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TECH_SCIENCE02 / 10 · storia del giorno3 min · 744 parole · 31 fonti

Starship porta 26 satelliti, rientro anticipato

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Scritto dall IAto brief AI · 29 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Starship reaches orbit; keeping fuel there is the next test.

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Il 28 settembre Starship, il razzo di SpaceX, ha rilasciato in orbita terrestre 26 satelliti Starlink V3 per la connessione internet. Per la prima volta il veicolo ha lasciato in orbita un carico destinato a restarci (ABC News, SpacePolicyOnline). Durante la salita un motore dello stadio superiore si è spento e la nave è rientrata dopo circa tre ore, invece delle dieci previste (WXXI/NPR). Il lander lunare che la NASA intende usare si basa sullo stesso veicolo: il risultato, quindi, riguarda ben più della banda larga.

Perché salire non basta a restare in orbita

Raggiungere una grande altezza è la parte più semplice. Se un razzo non acquista abbastanza velocità in orizzontale, ricade verso la Terra, come una palla lanciata attraverso un campo. Un veicolo in orbita continua a cadere, ma si sposta di lato così rapidamente che la curvatura terrestre si allontana sotto di lui alla stessa velocità con cui scende: per questo non raggiunge mai il suolo. All’altitudine prevista per Starship servono circa 7,8 chilometri al secondo (Aviation Week).

Tutti i voli precedenti di Starship erano rimasti intenzionalmente sulla traiettoria di rientro, anche quelli che avevano percorso quasi un giro completo del pianeta. Durante il volo 13, la nave aveva rilasciato 20 versioni di prova dei satelliti V3, destinate a disintegrarsi al rientro (Space.com). Il volo 14 doveva aggiungere l’ultima accelerazione laterale, mai tentata prima.

Un motore si spegne, i satelliti vengono rilasciati

Il razzo è decollato da Starbase, in Texas. Nel giro di pochi minuti il booster Super Heavy si è separato e ha proseguito verso l’ammaraggio previsto nel Golfo del Messico. Sullo stadio superiore, chiamato Ship 41, uno dei sei motori si è spento prima del previsto: era un Raptor progettato per funzionare nel vuoto dello spazio (CNN). SpaceX non ha spiegato il motivo dello spegnimento.

In un primo momento i commentatori di SpaceX hanno detto che il team non si sarebbe sbilanciato sulla possibilità di raggiungere l’orbita. Circa 25 minuti dopo il decollo, però, la nave ha eseguito l’accensione per l’immissione in orbita, la manovra che fornisce la velocità laterale necessaria a restarvi (Reuters).

Circa mezz’ora dopo il decollo, un meccanismo ha iniziato a rilasciare i satelliti uno alla volta; tutti e 26 erano in volo nel giro di altri 30 minuti (SpacePolicyOnline). SpaceX ha detto di aver stabilito un contatto con ciascuno e Elon Musk ha riferito che funzionavano come previsto (CNN). È una prima verifica del loro stato: nessuno ha ancora dimostrato che questi satelliti trasmettano traffico per i clienti.

I satelliti fanno parte della rete internet Starlink di SpaceX. Le dimensioni di Starship contano per il progetto: l’azienda ha parlato della possibilità di caricare fino a 60 satelliti V3 in un futuro volo (Aviation Week).

Rientro anticipato, il rifornimento resta da dimostrare

Il piano prevedeva circa sei giri attorno alla Terra in quasi dieci ore, con ammaraggio nel Pacifico meridionale, a ovest del Cile (WXXI/NPR). I controllori hanno invece eseguito un’accensione di deorbitazione, che rallenta la nave e la fa ricadere nell’atmosfera. Ship 41 ha raggiunto l’oceano in posizione verticale, poi si è rovesciata ed è esplosa (AP via WRAL). SpaceX non ha recuperato nessuno dei due stadi per riutilizzarlo.

Il prossimo ostacolo è il carburante. SpaceX vuole condurre quest’anno una missione orbitale più lunga per misurare come i propellenti, conservati a temperature bassissime, si riscaldino e si disperdano sotto forma di gas nello spazio. L’azienda prevede anche di tentare per la prima volta il trasferimento di propellente da una nave all’altra (SpaceX).

Quel trasferimento è al centro del piano lunare della NASA. Starship consuma gran parte del propellente per raggiungere l’orbita, perciò la versione lander dovrà fare rifornimento dei serbatoi lassù prima di dirigersi verso la Luna. L’ispettorato generale della NASA ha descritto un deposito di carburante da riempire con più di dieci lanci di navi cisterna prima della partenza del lander (NASA OIG). SpaceX punta a impiegare Starship regolarmente nella seconda metà del 2026 (Reuters).

La NASA prevede ora che Artemis III sia una prova con equipaggio in orbita terrestre nel 2027 e punta a far atterrare astronauti sulla Luna con Artemis IV nel 2028 (NASA). Con il volo 14 Starship ha superato una tappa concreta in vista di quella scadenza: ha raggiunto l’orbita e rilasciato satelliti operativi nonostante lo spegnimento di un motore. È poi rientrata in anticipo, e SpaceX deve ancora dimostrare di poter ripetere i voli e fare rifornimento in orbita.

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9/29/2026, 2:26:56 AM
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