanto al numero secco del deficit: Bruxelles vuole capire se i governi stiano davvero rallentando la dinamica della spesa, anziché limitarsi a migliorare il dato di un singolo anno (European Commission).

Un elemento evita che il caso diventi subito un allarme sul debito. Il debito pubblico bulgaro è intorno al 28,5% del PIL, un livello basso secondo qualsiasi parametro europeo (Eurostat). Il problema non è che la Bulgaria sia senza mezzi. Il punto è che ha aderito all’area euro mentre votava una traiettoria di bilancio di cui a Bruxelles pochi possono fidarsi.

Il confronto con la Francia aiuta a misurare la questione. Il FMI prevede per Parigi un deficit del 5,2% nel 2026, mentre il debito pubblico francese arriva al 117,6% del PIL, circa quattro volte il rapporto bulgaro (IMF, Eurostat). Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, Parigi è sottoposta a pressioni crescenti perché produca un piano credibile, con misure di risparmio che stanno già incidendo sulla spesa sanitaria (To Brief). La Bulgaria verifica se Bruxelles sia in grado di reagire rapidamente quando un piccolo membro dell’area euro approva un deficit peggiore di quello previsto dalla Commissione. La Francia verifica se lo stesso sistema possa mantenere la pressione su una grande economia il cui debito rende la posta continentale. I due casi vengono letti insieme, da Vienna e Berlino fino a Bucarest e Varsavia.

Chi paga davvero

Se la Bulgaria sceglierà di adeguarsi attraverso il contenimento della spesa, i margini saranno stretti. Stipendi, trasferimenti sociali e pensioni rappresentano circa il 76% della spesa (BTA). Questo non significa che quelle voci vengano tagliate automaticamente, ma che nessun aggiustamento serio potrà aggirarle, a meno di aumentare le tasse o rinviare gli investimenti. Nel dibattito interno bulgaro figurano già congelamenti salariali nel settore pubblico come parte del prezzo da pagare.

Se invece Sofia prenderà tempo, il costo non sparirà: cambierà destinatario. Gli investitori chiederanno rendimenti più alti, cioè tassi maggiori per prestare denaro allo Stato, gli interessi assorbiranno una quota crescente del bilancio e i governi successivi erediteranno meno spazio di manovra. Il ministro delle Finanze bulgaro ha suggerito che il deficit effettivo potrebbe risultare inferiore al 5,7% qualora l’avvio tardivo del bilancio lasciasse incompiuti alcuni progetti di investimento (Economic.bg). Migliorerebbe il dato di facciata senza correggere la struttura, secondo uno schema che Sofia ha già utilizzato, sostenendo i numeri di breve periodo con misure una tantum, come anticipi fiscali a carico delle banche, mentre riduceva lo spazio futuro.

Il basso debito dà a Sofia un margine che molti governi europei non hanno. Ma la legge di bilancio approvata sposta il centro della vicenda dalla solvibilità all’applicazione delle regole. La scadenza di ottobre dirà se l’ingresso nell’area euro comporti anche disciplina fiscale, o soltanto una nuova moneta.

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7/25/2026, 1:46:51 AM
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