Skip to main content
EU_PUBLIC_AFFAIRS08 / 10 · storia del giorno3 min · 775 parole · 33 fonti

Spagna, salta la proroga biennale degli affitti

✦
Scritto dall IAto brief AI · 3 ottobre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Spain’s rejected housing decrees leave renters facing an uncertain threshold.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Il 2 ottobre il Congresso spagnolo ha bocciato entrambi i decreti d’urgenza sulla casa presentati da Pedro Sánchez, cancellando per gli inquilini la possibilità di chiedere due anni aggiuntivi sui contratti in scadenza e la reintroduzione di una protezione contro gli sfratti. Il pacchetto più ampio è caduto con 172 voti favorevoli e 178 contrari; il secondo testo, sui rinnovi dei contratti, ha perso per 166 a 184 (Congreso, EFE). I sette deputati del partito catalano Junts hanno deciso l’esito del primo voto. Per gli inquilini restano le condizioni contrattuali già garantite dalla legge spagnola.

I due testi erano decreti-legge: provvedimenti d’urgenza che il governo può applicare subito, ma che decadono se il Congresso non li convalida entro 30 giorni (Spanish Constitution). A quel punto i deputati possono soltanto approvare o respingere il testo così com’è. Il decreto più ampio era in vigore da circa un giorno quando il Congresso lo ha bocciato (Civio, BOE).

Le misure in vigore per un giorno

Il decreto principale consentiva agli inquilini con un contratto in scadenza entro il 31 dicembre 2028 di chiedere fino a due anni di proroga, a condizione che fossero in regola con i pagamenti. Il proprietario doveva accettare, salvo eccezioni, per esempio se avesse avuto bisogno dell’abitazione per andarci a vivere (RDL 26/2026). Il provvedimento reintroduceva anche il divieto di sfrattare i nuclei vulnerabili che non avessero un’altra sistemazione (El País). Con il decreto sono cadute anche misure minori, tra cui il congelamento o un tetto agli aumenti annui dei canoni fino alla fine del 2027 (ABC).

Il secondo decreto andava oltre: avrebbe rinnovato automaticamente i contratti in nuovi periodi di cinque o sette anni. In genere, se avesse interrotto il contratto, il proprietario avrebbe dovuto versare all’inquilino un’indennità pari ad almeno dodici mensilità (RDL 27/2026).

Perché Junts ha detto no

I due decreti sono stati votati separatamente. Sul pacchetto più ampio, i sette deputati di Junts hanno determinato l’esito: se si fossero astenuti, il testo sarebbe passato per 172 voti a 171 (La Voz de Galicia). Il Partito popolare conservatore (PP) e l’estrema destra di Vox hanno votato contro entrambi i testi, come Junts. Il decreto sui rinnovi è stato bocciato con un margine più ampio perché due partiti minori che avevano sostenuto il pacchetto più ampio, il nazionalista basco PNV e Coalición Canaria, hanno votato contro (Infobae).

Junts contesta le norme che scaricano costi sui proprietari. In base al decreto principale, il proprietario doveva accettare la richiesta di proroga dell’inquilino; la protezione contro gli sfratti poteva inoltre lasciare un nucleo vulnerabile in un’abitazione che il proprietario voleva riavere. Secondo Junts, obblighi di questo tipo spingeranno i proprietari a ritirarsi dal mercato degli affitti, riducendo l’offerta e facendo salire i prezzi.

Il partito cita i dati della Banco de España, secondo cui nel 2021 le persone fisiche possedevano il 91,9% delle abitazioni affittate a canone di mercato (EFE). Il dato indica chi sosterrebbe il costo delle misure, ma non dimostra che quei proprietari abbandonerebbero il mercato. Junts ha chiesto il ritiro di entrambi i testi e presentato una propria proposta, basata su proroghe che i proprietari concederebbero volontariamente (elDiario.es).

Il partito ha mantenuto questa posizione nonostante le pressioni dell’opinione pubblica. Nei giorni prima del voto il governo cercava ancora di placare le proteste sulla casa (Le Monde).

Cosa resta e cosa viene meno

Resta in vigore la legge spagnola sugli affitti urbani, che garantisce un contratto di almeno cinque anni quando il proprietario è una persona fisica e di sette quando è una società. Alla scadenza, se nessuna delle parti comunica la disdetta, il contratto si rinnova di anno in anno per un massimo di altri tre anni (El Confidencial).

Gli inquilini che hanno chiesto una proroga nei giorni in cui il decreto era in vigore si trovano davanti a una reale incertezza giuridica. Nessuno dei due provvedimenti chiarisce che fine facciano le richieste già presentate (Demócrata).

Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito popolare, ha reagito alla bocciatura chiedendo elezioni anticipate. Al 2 ottobre non si era deciso di sciogliere il Parlamento (Euronews).

I fatti delineano una conclusione più circoscritta di uno scontro elettorale: il rifiuto di Junts è bastato da solo a far cadere le tutele più ampie, nonostante le proteste sulla casa. Gli inquilini tornano così alla situazione precedente al decreto. Su questo tema, il governo di minoranza di Sánchez non può far passare tutele per gli inquilini senza convincere un partito che le considera costi scaricati sui proprietari privati. Il voto non chiarisce quale sarà la prossima proposta di Sánchez. Mostra però che ogni nuovo testo dovrà prima superare l’opposizione di Junts.

Details about this article
Model:
claude-opus-5-5
Generated:
10/3/2026, 2:05:36 AM
Pipeline run:
eu_pipeline_20261003_005006
Watermark:
SynthID (Google's invisible watermark)
Human review:
None before publication
Learn more about our methodology →