SoftBank promette, la Francia arretra

Massive digital investments cast long shadows over the stagnant reality of rural French industry.
Composizione immagine · tobriefIl nono vertice Choose France si è chiuso con l'impegno di SoftBank a investire "fino a" 75 miliardi di euro nei data center per l'intelligenza artificiale, portando il totale degli annunci cumulati oltre la soglia dei €100 billion mark since 2018. Due giorni prima, l'istituto nazionale di statistica francese aveva diffuso un dato meno adatto alle fotografie ufficiali: il Pil si è contratto di -0.1% in Q1 2026, primo calo dalla metà del 2020. Il Paese che guida l'Europa per promesse di investimento sta entrando in territorio negativo.
Su quelle promesse non esiste alcun bilancio pubblico. Dopo nove vertici e oltre 230 progetti annunciati, il governo non ha mai pubblicato una rendicontazione sistematica di quanti siano stati realizzati davvero. Alcuni esistono. Quanti, nessuno lo sa.
I numeri che non tornano
La Francia ha perso, al netto, 20,000 industrial jobs in 2025. Il peso della manifattura sul Pil è sceso dal 10% del 2017 al 9.5% in 2025, mentre la disoccupazione è risalita all'8.1%. Olivier Lluansi, già consigliere industriale dell'Eliseo, la mette in termini secchi: sotto la presidenza Macron la creazione di posti nell'industria si è fermata in media a 15,000 per year under the Macron presidency, when roughly 70,000 per year would have been needed per parlare davvero di reindustrializzazione.
La direzione la conferma anche l'EY European Attractiveness Survey. I progetti effettivi di investimenti diretti esteri in Francia, cioè impianti reali costruiti da società straniere, sono scesi da 1.194 nel 2023 a 852 nel 2025, con un calo del 29% in due anni. La Francia resta prima in Europa, ma la pipeline si assottiglia: meno operazioni, titoli più grandi.
I 75 miliardi di SoftBank: leggere le note in piccolo
L'impegno di SoftBank a investire "up to" €75 billion è un tetto, non un obbligo. La fase 1, da 45 miliardi di euro per 3,1 GW di capacità di data center entro il 2031, indica siti e partner, fra cui EDF, il gruppo energetico controllato dallo Stato. La fase 2, altri 30 miliardi, non ha né calendario né piano di finanziamento reso pubblico.
S&P assegna a SoftBank un rating BB+ with a negative outlook, sotto il livello investment grade. Il gruppo porta in bilancio circa 123 miliardi di dollari di debito netto e dovrà affrontare entro la fine del 2026 un muro di rifinanziamenti da 50 miliardi di dollari. La solidità patrimoniale poggia in larga parte su plusvalenze cartacee legate a una quota da 64,6 miliardi di dollari in OpenAI, società non quotata e quindi non facilmente liquidabile. Gli analisti parlano di "old playbook": nel 2016 l'amministratore delegato Masayoshi Son promise 50 miliardi di dollari agli Stati Uniti accanto a Donald Trump. Una parte consistente di quel denaro finì in WeWork, poi crollata.
Oggi SoftBank promette nello stesso tempo $100 billion in the US e 75 miliardi di euro in Francia, attingendo allo stesso bilancio.
Chi guadagna, chi paga
In questa corsa la Francia ha un vantaggio vero: il nucleare. I 57 reattori producono elettricità a basso costo e disponibile giorno e notte, circa 73 USD/MWh wholesale versus 100 USD/MWh in Germany. Per i data center di intelligenza artificiale, che hanno bisogno di energia continua, conta più del solare spagnolo, economico ma intermittente. La Francia offre ora ai grandi consumatori industriali contratti di lungo periodo legati ai costi di produzione di EDF, non ai prezzi del mercato all'ingrosso. Bruegel, the Brussels-based think tank, has flagged such arrangements as Europe's "under-the-radar industrial policy".
Il problema è che i data center creano pochi posti permanenti. Brookings Institution research shows a typical large facility employs 50 to 400 people once construction ends. La fase di cantiere richiede molta manodopera; quella operativa assai meno. Con cifre dell'ordine di quelle evocate da SoftBank, una fabbrica tradizionale genererebbe molta più occupazione stabile.
La domanda di energia, invece, è concreta. Il piano completo di SoftBank assorbirebbe circa 45-50 TWh l'anno, pari a circa il 10% della produzione elettrica francese. La rete di trasmissione del Nord può reggere 3,1 GW di nuovo carico entro il 2031? Né RTE, il gestore della rete, né EDF lo hanno chiarito pubblicamente.
Ciò che resta incerto
Alcuni progetti arrivano a terra. Orano-XTC broke ground on a battery materials plant at Dunkirk in May 2026, tre anni dopo l'annuncio a Choose France. Altri scompaiono in silenzio. La maggiore iniziativa europea sulle batterie in Francia, ACC, ha dovuto chiamare tecnici cinesi per tenere in funzione la propria fabbrica.
Per l'Europa il punto è capire se questo modello, fatto di grandi promesse, prezzi dell'energia generosi, pochi posti di lavoro e nessuna rendicontazione pubblica, sia una strategia industriale o una strategia di comunicazione. Finché la Francia non pubblicherà i tassi di conversione degli annunci in cantieri e impianti, al resto d'Europa non resterà che contare i comunicati stampa.
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- 6/1/2026, 3:06:16 AM
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