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TECH_SCIENCE07 / 10 · storia del giorno3 min · 706 parole · 26 fonti

Starship raggiunge l’orbita con un motore spento

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Scritto dall IAto brief AI · 30 settembre 2026, 02:50
Come è stata scritta

Starship reaches orbit with one engine down; longer flights still lie ahead.

Composizione immagine · tobrief
il testo · 3 min di lettura

Il 28 settembre Starship di SpaceX ha raggiunto per la prima volta l’orbita terrestre e rilasciato 26 satelliti Starlink, nonostante uno dei motori si fosse spento in anticipo durante la salita (CNN, SpacePolicyOnline). I controllori hanno deciso di proseguire, ma hanno concluso il volo alcune ore prima del previsto. Dall’orbita dipendono tutti i futuri impieghi della nave, dal lancio di satelliti al rifornimento di un lander diretto verso la Luna.

Perché la parola decisiva è «orbita»

Raggiungere lo spazio e restarci sono due traguardi distinti. Una palla lanciata abbastanza in alto supera una recinzione, ma poi ricade; un veicolo spaziale, invece, resta in orbita muovendosi di lato così velocemente che, mentre cade, la curvatura terrestre fa allontanare la superficie alla stessa velocità. Continua a cadere, ma attorno al pianeta anziché verso di esso.

Finora lo stadio superiore di Starship non era mai riuscito a compiere questa manovra: i precedenti voli di prova seguivano traiettorie che riportavano il veicolo a terra, mentre il piano di questo volo prevedeva un’ulteriore accensione dei motori nello spazio per completare la salita (SpacePolicyOnline). È l’ultima spinta, quella che trasforma un lancio molto alto in un giro attorno al pianeta.

La decisione che ha tenuto in volo Starship

La spinta finale doveva arrivare dai motori della nave, perciò lo spegnimento avvenuto durante la salita era rilevante. Starship monta tre motori Raptor ottimizzati per il vuoto, progettati per funzionare nell’aria rarefatta dello spazio; uno si è spento in anticipo durante l’ascesa (Aerospace America). To Brief aveva riferito dello spegnimento il giorno del lancio (To Brief).

In un primo momento, il conduttore della diretta ha detto che la squadra non aveva ancora deciso se tentare di raggiungere l’orbita; dopo aver valutato le condizioni dei motori rimasti, i controllori hanno autorizzato l’accensione necessaria circa 25 minuti dopo il lancio (Reuters). La decisione ricorda quella di un pilota che, perso un motore, controlla gli altri e stabilisce che l’aereo può ancora raggiungere la destinazione.

Starship ha rilasciato tutti i 26 satelliti, acceso un motore per uscire dall’orbita e ammarato nel Pacifico settentrionale circa 3 ore e 9 minuti dopo il lancio, contro un piano che prevedeva quasi dieci ore di volo e sei orbite (NPR). SpaceX ha detto di aver limitato la permanenza in orbita «per eccesso di prudenza» e non ha spiegato perché il motore si sia spento (Aerospace America). SpaceX non intendeva recuperare nessuno dei due stadi: gli ammaraggi nell’oceano facevano quindi parte del piano, anziché segnalare un tentativo di recupero fallito.

Anche i dati sui satelliti vanno letti con cautela. SpaceX ha dichiarato di aver stabilito un contatto con ciascuno; Elon Musk li ha descritti separatamente come «operativi regolarmente» (SpaceX, Musk on X). Sono dichiarazioni dell’azienda sul rilascio e sul funzionamento iniziale dei satelliti, che dovranno completare le verifiche e innalzare le proprie orbite prima di trasmettere il traffico internet dei clienti (XenoSpectrum). Le notizie disponibili per questo articolo non confermano che siano già entrati in servizio.

Per arrivare sulla Luna serve il rifornimento

L’interesse della NASA è concreto, anche se indiretto: l’agenzia ha scelto un lander basato su Starship per il ritorno sulla Luna, ma un veicolo di quelle dimensioni consuma gran parte del propellente solo per raggiungere l’orbita. Per proseguire, deve ricevere altro carburante nello spazio, come fanno i caccia militari che incontrano un aereo cisterna durante le missioni lunghe.

Le quantità necessarie sono notevoli. In un rapporto del marzo 2026, l’ispettore generale della NASA ha descritto un piano che richiede più di dieci lanci di navi cisterna per riempire un deposito di carburante in orbita prima della partenza del lander (NASA OIG). Il volo 14 non prevedeva agganci né trasferimenti di propellente tra le navi. Ha però mostrato il primo passaggio della catena: ogni nave cisterna deve raggiungere l’orbita prima di poter consegnare carburante, e questa volta ci è riuscita anche con un motore fuori uso.

Il piano di rifornimento presuppone che le navi restino in orbita per ore o più, si incontrino e si trasferiscano carburante; il programma ridotto di questo volo si è fermato prima di quella prova. Starship ha portato i satelliti in orbita dopo lo spegnimento di un motore, ma il volo abbreviato non ha dimostrato che possa restarvi a lungo.

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9/30/2026, 1:50:52 AM
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