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EU_PUBLIC_AFFAIRS05 / 05 · storia del giorno3 min · 718 parole · 41 fonti

Svezia espelle tre agenti russi

Scritto dall IAto brief AI · 12 agosto 2026, 02:50
Come è stata scritta

Russia reached the room where Swedish decisions begin.

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il testo · 3 min di lettura

Tre diplomatici hanno lasciato la Svezia in silenzio negli ultimi giorni. Il governo li ha costretti a partire dopo che Säpo, il servizio di sicurezza del Paese, ha documentato quella che definisce un’operazione dell’intelligence russa diretta verso il processo decisionale politico svedese (Säpo, SVT). Due erano ufficiali dell’SVR, il servizio di intelligence estero russo. Il terzo era un agente reclutato che operava dall’ambasciata di un Paese non europeo a Stoccolma. Nessuno finirà sotto processo: tutti godevano dell’immunità diplomatica.

Secondo la Svezia, l’operazione era ancora nella fase di raccolta delle informazioni e doveva preparare future campagne di influenza. Gli elementi resi pubblici reggono questa ricostruzione: incontri documentati, compiti assegnati e compresi, raccoglitori rimossi dal terreno. Manca però la prova che quelle informazioni abbiano prodotto effetti concreti, modificando una decisione svedese, alimentando una narrazione costruita o spostando un voto.

Che cosa ha documentato Säpo

Christoffer Wedelin, vicedirettore operativo di Säpo, ha detto che il servizio aveva monitorato incontri nell’area di Stoccolma tra l’agente reclutato e i due funzionari dell’SVR, conosceva i temi discussi e aveva ricostruito i compiti affidati (Säpo). SVT ha trasmesso immagini di sorveglianza degli incontri (SVT). Dagens Nyheter ha identificato l’agente come un diplomatico di un’ambasciata non europea, una copertura intermedia che rendeva più difficile, per gli obiettivi svedesi, riconoscere la regia russa dell’operazione (DN).

L’obiettivo, secondo Säpo, era capire come maturano le decisioni svedesi, così da poter sfruttare in futuro «questioni polarizzanti» e screditare Svezia, NATO e UE (Säpo). È un linguaggio che descrive preparazione, non esecuzione. Il ministro della Giustizia Gunnar Strömmer ha detto che l’operazione non ha raggiunto gli obiettivi e non aveva legami con le elezioni svedesi di settembre (TV4). Il premier Ulf Kristersson ha spiegato che si era arrivati «vicino alla politica», senza però indicare quali uffici fossero stati presi di mira (DN).

Säpo non ha chiarito se gli obiettivi fossero ministri, funzionari, parlamentari o personale dei partiti. La ministra degli Esteri Maria Malmer Stenergard ha confermato che i tre sono stati obbligati a lasciare il Paese per le attività svolte in Svezia. Non risultano pubblicati atti d’accusa né documenti giudiziari. L’immunità diplomatica ha spostato la risposta dal terreno penale a quello, più discreto, dell’espulsione.

Perché NATO e UE seguono il caso

Le linee rosse interne di un governo valgono oro per un servizio di intelligence. Dicono a Mosca dove la Svezia potrebbe cedere, dentro negoziati NATO o UE. Da quando Stoccolma è entrata nell’Alleanza, qualunque informazione sul modo in cui costruisce le posizioni su Ucraina, sanzioni o impegni di difesa offre alla Russia uno strumento per anticipare, premere o dividere. Säpo ha reso esplicito questo collegamento, indicando entrambe le istituzioni come bersagli di future operazioni di screditamento.

Bruxelles è utile ai servizi perché concentra nello stesso spazio diplomatici, lobbisti, personale delle alleanze e rappresentanti nazionali. Da una sola sede si possono osservare più canali decisionali contemporaneamente. EUobserver ha scritto a luglio che la capitale belga ospita 187 ambasciate, 94 rappresentanze permanenti e 131 organizzazioni internazionali, e che dal 2022 il Belgio ha espulso 68 diplomatici russi per motivi legati allo spionaggio (EUobserver).

Il caso svedese non è isolato. A luglio Supo, il servizio di sicurezza finlandese, e l’intelligence militare hanno avvertito che l’FSB russo conduceva attività di cyber-spionaggio attraverso dispositivi di rete compromessi, spingendo la ministra degli Esteri Elina Valtonen a convocare l’ambasciatore russo (Supo, MTV Uutiset). Il Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo dell’UE fissano la direzione politica del blocco, ha denunciato quello che ha definito l’«ecosistema cyber malevolo» della Russia, identificando unità dell’FSB attive contro Stati membri in tutto il continente (AP).

Il punto è la prova che manca

Il caso svedese si ferma sulla linea che separa spionaggio e interferenza. Säpo ha dimostrato di saper mappare un’operazione, identificare gli attori e rimuoverli. Non ha però mostrato che l’intelligence raccolta sia poi stata utilizzata: nessuna narrazione piazzata, nessuna decisione manipolata, nessun voto compromesso. Säpo non ha indicato il Paese terzo, gli obiettivi svedesi né il materiale specifico che gli agenti cercavano.

I servizi russi raccolgono prima e influenzano dopo. La Svezia ha intercettato la raccolta. Säpo deve ancora dare al pubblico una risposta più precisa: quale pezzo della politica svedese fosse esposto e fin dove fosse arrivata l’operazione prima che Stoccolma la chiudesse.

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8/12/2026, 1:57:08 AM
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