GFS Pride affonda, container alla deriva

Floating cargo leaves another hazard for ships passing Musandam.
Composizione immagine · tobriefIl 13 ottobre alcuni proiettili hanno colpito la portacontainer GFS Pride, battente bandiera di Singapore, vicino allo Stretto di Hormuz; la nave è affondata (Reuters). Le notizie circolate questa settimana l’hanno accostata alla portarinfuse Cape Dao, presentandole come due navi affondate a breve distanza. Ma Cape Dao fu attaccata a settembre e non è chiaro quando sia affondata (MPA, NAVAREA IX).
L’attacco di ottobre ha lasciato una conseguenza duratura: il nuovo relitto ha lasciato container alla deriva vicino a uno dei passaggi marittimi più trafficati al mondo.
Due navi, due cronologie
La GFS Pride ha preso fuoco dopo l’attacco ed è affondata. I 21 membri dell’equipaggio sono riusciti a mettersi in salvo e non risultano feriti (MPA, Reuters). La nave gemella GFS Giselle, colpita il 14 ottobre, ha raggiunto con i propri mezzi un ancoraggio sicuro; tutti i 22 membri dell’equipaggio erano in salvo (Hansa).
Un attacco ha colpito la Cape Dao il 23 settembre e ha causato la morte di un marittimo (IMO, Reuters via Al-Monitor). Il 13 ottobre un avviso di navigazione pakistano indicava la nave come «segnalata in fase di affondamento» nel Golfo di Oman (NAVAREA IX).
Il 14 ottobre l’Organizzazione marittima internazionale (l’agenzia dell’ONU che regola il trasporto marittimo) indicava ancora la Cape Dao come «parzialmente affondata» (IMO). Le due ricostruzioni non coincidono e nessuna precisa la data dell’affondamento. Il marittimo è morto nell’attacco di settembre, non in quello di ottobre.
Nessuno ha rivendicato l’attacco alla GFS Pride. Singapore parla soltanto di proiettili di provenienza sconosciuta. I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno sostenuto che una portacontainer non identificata abbia urtato una mina marina mentre seguiva una rotta «non autorizzata»; nessuno ha verificato in modo indipendente questa versione (Deutschlandfunk).
La CNN ha verificato le immagini della nave in fiamme e mentre affonda, con una piccola chiazza di petrolio nelle vicinanze (CNN). Il video non mostra che cosa l’abbia colpita.
Container alla deriva al largo di Musandam
Un secondo avviso pakistano segnala l’affondamento della GFS Pride e la presenza di container alla deriva a circa quattro miglia nautiche a nord-ovest della penisola omanita di Musandam, il promontorio che si protende nello Stretto (NAVAREA IX). I container possono restare appena sotto la superficie e risultare difficili da avvistare, mettendo a rischio navi estranee all’attacco.
Il pericolo ricade su chi deve decidere se navigare. L’IMO ha chiarito che la responsabilità ultima di pianificare una traversata spetta alla compagnia di navigazione e al comandante della nave (IMO). In pratica, sono i vettori a scegliere autonomamente i propri itinerari in funzione del rischio.
La rete di Maersk mostra una scelta già operativa. Il 13 ottobre, prima che fosse resa nota la perdita della GFS Pride, il gruppo danese annunciò che l’alleanza con Hapag-Lloyd avrebbe riattivato un collegamento Asia–Medio Oriente (Maersk). La rotta fa scalo a Khor Fakkan, porto sulla costa emiratina del Golfo di Oman, fuori dallo Stretto. La decisione precede l’affondamento e non può quindi essere considerata una risposta all’incidente.
Gli armatori tedeschi hanno chiesto ai governi di condividere l’onere. Il 15 ottobre Martin Kröger, alla guida del Verband Deutscher Reeder (l’associazione tedesca degli armatori), ha invocato la diplomazia e missioni navali adeguatamente equipaggiate per proteggere le rotte commerciali, secondo Reuters via onvista. Ha indicato come modello Aspides, la missione navale dell’UE che protegge le navi mercantili nel Mar Rosso. È una richiesta del settore: nessun governo si è impegnato a inviare navi.
I fatti consentono una conclusione netta. Un attacco di ottobre ha affondato la GFS Pride, una portacontainer, ma nessuno ha ancora stabilito chi abbia sparato. L’attacco alla Cape Dao risale a settimane prima ed è un episodio distinto. I container alla deriva aggiungono un pericolo concreto al largo di Musandam, che gli operatori devono considerare mentre decidono se attraversare lo Stretto.
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